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Ognissanti e Defunti · Storia e origini

I Romani avevano una festa dei morti: cosa c'entra davvero con Ognissanti

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

I Romani avevano due feste dei morti, ma nessuna delle due cadeva a novembre: i Parentalia si celebravano dal 13 al 21 febbraio, i Lemuria il 9, l'11 e il 13 maggio. Il punto di contatto con Ognissanti passa da maggio, non dall'autunno.

Il 13 maggio è la data che le due tradizioni condividono.

I Parentalia: nove giorni in febbraio

Dal 13 al 21 febbraio i Romani celebravano i Parentalia, festa in onore dei defunti della famiglia. Cadevano nell'ultimo mese dell'anno romano, ed erano il culto collettivo dei parenti morti.

Durante i Dies Parentales si andava alle tombe e le si adornava con corone di fiori, viole, farina di farro, sale e pane inzuppato nel vino. Alla fine della cerimonia le famiglie consumavano un banchetto accanto alle tombe o dentro i sepolcri: si mangiava con i morti, non solo per loro.

I Feralia: la chiusura del 21 febbraio

Il 21 febbraio i Parentalia si chiudevano con i Feralia, dedicati ai Manes, gli spiriti dei morti. In quei giorni i vivi portavano offerte ai defunti.

Ovidio li registra nel secondo libro dei Fasti, e ne spiega il nome collegandolo al verbo fero, «portare»: la festa prende il nome dal gesto di portare qualcosa ai morti.

I Lemuria: le notti di maggio

L'altra festa aveva un tono opposto. I Lemuria si celebravano il 9, l'11 e il 13 maggio — tre giorni alterni — e non servivano a onorare i propri cari ma a esorcizzare i fantasmi malevoli dei morti inquieti.

Gli spiriti coinvolti erano i lemures o larvae, quelli senza parenti e affamati, che venivano placati con incantesimi e offerte di fagioli neri.

Il clima era quello di un rito difensivo:

Ovidio ne fa risalire l'origine alla morte di Remo: sarebbe stato Romolo a istituire una Remuria per placare lo spirito del fratello ucciso.

Che cosa c'entra con Ognissanti

Qui sta il punto, ed è meno noto di quanto dovrebbe.

La festa cristiana di tutti i martiri nasceva in maggio, non in autunno: il 13 maggio 609 papa Bonifacio IV ridedicò il Pantheon alla Vergine e a tutti i martiri, e da quell'anniversario nacque la ricorrenza occidentale. Quella data coincideva con i Lemuralia, la festa romana degli spiriti inquieti: è lì che il calendario pagano e quello cristiano si sovrappongono.

Il Pantheon, del resto, era un tempio romano dedicato a tutti gli dèi, e Bonifacio IV vi fece seppellire circa ventotto carri di ossa recuperate dalle catacombe: la sostituzione fu materiale prima che simbolica.

È in maggio, dunque, che il calendario romano dei morti e quello cristiano si toccano — non il 1° novembre.

Perché allora Ognissanti è a novembre

La data d'autunno non ha origine romana. La prima prova del 1° novembre compare sotto papa Gregorio III, che dedicò in quel giorno una cappella in San Pietro; Alcuino osservava la festa il 1° novembre già nell'800, Roma adottò quella data solo nel IX secolo, e nell'837 Gregorio IV ne ordinò l'osservanza generale. Sotto Carlo Magno la celebrazione si diffuse in tutto l'impero, e nel 1480 Sisto IV aggiunse l'ottavario.

Il legame con la fine di ottobre viene invece da un'altra parte: le tradizioni celtiche, e il sincretismo che la conquista romana della Gallia favorì fra usanze romane e celtiche, con la consuetudine di celebrare fra il 31 ottobre e il 1° novembre il passaggio fra la vita e la morte.

Che cosa si può dire con onestà

Tre punti fermi, e nessuno di più:

1. Il culto di Ognissanti non ha un'origine certa, e la festa fu osservata in giorni diversi in luoghi diversi. 2. La commemorazione cristiana più antica documentata è quella di «tutti i martiri», nel IV secolo. 3. Le feste romane dei morti erano in febbraio e in maggio: la coincidenza con il cristianesimo riguarda il 13 maggio, non novembre.

Vale infine la precisazione che la Chiesa stessa fa sulla natura della ricorrenza: Ognissanti celebra la vittoria della vita eterna, non la morte.

Domande frequenti

I Romani avevano una festa dei morti?

Sì, due: i Parentalia, dal 13 al 21 febbraio, per i defunti della famiglia, chiusi il 21 dai Feralia; e i Lemuria, il 9, l'11 e il 13 maggio, per placare gli spiriti inquieti.

Che cosa si faceva ai Parentalia?

Si adornavano le tombe con fiori, viole, farina di farro, sale e pane inzuppato nel vino, e alla fine si consumava un banchetto accanto alle tombe o nei sepolcri.

Ognissanti ha sostituito una festa romana?

Non quella del 1° novembre. La festa cristiana dei martiri nasceva il 13 maggio, data della ridedicazione del Pantheon, che coincideva con i Lemuralia: è lì che le due tradizioni si incontrano.

Perché nei Lemuria si usavano le fave?

I lemures, gli spiriti inquieti, venivano placati con incantesimi e con offerte di fagioli neri; nella festa si mangiavano soprattutto fave.

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