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Perché la Pasqua ortodossa cade in un altro giorno: la disputa decisa a Nicea nel 325
La Pasqua ortodossa cade quasi sempre dopo quella cattolica, e la ragione non è teologica ma di calendario: le Chiese ortodosse calcolano la data sul calendario giuliano, che oggi è rimasto indietro di tredici giorni rispetto al calendario gregoriano usato in Occidente.
La regola di partenza, invece, è la stessa per tutti.
La regola di Nicea
Il Concilio di Nicea del 325, convocato da Costantino e chiuso il 25 luglio di quell'anno, fu il primo concilio ecumenico e riunì 318 vescovi.
Fra le questioni affrontate c'era la data della Pasqua, e la decisione fu che la festa cadesse la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera, con l'inizio della primavera fissato convenzionalmente al 21 marzo. La formula tecnica parla della domenica successiva al quattordicesimo giorno della luna pasquale.
Ne discende l'intervallo noto: fra il 22 marzo e il 25 aprile.
Il concilio stabilì inoltre che la data non dipendesse da osservazioni astronomiche aleatorie ma da un criterio calendariale prestabilito, che la Pasqua non cadesse prima dell'equinozio, e che tutti i cristiani la celebrassero lo stesso giorno.
La disputa che c'era prima
Nicea non nasce dal nulla: doveva chiudere un contrasto che divideva le Chiese da tempo.
La tradizione romana celebrava la Pasqua di domenica. La tradizione orientale dei quattordecimani la celebrava il 14 di Nisan, qualunque giorno della settimana fosse. C'erano poi gruppi che la festeggiavano il 24 marzo.
Il concilio scelse la tradizione romana contro quella asiatica, e volle che la festa non coincidesse con la Pasqua ebraica: il calcolo doveva essere indipendente da quello ebraico.
La decisione non ci è arrivata come canone: fra i venti canoni conservati di Nicea non ce n'è uno sulla Pasqua. La conosciamo per altre due vie — la lettera sinodale che i vescovi riuniti inviarono alla Chiesa di Alessandria e la lettera con cui Costantino esortò le Chiese ad adottare la conclusione del concilio: la Pasqua si celebra tutti nello stesso giorno. La regola nella forma che usiamo oggi si precisò poi nei secoli IV e V, e il Concilio di Antiochia del 341 recepì la decisione nicena.
Chi annunciava la data
Nel sistema antico il calcolo non era decentrato: c'era una Chiesa incaricata di farlo.
Il vescovo di Alessandria — che probabilmente usava il calendario copto — stabiliva ogni anno la data e la comunicava alla Chiesa di Roma, che a sua volta la trasmetteva alle altre Chiese d'Occidente.
Perché oggi le date divergono
Il motivo è tutto nei due calendari.
Il calendario giuliano fu messo a punto da Sosigene di Alessandria su richiesta di Giulio Cesare e introdotto nel 46 a.C. Aveva un'imprecisione che si accumulava: già nei secoli successivi l'equinozio era scivolato dal 25 al 21 marzo, ed è questa deriva che la riforma gregoriana corresse.
Le Chiese ortodosse continuano a usare il calendario giuliano per le festività religiose. Fra i due calendari c'è oggi uno sfasamento di tredici giorni, con il gregoriano avanti: applicando la stessa regola su due calendari diversi si ottengono due date diverse.
C'è poi un secondo vincolo, proprio della tradizione ortodossa: la Pasqua non deve precedere la Pasqua ebraica. È la ragione per cui, quando i due conti si avvicinerebbero, quello ortodosso slitta ancora più avanti.
Il risultato è che la Pasqua ortodossa cade di solito più tardi di quella cattolica e protestante. Un esempio: nel 2024 gli ortodossi hanno celebrato la Pasqua il 5 maggio.
Che cosa resta in comune
Il punto è questo: la divergenza riguarda lo strumento di calcolo, non il criterio.
Tutte le Chiese seguono la regola nicena — domenica, dopo il plenilunio, dopo l'equinozio di primavera. Cambia il calendario su cui quella regola viene applicata, e con esso la data che ne esce.
Domande frequenti
Perché la Pasqua ortodossa cade in un altro giorno?
Perché le Chiese ortodosse applicano la regola di Nicea sul calendario giuliano, oggi indietro di tredici giorni rispetto al gregoriano usato dalla Chiesa cattolica.
La regola di calcolo è diversa?
No: è la stessa fissata a Nicea nel 325. La tradizione ortodossa aggiunge però il vincolo che la Pasqua non preceda quella ebraica.
Le due Pasque coincidono mai?
Sì, quando i due computi portano allo stesso giorno; negli altri anni la Pasqua ortodossa cade di solito più tardi.