Presepe Vivente a Lamezia Terme 2026 - Il rione San Teodoro com'era negli anni 1920/30
Il Presepe Vivente si tiene nel rione San Teodoro di Lamezia Terme, comune della provincia di Catanzaro, in Calabria, dal 26 dicembre al 6 gennaio. Invece dei consueti personaggi dei normali presepi, i protagonisti sono le figure di artigiani che anticamente lavoravano e animavano il quartiere: il venditore di carbone, il lattoniere, il cestaio, il falegname, il barbiere, il calzolaio, il sarto, il formaggiaio, il fabbro, il vasaio, e i pecorai con i loro animali, per «vedere il Rione così come doveva essere negli anni 1920/30». Il presepe è stato pensato e realizzato per la prima volta nel dicembre 2001 e nel gennaio 2002.
La scuola nei magazzini, il maiale, il forno a legna
Accanto alle botteghe ci sono le scene della giornata qualunque: il telaio e altri antichi lavori femminili, il mercato con tutte le mercanzie, la bottega del vino, il sapone come si faceva una volta, il vecchio forno a legna che sforna pane appena fatto, le caldarroste, le tradizionali "grispelle" e la pasta fatta in casa.
Due ricostruzioni riguardano il modo di abitare e di studiare: è stata riprodotta un'abitazione «così come erano quelle di San Teodoro all'inizio del secolo scorso», e una classe di scuola elementare come quando le aule erano ricavate nei magazzini del rione. C'è poi la scena che le cronache definiscono la più caratteristica di tutte, e che oggi non si vedrebbe altrove: quella che ripropone come una volta si uccideva il maiale e come, poi, veniva lavorato.
Una famiglia vera nella Natività
La Natività, invece, è affidata a una famiglia vera: protagonista è un bambino nato nel rione, con il papà e la mamma nei panni di San Giuseppe e della Madonna. E la sera del 6 gennaio arrivano i Re Magi a cavallo.
I centurioni che fanno da guida
Nel centro storico di Sambiase la rappresentazione ha una struttura teatrale, e ha anche le sue guide: sono i centurioni, vestiti con abiti d'epoca e armati, a condurre il pubblico lungo il percorso, con l'obiettivo dichiarato di trasportare gli spettatori nella Palestina dell'epoca.
Il percorso comincia con l'Annunciazione, il momento in cui l'arcangelo Gabriele annuncia a Maria la nascita di Gesù, e prosegue con la visitazione, il sogno di Giuseppe, il falegname e il cretario, l'apparizione ai pastori, la scuola rabbinica, la locanda. Poi arriva la scena più imponente: il censimento ordinato da Erode, con le legioni romane e i funzionari che reclamano i cittadini. Si continua con la famiglia, il mercato, i poveri e gli ammalati, le donne che cuciono, la casa del pane, e si finisce davanti al Bambino Gesù appena nato, con Maria e Giuseppe.
All'apertura, il 26 dicembre, tocca agli zampognari. Il canto tipico del loro repertorio è quello che invita i pastori alla capanna — «Venite pastorelli alla capanna, venite a visitare Gesù bambino. È nato senza ori e senza panni, scaldato da un bue e un asinello» — e la cerimonia culmina con «Tu scendi dalle stelle», cantata in coro con tutti i presenti. Le zampogne, spiegano le cronache, «costituiscono un segno fortemente rappresentativo della devozione popolare», e agli zampognari spetta «un significativo ruolo di cerimonieri».
Le case del rione, aperte per l'occasione
Quello che rende possibile il presepe non è un allestimento comprato: sono le case. L'iniziativa è resa possibile «grazie alla sensibilità degli abitanti del rione che mettono a disposizione le abitazioni e tanti oggetti antichi», e alla collaborazione del III Circolo di Lamezia Terme, del Gruppo Scout "Lamezia Terme 3" di San Teodoro e dell'Associazione Culturale E.N.D.A.S. "Bella Bruzia", che cura l'accoglienza.
Anche gli oggetti hanno una provenienza precisa: alcune famiglie lametine hanno donato per l'occasione «quanto di più antico avessero in casa — utensili, stoffe, abiti — custoditi come antichi cimeli, affinché potessero riprendere vita tornando al loro antico splendore». È il secondo scopo che gli organizzatori si sono dati: riportare in vita costumi, tradizioni e antichi mestieri che, «a causa del progresso tecnologico, stanno oramai cadendo nel dimenticatoio».
Un rito che viene da Greccio
Sullo sfondo c'è il riferimento che vale per tutti i presepi viventi: la pratica cristiana dell'Avvento secondo quanto fece Francesco d'Assisi nel 1223 a Greccio, piccolo centro della provincia di Rieti. Da allora la tradizione si è diffusa nel resto d'Italia e negli altri Paesi cristiani, e a organizzarla sono, per lo più, intere città, frazioni o loro quartieri, con i figuranti che sono i loro stessi abitanti. A San Teodoro questa regola si vede a occhio nudo: il quartiere recita se stesso, com'era un secolo fa.
Come arrivare alla festa
Partecipare al Presepe Vivente a Lamezia Terme è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Lamezia Terme-Sambiase è a 1,9 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Lamezia Terme Sud: da lì bastano 7 minuti di guida (6,0 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Presepe Vivente a Lamezia Terme — dicembre
- Presepe Vivente a Badolato — dicembre
- Presepe Vivente a Miglierina — dicembre