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Pasqua ebraica e Pasqua cristiana: che differenza c'è, e cosa dice Esodo 12
Le due Pasque portano lo stesso nome e la stessa parola ebraica, pesàch, ma ricordano due passaggi diversi: quella ebraica la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, quella cristiana la risurrezione di Gesù. Il testo che sta all'origine di tutto è Esodo 12.
Il nome viene da un gesto: passare oltre.
Il capitolo che istituisce la festa
Il racconto della Pasqua comincia molto prima, nella Genesi, con la storia di Giuseppe, ma il capitolo che fonda la festa è Esodo 12. Siamo alla vigilia dell'ultima piaga d'Egitto — la morte dei primogeniti — e Dio istruisce Mosè e Aronne su che cosa fare quella notte.
La promessa è in Esodo 12,13: dove Dio vedrà il sangue sulla porta, passerà oltre. È il gesto che dà il nome alla festa, ed è anche la ragione per cui il testo insiste tanto sui dettagli: da come si esegue quel rito dipende chi viene risparmiato.
Che cosa dice Esodo 12
Il capitolo è il fondamento della Pasqua ebraica, e non è un racconto: è un elenco di istruzioni. Dio parla a Mosè e ad Aronne in Egitto e ordina la Pasqua.
Il segno sulla porta. Il 10 del mese ogni famiglia israelita si procura un agnello senza difetto, maschio, nato nell'anno, e lo tiene fino al 14, quando viene immolato al tramonto. Il sangue va messo sugli stipiti e sull'architrave: è quel segno, e nient'altro, a separare le case risparmiate dalle altre.
La cena. La carne si mangia quella notte stessa, arrostita al fuoco, con azzimi ed erbe amare, e nulla deve avanzare al mattino.
Come si sta a tavola. Qui il capitolo dice una cosa che non somiglia a nessun'altra prescrizione: il pasto si consuma in fretta, e in assetto di partenza — cintura ai fianchi, sandali ai piedi, bastone in mano. Non è una cena di festa, è una cena mangiata stando per uscire, e la fretta fa parte del rito quanto il cibo.
Il rito è identificato dal testo come «la Pasqua del Signore», e la festa viene istituita nelle istruzioni stesse, in Esodo 12,14-17: un memoriale, e un ordinamento perpetuo per le generazioni future.
Chi poteva mangiarla, e chi no
Esodo 12 stabilisce anche chi è ammesso alla cena, e la regola è netta: agli stranieri è vietato mangiare la Pasqua.
- il servo comprato può mangiarne solo dopo la circoncisione;
- lo straniero di passaggio e il mercenario non possono mangiarne;
- chi voglia comunque celebrarla deve prima circoncidere i maschi della sua famiglia.
C'è anche un vincolo di luogo: l'agnello va mangiato interamente in una casa, e la carne non si porta fuori. La Pasqua di Esodo 12 non è un banchetto pubblico: si celebra a porte chiuse, famiglia per famiglia.
Il calendario di Esodo 12
Il capitolo non fissa solo un rito, fissa anche un tempo, e lo fa con una frase che riordina l'anno: quel mese sarà per voi il primo dell'anno. Nel calendario primitivo si chiamava Aviv, poi Nisan, e la Pasqua cade fra il 14 e il 15, cioè fra la fine di marzo e l'inizio di aprile.
Da quel comando discendono i giorni che ancora oggi scandiscono la festa: niente lievito per l'intera festività, e assemblea solenne, senza lavoro, il primo e il settimo giorno. La memoria, nel testo, non è un sentimento: è un calendario con dei divieti dentro.
Fuori dal testo biblico, la ricorrenza è attestata storicamente almeno dal V secolo a.C., già fissata al 14 di Nisan.
Due passaggi, non uno
Le due feste conservano la stessa parola perché conservano la stessa idea, il passaggio, ma lo riferiscono a due eventi diversi:
- la Pasqua ebraica è il passaggio dalla schiavitù alla libertà, verso la Terra Promessa;
- la Pasqua cristiana è il passaggio dalla morte alla vita.
La Chiesa le distingue con due formule: Pasqua di liberazione e Pasqua di risurrezione.
Fra le due feste, però, il legame va oltre la parola. La tradizione cristiana colloca passione, morte e risurrezione di Gesù in concomitanza con la Pèsach: gli avvenimenti che i cristiani commemorano accadono durante la festa ebraica, non accanto a essa. Il calendario cristiano nasce appoggiato a quello ebraico e se ne stacca dopo, quando la festa si sposta dal 14 di Nisan alla domenica: la Pasqua ebraica cade in un giorno fisso del mese lunare, quella cristiana cade sempre di domenica.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra Pasqua ebraica e Pasqua cristiana?
La Pasqua ebraica ricorda la liberazione dalla schiavitù d'Egitto e l'esodo verso la Terra Promessa; quella cristiana commemora passione, morte e risurrezione di Gesù. La prima cade il 14 di Nisan, la seconda sempre di domenica.
Che cosa dice Esodo 12?
Ordina di prendere un agnello senza difetto il 10 del mese, immolarlo il 14 al tramonto, segnare col sangue stipiti e architrave, e mangiarne la carne arrostita con azzimi ed erbe amare, in fretta e pronti a partire.
Chi poteva partecipare alla Pasqua di Esodo 12?
Solo i circoncisi. Il testo vieta agli stranieri di mangiarne: il servo comprato è ammesso dopo la circoncisione, lo straniero di passaggio e il mercenario no, e chi volesse celebrarla deve prima circoncidere i maschi della sua famiglia.
Perché nella notte dell'Esodo si mangia in piedi e in fretta?
Perché Esodo 12 prescrive di consumare il pasto in assetto di partenza — cintura ai fianchi, sandali ai piedi, bastone in mano. La fretta fa parte del rito: è una cena mangiata stando per uscire.