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Quando cade Pasqua e come si calcola la data
Quando è Pasqua dipende da una regola sola: la Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera, fissato per convenzione al 21 marzo. Per questo la data si sposta ogni anno e cade sempre fra il 22 marzo e il 25 aprile.
La regola fu fissata dal Concilio di Nicea nel 325, ma né l'equinozio né il plenilunio del calcolo sono quelli che si osservano in cielo.
Quando è Pasqua: la regola in tre passaggi
Il calcolo si svolge sempre nello stesso ordine:
1. si assume l'equinozio di primavera al 21 marzo, per convenzione e non per osservazione astronomica; 2. si individua il primo plenilunio che cade in quel giorno o dopo, ed è il termine pasquale; 3. la Pasqua è la domenica successiva a quel plenilunio.
Detto in un altro modo, la Pasqua è la terza domenica del mese lunare pasquale, cioè la domenica che segue il quattordicesimo giorno di quel mese.
L'intervallo delle date possibili è fisso: fra il 22 marzo e il 25 aprile, estremi compresi. Le due date agli estremi hanno un nome, Pasqua bassa la prima e Pasqua alta la seconda.
Perché la luna del calcolo non è quella del cielo
La Chiesa non usa l'equinozio astronomico. Fu adottato un equinozio ecclesiastico fissato al 21 marzo, per evitare l'incertezza dell'osservazione: l'equinozio reale oscilla, e una festa non può dipendere da una misura che cambia.
Lo stesso vale per la luna. Il computo usa una luna calcolata, non osservata: si assume che la luna torni visibile circa trenta ore dopo la congiunzione con il Sole, e il plenilunio si fissa tredici giorni dopo la luna nuova del computo. I mesi ecclesiastici valgono 29 o 30 giorni.
Il quattordicesimo giorno del mese lunare pasquale viene chiamato per convenzione plenilunio pasquale, e può discostarsi dalla luna piena astronomica fino a due giorni: le tavole lavorano sull'età media della luna, non sulle fasi osservate.
Il mese lunare pasquale, sempre per convenzione, comincia in un giorno compreso fra l'8 marzo e il 5 aprile. Da questi due vincoli discendono le date estreme del calendario gregoriano, il 22 marzo e il 25 aprile.
Chi ha deciso la regola
La data della Pasqua fu controversa fin dall'antichità: la disputa coinvolgeva già Aniceto, vescovo di Roma, e Policarpo, vescovo di Smirne, e all'inizio del IV secolo chiese diverse celebravano ancora la Risurrezione in giorni lontani fra loro.
Nei primi secoli cristiani la Pasqua si celebrava la domenica successiva alla Pasqua ebraica, e il computo pasquale deriva dalla data della festa ebraica di Pesach.
Nel 314 il Concilio di Arles impose a tutta la cristianità di celebrare la Pasqua nello stesso giorno, con la data comunicata dal vescovo di Roma, e vietò di celebrarla prima del vero equinozio.
La soluzione arrivò nel 325, al primo Concilio di Nicea, indetto dall'imperatore Costantino. Il concilio stabilì tre cose:
- la Risurrezione si celebra di domenica, e tutte le chiese la celebrano nel medesimo giorno;
- la data è la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera, con riferimento al 21 marzo;
- il calcolo è indipendente dal calendario ebraico e dal 14 di Nisan, e la Pasqua cristiana non può coincidere con quella ebraica.
La definizione era probabilmente già in uso in quegli anni.
Chi faceva i conti
Il calcolo ha un nome proprio — computus, o computus paschalis — e una catena di autori lunga secoli. Il termine fu proposto nel 725 da Beda, monaco benedettino inglese, nel trattato De temporum ratione.
Il computo comincia a prendere forma nel III secolo. Il primo computista di una certa notorietà è Ippolito di Roma, vissuto fra il 170 e il 235, che elaborò un ciclo di date pasquali di 112 anni; le sue tavole del 222, le più antiche conosciute a Roma, si basavano su cicli di otto anni.
Nella seconda metà dello stesso secolo Anatolio di Laodicea propose di applicare al calendario giuliano il ciclo metonico di diciannove anni, che comprende 235 mesi lunari ed è tuttora alla base del computo, e sul finire del III secolo Augustalis introdusse a Roma le tavole di 84 anni.
Il metodo alessandrino divenne autorevole verso la fine del IV secolo e fu usato universalmente dall'inizio dell'VIII secolo fino al 1582.
Nel V secolo Vittorio d'Aquitania, in occasione della disputa pasquale del 455, individuò il ciclo di 532 anni dopo il quale le date pasquali del calendario giuliano si ripetono uguali: 532 è il prodotto di 19 per 7 e per 4, cioè il ciclo lunare di diciannove anni, i sette giorni della settimana e il ciclo quadriennale dei bisestili.
Sui suoi studi lavorò nel VI secolo Dionigi il Piccolo, monaco e astronomo originario della Scizia, che compilò tabelle pasquali di 95 anni proseguendo una tavola alessandrina ferma all'anno 247 di Diocleziano. Cominciò la sua lista dall'anno 532 dopo Cristo, e lo fece perché non voleva perpetuare la memoria dell'imperatore persecutore. Le tavole formulate nel VI secolo divennero normative, e la costruzione delle serie di date del plenilunio pasquale proseguì per tutto il Medioevo.
Che cosa è cambiato nel 1582
La riforma promulgata da papa Gregorio XIII nel 1582 non toccò il principio, ma il modo di fare i conti.
Il numero d'oro fu abolito e sostituito dalle lunazioni ecclesiastiche; il calendario gregoriano adottò un sistema più pratico basato sull'epatta, che indica l'età della luna al 1º gennaio, mentre le epatte sono i giorni aggiuntivi del sistema pasquale.
In Gran Bretagna le nuove tavole furono adottate molto più tardi, nel settembre del 1752. Dalla regola nicena deriva anche il metodo di Gauss, la formula che permette di ricavare la data senza consultare le tavole.
Domande frequenti
Quando cade la Pasqua?
La Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera, fissato al 21 marzo.
Qual è la data più antica e quella più tarda possibile?
La Pasqua non può cadere prima del 22 marzo né dopo il 25 aprile.
Perché si usa il 21 marzo e non l'equinozio vero?
La Chiesa ha adottato un equinozio ecclesiastico fisso al 21 marzo, per non far dipendere la festa dall'incertezza dell'osservazione astronomica. Anche la luna piena del calcolo è quella del computo, non quella osservata in cielo.
Perché la Pasqua cambia data ogni anno?
La Pasqua è una festività mobile legata al ciclo lunare: dipende dal plenilunio che segue l'equinozio di primavera, che cade ogni anno in un giorno diverso della settimana.
Chi ha stabilito come si calcola la Pasqua?
La regola fu fissata dal primo Concilio di Nicea nel 325, sotto l'imperatore Costantino, dopo che il Concilio di Arles del 314 aveva già imposto una data comune a tutta la cristianità.