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Ognissanti e Defunti · Tradizioni

Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Valle d'Aosta: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Valle d'Aosta, nella notte fra l'1 e il 2 novembre, si veglia davanti al fuoco e si lasciano le pietanze sulla tavola per i morti. Se il cibo non viene lasciato si alza il tzarivàri: il baccano rumoroso che, dice la credenza, provocano i defunti.

La tavola si apparecchia con la tovaglia bianca.

Il tzarivàri

La credenza locale è netta: i morti tornano a visitare i vivi, e vanno accolti con il cibo.

Se le pietanze non vengono lasciate, si alza un vento che ha un nome preciso, tzarivàri: il baccano rumoroso provocato dai morti.

La veglia davanti al fuoco

Nella notte fra l'1 e il 2 novembre si veglia davanti al fuoco, e si lasciano cibo e vivande in tavola.

Si prepara una tavola con piatti, bicchieri e posate, e la si lascia tutta la notte; si apparecchia con la tovaglia bianca. Le pietanze in più si mettono anche sui davanzali. In casa si lasciavano le torte calde, le giuncate e il sidro.

La notte prima di Ognissanti era segnata dal suono delle campane, e in famiglia si faceva la veglia notturna con la preghiera.

La processione di Sant'Orso

Ad Aosta, il 1° novembre, nel quartiere di Sant'Orso si svolge una processione per i defunti, che parte nel primo pomeriggio.

I canonici si vestono in sagrestia con gli abiti liturgici; il corteo è preceduto da un turiferario, un crocifero e due candelieri, e lungo il cammino si canta il Miserere.

Le stazioni sono quattro:

Il percorso tocca anche via Linty. Dopo le preghiere si entra in chiesa: i canonici restano ai piedi dell'altare e si prega per i benefattori della chiesa, alcuni dei quali vengono nominati per nome. Alla fine si celebra la tradizionale messa di Ognissanti.

Un'usanza che attraversa le Alpi

La tavola lasciata pronta tutta la notte si ritrova anche fuori dalla regione: fra l'1 e il 2 novembre la si prepara allo stesso modo in Piemonte e in Trentino, con i piatti, i bicchieri e le posate.

Le usanze valdostane per i defunti, del resto, sono analoghe a quelle piemontesi.

Il Recorderis

In quasi tutte le parrocchie valdostane si recitava il Recorderis per i defunti, sulle tombe.

La lingua dei morti

La lingua di queste giornate è il patois, il dialetto francoprovenzale che in Valle d'Aosta si parla abitualmente su tutto il territorio.

Nel francoprovenzale di Hône la commemorazione dei defunti ricorre il 2 novembre.

Al cimitero

Nei giorni di Ognissanti e dei defunti si va nei cimiteri a ricordare i propri cari scomparsi.

Ad Aosta, il 1° novembre, si celebra in Cattedrale la messa per la solennità di Tutti i Santi, e il giorno dopo la diocesi celebra la commemorazione dei defunti.

Domande frequenti

Che cos'è il tzarivàri

È il baccano rumoroso che, secondo la credenza valdostana, provocano i morti quando non trovano le pietanze lasciate per loro.

Che cosa si lascia in tavola per i defunti in Valle d'Aosta

Piatti, bicchieri e posate su una tovaglia bianca, e il cibo: torte calde, giuncate e sidro. Le pietanze in più si mettono anche sui davanzali.

Che cos'è la processione di Sant'Orso

È la processione per i defunti del 1° novembre nel quartiere di Aosta: quattro stazioni, dalla chiesa di San Lorenzo alla collegiata, con il canto del Miserere.

Che cos'è il Recorderis

È la preghiera per i defunti che si recitava sulle tombe in quasi tutte le parrocchie valdostane.

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