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Ognissanti e Defunti · Tradizioni

Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Veneto: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Veneto la visita ai cimiteri di Ognissanti si chiama lumassa, e le zucche svuotate con la candela dentro sono le suche baruche. Servono a illuminare la strada alle anime — ma vicino a loro non si parla, per non evocare gli spiriti negativi.

A Venezia, il 1° novembre, si apre il ponte dei morti.

La lumassa

In Veneto l'usanza di andare al cimitero per i defunti ha un nome suo: la lumassa.

Si va a pulire le tombe e a portare i crisantemi, per Ognissanti e per il 2 novembre.

Le suche baruche

Attorno al 2 novembre si mettevano le zucche con le candele vicino alle siepi e ai cimiteri, sui davanzali e lungo i fossi.

Si chiamano suche baruche, lumere o suche dei morti, e nei secoli scorsi si svuotavano per farne lanterne. Servivano a illuminare la strada per le anime dei defunti e ad attirarle; i ragazzi, però, giravano con le zucche anche per spaventare i passanti, soprattutto vicino ai camposanti, e chiedevano frutta secca, nocciole e castagne.

C'era una regola: vicino alle lumasse non si parla, per non evocare gli spiriti negativi.

A Piove di Sacco la festa della zucca si chiama Suca baruca col mocolo impissà.

Le ombre sul muro

Sul davanzale si lasciava un lumino acceso, e non serviva solo a fare luce: doveva rendere visibili i morti in processione, proiettandone le ombre sul muro.

Il piatto dei morti

Il piatto dei morti si preparava con castagne, dolci, marroni e fave, e si lasciava sul tavolo o sui davanzali — oppure sul casson o sul focolare.

Era un dono per le anime, a disposizione dei defunti in visita. Sulla tavola si metteva anche un piattino con pane e vino; nel periodo dei morti le famiglie preparavano minestra, vino e pan dei morti.

Dentro il piatto finivano il brazadelon, i trandoti — o pan dei morti — e le faoline. Le fave si mangiavano durante l'ottavario dei morti, accompagnate dal vino nuovo.

Il letto caldo e la sera proibita

Una tradizione veneta voleva che ci si svegliasse presto per lasciare il letto caldo ai morti.

Quella sera ogni casa diventava sacra ai defunti, e le famiglie ripetevano l'antico rito della veglia funebre. C'era anche un divieto: era proibito andare dalla fidanzata.

Gli Ossi da Morti

Il 2 novembre gli innamorati offrivano alle promesse spose un sacchetto di fave in pasta frolla: le fave dolci si chiamano Ossi da Morti.

Sono biscotti alle mandorle o alle nocciole, di forma ovale, piatta e dura.

Il ponte dei morti di Venezia

A Venezia il 1° novembre si apre il ponte dei morti: collega le Fondamente Nove al cimitero di San Michele.

Il 2 novembre è la giornata dei Defunti: si visitano i cimiteri e si porta un fiore sulla tomba. Per l'occasione si aggiungono collegamenti gratuiti con l'isola di San Michele, dalle Fondamente Nove, da Piazzale Roma e dal Lido.

Domande frequenti

Che cos'è la lumassa

È il nome veneto della visita ai cimiteri per Ognissanti e il 2 novembre: si puliscono le tombe e si portano i crisantemi.

Che cosa sono le suche baruche

Sono le zucche svuotate con la candela dentro, chiamate anche lumere o suche dei morti: illuminano la strada alle anime e le attirano.

Che cos'è il piatto dei morti

È il piatto con castagne, dolci, marroni e fave che si lasciava sul tavolo, sui davanzali, sul casson o sul focolare come dono per le anime in visita.

Che cosa sono gli Ossi da Morti

Sono le fave dolci di pasta frolla, biscotti alle mandorle o nocciole di forma ovale e piatta, che il 2 novembre si offrivano alle promesse spose.

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