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Ognissanti e Defunti · Storia e origini

Perché il 2 novembre si ricordano i morti: la scelta di Cluny nell'anno 998

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La commemorazione dei morti del 2 novembre nasce nell'anno 998 in un'abbazia francese: fu l'abate Odilone a inserirla nel calendario di Cluny, per i defunti «di tutto il mondo e di tutti i tempi». Il documento si chiama Statutum sancti Odilonis de defunctis.

La data fu scelta perché cadesse subito dopo Ognissanti.

Chi era Odilone

Odilone di Mercoeur fu il quinto abate di Cluny, l'abbazia benedettina della Borgogna da cui dipendevano numerosi altri monasteri. Nel 998 dispose l'inserimento nel calendario liturgico cluniacense di una commemorazione per i defunti, da celebrarsi il secondo giorno di novembre.

L'atto non fu un'imposizione personale: il testo vaticano precisa che Odilone lo emanò «su richiesta e con il consenso di tutti i confratelli cluniacensi».

Che cosa prescriveva il decreto

Lo statuto è dettagliato, e disegna una giornata intera:

La prima commemorazione ebbe luogo a Cluny il 2 novembre 998.

Perché proprio il 2 novembre

La scelta è di calendario, e ha una logica dichiarata: come Ognissanti si celebra il 1° novembre, così la commemorazione dei defunti doveva essere altrettanto solenne il giorno dopo.

La data fu mantenuta perché i santi fossero ricordati il 1° novembre e tutti gli altri il 2: chi è già in cielo e chi lo attende, in due giorni consecutivi.

Il fine primario resta quello: pregare per i defunti in Purgatorio, accompagnandoli — dice una formulazione tradizionale — verso il Paradiso.

Che cosa c'era prima

L'idea di pregare per i morti è molto più antica dell'anno 998. Già nel II secolo i cristiani pregavano e celebravano l'Eucaristia per i defunti, ma senza una data comune: la commemorazione era legata al singolo morto e al calendario del suo lutto.

Le scadenze erano queste:

1. Il terzo giorno dalla sepoltura, la più antica. 2. Il settimo giorno. 3. Il trentesimo giorno. 4. L'anniversario della sepoltura.

Quello che Odilone aggiunge non è la preghiera per i morti, ma una data unica e uguale per tutti.

Come si è diffusa

Il percorso è rapido e va dal monastero alla Chiesa universale.

Che cosa è cambiato dopo

Due aggiunte hanno dato alla giornata la forma attuale.

Fine XV secolo. I domenicani spagnoli instaurano la consuetudine delle tre messe del 2 novembre.

1915. Benedetto XV concede a tutti i sacerdoti di celebrare più messe in quel giorno — una decisione presa nel pieno della Prima guerra mondiale, quando i morti da ricordare erano molti.

Che cosa si celebra oggi

La liturgia del 2 novembre non è una liturgia funebre: mette in risalto il mistero pasquale e la vittoria di Cristo sulla morte, e la commemorazione rinnova la fede nell'immortalità dell'anima.

Nel 1998 Cluny ha celebrato il millenario dell'istituzione del giorno dei morti: mille anni esatti dalla decisione di Odilone.

Domande frequenti

Chi ha istituito il 2 novembre come giorno dei morti?

Sant'Odilone, quinto abate di Cluny, nell'anno 998: inserì nel calendario liturgico cluniacense una commemorazione per i defunti «di tutto il mondo e di tutti i tempi», da celebrarsi il 2 novembre.

Perché fu scelto proprio il 2 novembre?

Per collocarla subito dopo Ognissanti: il 1° novembre si ricordano i santi, cioè chi è già in cielo, e il giorno seguente tutti gli altri.

Che cosa prevedeva il decreto di Odilone?

Il suono di tutte le campane dopo i vespri del 1° novembre, l'ufficio dei morti, una messa solenne il mattino del 2, messe pubbliche e private per le anime dei fedeli, e cibo per dodici poveri.

Quando è diventata una festa di tutta la Chiesa?

Nel XIII secolo, quando Roma la inserì nel calendario universale; nel XIV secolo compare nell'Ordo Romanus come anniversarium omnium animarum.

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