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Ognissanti e Defunti · Storia e origini

Storia di Ognissanti: perché il 1° novembre, e da dove viene il 2

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Ognissanti si celebra il 1º novembre e la commemorazione dei fedeli defunti il 2. La festa di tutti i santi nasce in Oriente e a Roma cadeva il 13 maggio, giorno in cui nel 610 papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon alla Madonna e a tutti i martiri; fu Gregorio IV, fra l'827 e l'844, a trasportarla al 1º novembre, e nell'835 il re franco Luigi il Pio la decretò festa di precetto. Il 2 novembre come giorno per ricordare i fedeli defunti è attribuito, dal suo biografo, a Sant'Odilone, abate di Cluny.

La festa cominciò in maggio, non in novembre

In Roma papa Bonifacio IV dedicò, il 13 maggio 610, alla Madonna e a tutti i martiri il Pantheon concessogli dall'imperatore Foca, e chiamato da allora Santa Maria ad martyres.

Le prime celebrazioni della ricorrenza sono attestate ad Antiochia, e si tenevano la domenica successiva alla Pentecoste, come riportano San Giovanni Crisostomo e Sant'Efrem il Siro — quest'ultimo però collocandola al 13 maggio. Quella festa arrivò anche a Roma, e ne resta la traccia nel più antico Comes, o lezionario della Chiesa romana, pubblicato da Dom Morin dal celebre manoscritto di Würzburg: Dominica in natale Sanctorum, «Domenica della nascita dei santi al Cielo».

Ma a Roma durò poco: nella settimana dopo la Pentecoste un'antica tradizione impose ai romani il digiuno solenne dei Tre Tempi con la grande veglia domenicale a San Pietro.

L'oratorio di Gregorio III, e chi decise davvero

Gregorio III (731-741) consacrò dentro la basilica di San Pietro un oratorio, dedicandolo non soltanto ai martiri, ma anche agli apostoli e ai confessori, e stabilendovi un'officiatura monastica — un oratorio «espiatorio» in onore di tutti i Santi, Martiri o Confessori morti nel mondo, mentre in Oriente gli iconoclasti distruggevano immagini e reliquie e i cimiteri dei martiri erano in abbandono a causa delle continue incursioni dei Longobardi nella campagna romana.

L'ultimo passo verso la festa universale di tutti i santi fu fatto da Gregorio IV (827-844), il quale trasportò la festa dei martiri dal 13 maggio al 1º novembre, estendendola a tutti i santi. Come Roma sia venuta a celebrare la festa di Ognissanti nelle calende di novembre è tutto fuorché chiaro. Questo cambiamento avvenne sotto Gregorio IV, e l'azione di Luigi il Pio e dell'episcopato franco non fu estranea a esso; ma non è assolutamente provato che l'iniziativa sia venuta dal Papa piuttosto che dall'Imperatore.

L'835, l'ottava e la festa civile

Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell'835, e il decreto fu emesso «su richiesta del papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi».

Nel 1475 la festività di Ognissanti venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa d'occidente da Papa Sisto IV della Rovere, che le diede anche l'ottava, cioè stabilì che erano da considerare festivi gli otto giorni successivi; prima delle riforme del papa Pio XII del 1955 aveva anche una vigilia e un'ottava, poi tolte. In Italia il riconoscimento civile è molto più recente: è nel 1949 che lo Stato italiano ne riconosce ufficialmente la festività civile, sancendo la sospensione delle attività lavorative e scolastiche.

In Italia il 1º novembre è anche l'onomastico di chi porta un nome adespota, cioè non legato a un santo del calendario.

Samhain: un'ipotesi, e chi l'ha formulata

L'antropologo James Frazer, osservando che, prima di diventare festa di precetto, la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra — Paese un tempo abitato dai Celti — il 1º novembre, ipotizzò che tale data fosse stata scelta dalla Chiesa per creare una continuità cristiana con Samhain, l'antica festa celtica del nuovo anno, secondo le teorie dello storico Rhŷs. Lo stesso studioso sostenne che durante la festa del Samhain i morti sarebbero potuti ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita.

Il calendario celtico divideva l'anno in due: il tempo della nascita e del rigoglio della natura, che iniziava a maggio nel giorno di «Beltane», e il tempo della quiete e del riposo, che iniziava a metà autunno nel giorno di «Samhain». Dalla parte romana c'era la festa in onore di Pomona, la Dea romana dei frutti, con la quale si salutava la fine del periodo agricolo produttivo; e quando Cesare conquistò le Gallie, le due feste pagane, celtica e romana, si integrarono, dando alla notte fra il 31 ottobre e il 1º novembre il nome di «Nos Galan-Gaeaf», cioè notte delle calende d'inverno. Da lì viene il nome inglese: All Hallows = Tutti i Santi + eve = Vigilia.

C'è però anche una spiegazione concorrente, tutta interna al calendario cristiano: la scelta rispondeva anche al desiderio di sostituire antichi culti pagani: proprio quel giorno, infatti, si celebrava San Cesario di Terracina, figura associata agli imperatori romani e a tradizioni che il papa intendeva superare.

Il 2 novembre viene da un naufragio

Il biografo di Sant'Odilone, abate di Cluny, attribuisce a lui la designazione del 2 novembre come giorno per ricordare i fedeli defunti, e racconta che l'osservanza ebbe origine dalla storia di un uomo che, sorpreso da una tempesta in mare, cercò rifugio su un'isola presso un santo eremita: l'eremita rivelò che le preghiere e le elemosine dei fedeli, in particolare dei monaci di Cluny, liberavano le anime dal purgatorio. Tornato a casa, l'uomo raccontò tutto a Odilone, che istituì una giornata annuale di preghiera per i defunti il giorno successivo a Ognissanti.

La riforma di Cluny fissò anche i gesti: per commemorare i defunti, le campane dovevano suonare rintocchi funebri dopo i vespri del primo novembre e il giorno dopo doveva essere celebrata la messa pro requie omnium defunctorum — pratica che precedentemente si svolgeva soltanto nelle abbazie cluniacensi, poi si sviluppò in tutta la Chiesa universale. C'era però un precedente ancora più antico: la prima menzione di una Messa per i defunti risale al VII secolo, quando Sant'Isidoro di Siviglia (morto nel 631) propose una Messa per le anime defunte il lunedì successivo alla Pentecoste.

Tre messe, e una regola che vale solo per questo giorno

Il 2 novembre ha una particolarità liturgica che lo distingue da tutte le altre memorie: è l'unica festa designata come «Memoria» che può sostituire la domenica se il 2 novembre cade in quel giorno, anche se la Liturgia delle Ore resta quella domenicale.

I sacerdoti possono celebrare tre Messe, ciascuna con intenzioni distinte: la prima per le anime dei defunti, la seconda per le anime dei poveri e la terza per il Papa. L'uso viene dalla Spagna — alla fine del XV secolo, un monastero domenicano di Aragona iniziò a celebrare tre Messe per i defunti, rispecchiando le tradizioni natalizie — e fu ufficialmente approvato da Papa Benedetto XV nel 1919, dopo la devastazione della Prima guerra mondiale, che aveva provocato milioni di vittime.

Il lunedì è stato scelto come giorno per la commemorazione settimanale dei defunti a causa di una credenza medievale che lo collega alla domenica: secondo quella credenza tutte le anime, all'inferno o in purgatorio, godevano di una tregua dalle sofferenze dal sabato sera al lunedì mattina.

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