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Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Molise: riti, piatti e usanze del posto
A Carovilli, la sera di Ognissanti, si celebra la festa della «Mort cazzuta»: il convito che in dialetto si chiama 'R'cummit'. Finita la cena, un piatto viene lasciato sul davanzale per i parenti defunti, accanto a una zucca svuotata con la candela accesa.
Nei paesi croati i bambini chiedono le bumblice.
La Mort cazzuta di Carovilli
A Carovilli, in provincia di Isernia, la sera di Ognissanti si tiene la festa della Mort cazzuta, con il convito rituale chiamato 'R'cummit'.
Il piatto principale sono le Sagne e jierv: lasagnette di farina e acqua, condite con la verza e la pancetta di maiale.
Dopo la cena si lascia un piatto sul davanzale per i parenti defunti, che tornano di notte, e gli si mette accanto una zucca svuotata e intagliata con un volto e una candela accesa. L'espressione della zucca può essere sorridente, piangente, spaventosa o beffarda.
Le zucche di Pescolanciano
A Pescolanciano, fino a pochi decenni fa, la vigilia e la sera di Ognissanti si esponevano le zucche intagliate agli angoli delle strade buie e sui davanzali.
Erano intagliate a somiglianza di un cranio, e dentro ardeva un piccolo cero. Le zucche antropomorfe molisane servono a spaventare i passanti, ma anche a richiamare le anime dei morti.
Ciciotti ciciotti
Nell'area matesina, fin dall'Ottocento, i bambini giravano di casa in casa chiedendo i dolci con un grido preciso: «Ciciotti ciciotti per l'anima dei morti».
Ricevevano dolci a base di miele e farina di ceci, insieme ai legumi e alla frutta di stagione.
Le bumblice dei paesi croati
Le comunità croate del Molise — Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise — hanno una loro richiesta: la mattina del 2 novembre i bambini chiedono le bumblice, ciambelle dolci, e ricevono in dono i dolcetti.
La colonia croata del Molise fu fondata da profughi dalmati nel XV secolo. A Montemitro, paese di 460 abitanti, l'uso di intagliare le zucche illuminate con le candele è ancora vivo.
La novena e il ritorno dei morti
Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, è preceduto dalla novena dei morti, che comincia il 24 ottobre.
Nella notte dei morti, secondo la credenza, i defunti tornano nelle case e mangiano il cibo dei vivi: è per questo che il piatto resta sul davanzale o sulla tavola.
Al cimitero
In Molise i cimiteri sono molto frequentati nel fine settimana e nel giorno di Ognissanti: la visita ai propri cari viene spesso anticipata rispetto al 2 novembre.
Si portano fiori e lumini, e i cimiteri si illuminano di candele.
Dopo, San Martino
Le zucche non finiscono con la commemorazione: la tradizione prosegue a San Martino, con i fantocci di paglia e le zucche portate in corteo, i falò, gli scherzi e i canti popolari.
Domande frequenti
Che cos'è la Mort cazzuta di Carovilli
È la festa della sera di Ognissanti, con il convito chiamato 'R'cummit': si mangiano le Sagne e jierv e alla fine si lascia un piatto sul davanzale per i defunti.
Che cosa sono le Sagne e jierv
Sono lasagnette di farina e acqua condite con verza e pancetta di maiale: il piatto principale del convito di Carovilli.
Che cosa gridavano i bambini dell'area matesina
«Ciciotti ciciotti per l'anima dei morti»: giravano di casa in casa fin dall'Ottocento e ricevevano dolci di miele e farina di ceci, legumi e frutta di stagione.
Che cosa sono le bumblice
Sono le ciambelle dolci che i bambini delle comunità croate del Molise — Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice — chiedono la mattina del 2 novembre.