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Pasqua · Storia e origini

Pasqua in Italia: che cos'è, perché la data cambia e come si celebra

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Pasqua è la massima solennità dell'anno liturgico cristiano e commemora la risurrezione di Gesù. È una festa mobile: cade la prima domenica dopo il plenilunio di primavera, e può cadere in qualunque domenica fra il 22 marzo e il 25 aprile.

Dalla sua data dipende metà del calendario cristiano.

Che cosa si celebra

La Pasqua cristiana commemora la risurrezione di Gesù ed è la festa più importante dell'anno liturgico, sopra il Natale.

Nasce dalla Pèsach ebraica, che ricorda la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù e l'esodo dall'Egitto, e ne conserva il nome: Pasqua significa passaggio.

Gli ebrei celebrano la Pasqua il quattordicesimo giorno del mese di nissàn, e fino al II secolo i cristiani facevano lo stesso. Il passaggio dal 14 nissàn alla domenica successiva servì a legare la festa al giorno della risurrezione.

Perché la data cambia

La regola si scrive in una riga: la prima domenica dopo la prima luna piena successiva all'equinozio di primavera.

A renderla comune a tutta la cristianità fu il Concilio di Nicea del 325, e da quel meccanismo derivano i due estremi: la Pasqua non può cadere prima del 22 marzo né dopo il 25 aprile.

Le Chiese ortodosse applicano la stessa regola su un altro calendario, così la loro Pasqua cade quasi sempre in un giorno diverso.

Che cosa si sposta insieme a lei

La Pasqua non si muove da sola. La sua data regola l'inizio della Quaresima e determina le solennità che la seguono, dall'Ascensione alla Pentecoste: spostare la Pasqua significa spostare un terzo dell'anno liturgico.

La tavola

In Italia il giorno di Pasqua è anche un pranzo di famiglia, con tre presenze quasi fisse: l'agnello, la colomba e le uova sode benedette. A Napoli si prepara la pastiera, il dolce pasquale della città.

Come si celebra, regione per regione

Le tradizioni pasquali italiane si concentrano fra il Giovedì e il Lunedì dell'Angelo, e cambiano forma ogni cento chilometri.

Il Venerdì Santo il rito più diffuso è la Via Crucis. A Roma si svolge davanti al Colosseo, con la partecipazione del Papa.

Le processioni degli incappucciati attraversano il Sud: a Procida sfila la processione degli Apostoli Incappucciati, a Taranto quella dei Perdoni, con i penitenti incappucciati.

Il fuoco. A Noicattaro, in Puglia, il Giovedì Santo si accende un falò davanti alla chiesa della Madonna della Lama, che brucia per tutta la notte come segno di devozione.

A Firenze, la mattina di Pasqua, si celebra lo Scoppio del Carro: in Piazza del Duomo viene incendiato un carro decorato chiamato Brindellone, colpito da un razzo a forma di colomba, la Colombina. La tradizione risale al Seicento e rievoca l'impresa compiuta da un fiorentino durante la prima crociata.

In Sicilia la festa prende la forma della rappresentazione. A Prizzi, in provincia di Palermo, si celebra il Ballo dei Diavoli; ad Adrano, nel Catanese, va in scena I Diavulazzi 'i Pasqua, una rappresentazione settecentesca fra inferno e paradiso che finisce con il trionfo del bene sul male.

I giochi con le uova durano fino a Pasquetta. A Cividale del Friuli si gioca al Truc, facendo scivolare uova di gallina cotte su un catino di sabbia inclinata; a Urbania, nelle Marche, si gioca alla Punta e cul, la mattina di Pasqua e nei due giorni successivi.

Domande frequenti

Quando cade la Pasqua?

La prima domenica dopo la prima luna piena successiva all'equinozio di primavera: nel computo ecclesiastico può cadere fra il 22 marzo e il 25 aprile.

Perché la Pasqua cambia data ogni anno?

Perché dipende dal ciclo lunare e non dal calendario solare. La regola fu resa comune a tutta la cristianità dal Concilio di Nicea del 325.

Che cosa significa la parola Pasqua?

Passaggio. Viene dall'ebraico pāsaḥ, «passare oltre», e rimanda alla Pèsach, la festa che ricorda la liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto.

Che cosa si mangia a Pasqua in Italia?

Il pranzo tradizionale mette in tavola agnello, colomba e uova sode benedette; a Napoli si aggiunge la pastiera.

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