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Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Umbria: riti, piatti e usanze del posto
A Perugia la commemorazione dei defunti ha una fiera tutta sua: la Fiera dei Morti, che si tiene nella prima settimana di novembre. Le prime tracce storiche risalgono all'XI secolo, ed era già consuetudine nel 1260: da allora si ripete ogni anno.
I dolci sono le fave dei morti.
La Fiera dei Morti
La Fiera dei Morti di Perugia è una mostra mercato che si tiene in concomitanza con Tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti, tradizionalmente nella prima settimana di novembre, dal 1° al 3.
Le prime tracce storiche risalgono all'XI secolo, ed era già consuetudine dal 1260: è una delle manifestazioni più antiche della città, nata come commercio legato a Ognissanti e alla commemorazione, e diventata un appuntamento di aggregazione e interscambio commerciale per l'Italia centrale.
Oggi si svolge nell'area di Pian di Massiano, anima strade e piazze con le bancarelle, i mercati e gli eventi, e offre prodotti tipici, artigianato locale, dolci e oggetti. Attira migliaia di visitatori ogni anno e coinvolge tutta la comunità. Ad affiancarla ci sono i Baracconi.
Le fave dei morti
Il dolce della ricorrenza, soprattutto in provincia di Perugia, sono le fave dei morti: dolcetti secchi alle mandorle che si preparano per il 2 novembre.
Nell'impasto ci sono le mandorle dolci e le mandorle amare, l'albume d'uovo, lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. La preparazione tradizionale vuole che le mandorle siano spellate, tostate e tritate; poi si impasta, si formano palline ovali e si cuociono in forno a 180 gradi per dieci o quindici minuti.
Il nome viene da lontano: nei secoli passati, in questi giorni, si distribuivano fave vere.
Gli stinchetti dei morti
Gli altri dolcetti devozionali della regione sono gli stinchetti dei morti, anch'essi a forma di fave e diffusi nel Perugino.
Si preparano per la festa dei defunti del 2 novembre.
Le pastarelle della Valnerina
In Umbria, e in particolare in Valnerina, si ricordavano le pastarelle dei morti: si preparavano nei giorni dedicati al ricordo dei defunti.
La tradizione le collegava a un dolce viatico per l'anima in viaggio — anche se, si diceva, erano più apprezzate dai vivi che dai morti.
Le bancarelle sulla strada del cimitero
Fino a qualche anno fa, lungo le strade che conducevano ai cimiteri, c'erano le bancarelle ricolme di dolcetti: chili di pastarelle per il giorno dei morti.
Era il modo in cui la ricorrenza si vedeva da fuori: il cammino verso il camposanto era anche un piccolo mercato, e la fiera — dicono in Umbria — sta proprio per i cicli della vita.
Al cimitero
Il 2 novembre le famiglie visitano i cimiteri e lasciano i fiori: i più comuni sono i crisantemi.
Il 1° novembre, invece, è festa nazionale.
Domande frequenti
Quando si tiene la Fiera dei Morti di Perugia
Nella prima settimana di novembre, dal 1° al 3, nell'area di Pian di Massiano: le prime tracce storiche risalgono all'XI secolo ed era già consuetudine dal 1260.
Che cosa sono le fave dei morti umbre
Sono dolcetti secchi alle mandorle — dolci e amare — con albume, zucchero e buccia di limone: si preparano per il 2 novembre, e il nome ricorda le fave vere che un tempo si distribuivano.
Che cosa sono gli stinchetti dei morti
Sono i dolcetti devozionali umbri a forma di fave, diffusi nella provincia di Perugia e preparati per la festa dei defunti.
Che cosa sono le pastarelle dei morti
Sono i dolci della Valnerina che si preparavano nei giorni del ricordo dei defunti: la tradizione li chiamava un «dolce viatico» per l'anima in viaggio.