Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Ognissanti e Defunti » Tradizioni

Ognissanti e Defunti · Tradizioni

Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Lombardia: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Bormio, la notte del 2 novembre, si mette sul davanzale una zucca scavata e piena di vino. Nella zona di Vigevano e in Lomellina si lasciano un secchio d'acqua fresca e la stessa zucca, si tiene il camino acceso e le sedie restano attorno al focolare.

A Milano le zucche si chiamano Lumere.

La zucca piena di vino

A Bormio la notte fra l'1 e il 2 novembre si mette fuori dal davanzale una zucca scavata e riempita di vino, e in casa si imbandisce la tavola per la cena.

Nella zona di Vigevano e in Lomellina si lascia un secchio d'acqua fresca insieme alla zucca di vino, si tiene il fuoco acceso nel camino e le sedie restano attorno al focolare, come se qualcuno dovesse sedersi.

In tutta la regione si lascia in cucina un vaso d'acqua per i morti in visita, e a Milano e in Brianza anche il latte, il vino rosso e il cibo per le Anime dei propri cari. Le zucche, lì, si chiamano Lumere.

I letti rifatti di Cremona

Nelle campagne della provincia di Cremona, la mattina del 2 novembre, ci si alzava molto presto.

Si riordinavano subito i letti, perché le anime dei familiari potessero riposarsi.

La candela sul davanzale

Una tradizione contadina voleva una candela accesa sul davanzale, per guidare le anime verso casa.

È un'usanza oggi quasi scomparsa. In Insubria, invece, la festa di Ognissanti si celebrava per tre giorni: il 30, il 31 ottobre e il 1° novembre. E nel Medioevo, in questi giorni, si chiedevano noci, nocciole e castagne.

Il fioretto ai morti

In diversi paesi brianzoli resiste l'usanza del fioretto ai morti: un rosario collettivo, che può comprendere anche una breve processione fino al cimitero.

Nella Bergamasca è radicato il Triduo dei Morti, tempo di riflessione voluto dalla Chiesa: si celebra in novembre o in Quaresima, ed è una tradizione secolare, legata alle numerose epidemie di peste dal 1630.

Al cimitero

L'1 e il 2 novembre si va al cimitero: si puliscono le lapidi, si cambiano i fiori e si accendono i lumini. I protagonisti della giornata sono i crisantemi.

In Brianza le famiglie passano ore a sistemare le tombe insieme, e fra un vaso e l'altro si raccontano aneddoti e risate. Dopo la visita, molte famiglie mangiano castagne e vino nuovo.

Il pan dei morti

Il dolce della ricorrenza è il pan dei morti, tradizionale di Milano, della Brianza, di Brescia e di Bergamo.

Nasce con il pane raffermo, come modo per non sprecare nulla: nella ricetta ci sono gli albumi, i biscotti sbriciolati, il cacao, la frutta secca, la frutta candita, l'uvetta e le spezie. Si prepara almeno due giorni prima e si mangia freddo.

Serviva a offrire qualcosa ai defunti e a dare loro il benvenuto quando tornano a casa: si porta in tavola, e si regala ai bambini.

Gli oss da mòrd

L'altro dolce è l'oss da mòrd, il biscotto non lievitato diffuso in tutta l'area lombarda.

Si fa con farina, nocciole, zucchero e albume.

La cassoeula

Il piatto salato di questi giorni è la cassoeula, di verze e maiale, legata a Ognissanti e al Giorno dei Morti.

Cambia di provincia in provincia:

Domande frequenti

Perché a Bormio si mette una zucca di vino sul davanzale

Perché la notte fra l'1 e il 2 novembre è quella in cui tornano i morti: la zucca scavata e piena di vino li aspetta fuori, mentre in casa la tavola resta imbandita.

Perché a Cremona si rifanno i letti la mattina del 2 novembre

Perché ci si alzava molto presto per riordinarli subito: si credeva che le anime dei familiari potessero riposarvi.

Che cos'è il pan dei morti

È il dolce di Milano, Brianza, Brescia e Bergamo: nasce dal pane raffermo per non sprecare nulla, si prepara almeno due giorni prima e si mangia freddo.

Che cos'è il fioretto ai morti

È il rosario collettivo che resiste in diversi paesi brianzoli, a volte con una breve processione fino al cimitero.

Da leggere