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Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Sardegna: riti, piatti e usanze del posto
In Sardegna i bambini vanno di casa in casa a chiedere «un'offerta per le piccole anime»: la festa si chiama Is Animeddas, e cambia nome di paese in paese. Sulla tavola apparecchiata per i morti, quella notte, non devono esserci coltelli né forchette.
A Gadoni le campane suonano a morto per ventiquattro ore.
I nomi della festa
La commemorazione del 1° e 2 novembre ha in Sardegna molti nomi, uno per zona:
- Is Animeddas, e Is Panixeddas nel sud;
- Su Ene 'e sas ànimas e Su Mortu Mortu nel Nuorese;
- Is Animas in Ogliastra;
- e ancora Su prugadoriu, su petti coccone, Sas animeddas.
Andare a is animas
Per i bambini è un momento di grande gioia: si va di casa in casa a chiedere «un'offerta per le piccole anime».
Le formule cambiano con i paesi. La sera del 1° novembre si recita «Animas de prugadoriu, Ave Maria»; nel Campidano e nel Logudoro i bambini ripetono «seus benius po is animeddas»; a Mamoiada si chiede qualcosa «pro sas animas»; a Olbia, il 2 novembre, si bussa dicendo «Morti Morti».
In cambio si ricevono mandorle, nocciole, mandarini, melagrane, castagne, noci, fichi secchi e arance, oppure ceci e fagioli, e i dolci di casa: le pabassinas, gli ossus de mortu, il pani de sapa. A Ghilarza la questua notturna di Ognissanti si chiamava askardoppias, o iskaddoppias.
La tavola senza coltelli
La notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre la tavola resta apparecchiata per i morti, con un coperto in più per i familiari defunti.
C'è una regola precisa: coltelli e forchette vanno rimossi. I piatti restano sulla tavola per tutta la notte, e in alcuni paesi si lasciano aperte le credenze, perché i defunti possano prendere ciò che preferiscono.
La cena dei morti è frugale: in origine era a base di fave, e comprendeva gli gnocchetti con il sugo di pomodoro e il pecorino. Dopo mangiato non si sparecchia, per le eventuali visite degli spiriti; poi ci si raccoglie attorno al camino a raccontare ricordi e leggende.
Sa lantia
Perché i defunti trovino l'uscio di casa si accendono le lampade a olio: una per ogni defunto della famiglia.
Si accende anche sa lantia, e ogni lumino è destinato a un'anima, fino alla mezzanotte del giorno seguente. Il 31 ottobre si aprono le porte delle abitazioni, perché le anime del purgatorio possano visitare le case. Le zucche, intagliate, raffigurano esseri spettrali.
Le campane a morto
Dopo le funzioni religiose del mattino di Ognissanti, le campane suonano a morto fino alla mezzanotte del 2 novembre.
A Gadoni questo diventa un'impresa collettiva: prima del 2 novembre uomini e donne raccolgono i materiali nei terreni vicino al paese; la mattina del 2 la Messa si concludeva a mezzogiorno, e da lì le campane suonavano ininterrottamente per ventiquattro ore, con circa dieci campanari a darsi il cambio.
Durante l'attesa si cuocevano le castagne arrosto e si beveva il vino nero. Sulle tombe si poneva una corona di pervinca.
Il pane di sapa
Il dolce che si prepara in tutta l'isola per l'1 e il 2 novembre è il pane di sapa, in sardo su pani 'e saba.
Deriva dalla vendemmia e dal mosto, ed era considerato un dolce povero: si regalava ai poveri in suffragio dei defunti. Si prepara anche per S'Antonio, per i matrimoni e per Natale.
Accanto a lui, per i morti, si fanno le pabassinas — a Mamoiada sos popassinos — e gli ossos de mortu.
Domande frequenti
Che cos'è Is Animeddas
È la festa sarda dei morti dell'1 e 2 novembre: i bambini vanno di casa in casa a chiedere un'offerta per le piccole anime. Cambia nome di zona in zona.
Perché sulla tavola dei morti non si mettono i coltelli
Perché la tradizione sarda vuole che coltelli e forchette siano rimossi dalla tavola apparecchiata per i defunti, che resta imbandita tutta la notte.
Che cos'è sa lantia
È il lumino che si accende per i defunti: ogni lumino è destinato a un'anima e resta acceso fino alla mezzanotte del giorno seguente.
Che cos'è il pane di sapa
È il dolce sardo dell'1 e 2 novembre, fatto con il mosto della vendemmia: era un dolce povero, che si regalava ai poveri in suffragio dei defunti.