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Perché si chiama Pasqua: l'origine del nome e la falsa etimologia del «patire»
Pasqua viene dall'ebraico pesah, passato all'aramaico e poi al greco e al latino come pascha. Il significato originario della parola è «passaggio», e si riferisce alla notte dell'Esodo in cui il Signore passò oltre le case degli ebrei in Egitto.
L'idea che venga da «patire» è un errore antico.
La parola e il suo viaggio
Il punto di partenza è l'ebraico pesaḥ, che in aramaico giudaico diventa pisḥā e in siriaco peṣḥā.
Da lì la forma fu traslitterata in greco — πάσχα, ma anche ϕάσχα e ϕασέκ — e passò al latino, dove nella Vulgata compare come pascha e phase. L'italiano «Pasqua» è ricalcato sul páscha del Nuovo Testamento: la parola arriva attraverso greco e latino, ma non nasce in nessuna delle due lingue.
Nel passaggio al latino la forma si è incrociata con pascua, «pascoli»: è quell'incontro a spiegare la vocale della parola italiana.
Che cosa significa
La tradizione biblica collega il nome alla radice pāsaḥ, con i significati di «passare oltre», e insieme «zoppicare» e «saltare».
La spiegazione sta in Esodo 12, 11-27: nella notte in cui Jahvè colpì i primogeniti egiziani, le case degli ebrei furono risparmiate perché segnate con il sangue della vittima. La Pasqua è il passaggio di YHWH oltre quelle case, e la festa ebraica commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto.
Da qui la traduzione letterale di Pesach, «passerò oltre», e il nome inglese della festa ebraica, Passover.
Il senso di «saltellare, zoppicare» che la radice ha in I Re 18, 21 e 26 alimenta una spiegazione popolare: JHWH avrebbe «saltato» le case degli ebrei. Il termine, inoltre, può indicare anche l'agnello pasquale.
Che cosa dicono i filologi
L'etimologia non è stabilita con certezza.
La lettura come «passare oltre» è antica e attestata: la usano Aquila e Flavio Giuseppe, e a sostegno viene citato il nome della città di Tiphsaḥ.
Molti filologi moderni, però, respingono la derivazione dal verbo biblico — pur ammettendo di non saper proporre un'alternativa plausibile. Qualcuno propone la radice siriaca pĕṣaḥ; altre ipotesi guardano all'assiro pasahu o all'egiziano. Nessuna si impone.
Quello su cui si concorda è che la formazione del sostantivo è antichissima.
La falsa etimologia
In Oriente si diffuse una spiegazione diversa, e sbagliata: che pascha venisse dal greco πάσχειν, páschein, «patire».
A sostenerla fu fra gli altri Tertulliano, che interpretava Pascha come passionem Christi, e con lui un gruppo di Padri della Chiesa. L'ipotesi è dichiarata non corretta sul piano linguistico, ma ha lasciato conseguenze reali: accentuò il ricordo della passione e della morte di Cristo, e ancora oggi i greci chiamano il Venerdì Santo «Pasqua della Crocifissione».
Dall'altra parte Origene e gli alessandrini tennero ferma l'interpretazione come «passaggio» — quella corretta.
Anche nella lettura sbagliata, va detto, venivano colti due significati che appartengono alla festa: sacrificio e salvezza.
La festa ebraica e quella cristiana
Il nome è lo stesso, ma indica due cose diverse.
Pesach dura otto giorni — sette in Israele — e ricorda la liberazione e l'esodo verso la Terra Promessa. Il nome indica propriamente la cena rituale fra il 14 e il 15 di Nisan; i sette giorni successivi sono la Festa dei Pani non lievitati.
Fra i cristiani il nome fu applicato alla festa mobile della risurrezione di Cristo, collocata nel primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, e diventata la massima solennità dell'anno liturgico.
Perché in inglese si dice Easter
Non tutte le lingue hanno seguito la stessa strada.
Le lingue che derivano il nome da pascha e dal greco πάσχα sono il francese, l'italiano, lo spagnolo, e con esse danese, olandese e gallese.
L'inglese Easter ha invece un'origine diversa: Beda lo attribuisce alla dea Eostre. È il motivo per cui la parola inglese non somiglia affatto alle altre.
Domande frequenti
Perché si chiama Pasqua?
Dall'ebraico pesaḥ, «passaggio»: si riferisce alla notte dell'Esodo in cui il Signore passò oltre le case degli ebrei segnate dal sangue, risparmiandone i primogeniti.
È vero che Pasqua viene da «patire»?
No. È una falsa etimologia diffusa in Oriente, che collegava pascha al greco páschein. È linguisticamente scorretta, ma ha rafforzato il legame della festa con la Passione.
Perché in inglese si dice Easter?
Perché in quella lingua il nome non deriva da pascha: secondo Beda viene dalla dea Eostre.