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Pasqua · Tradizioni

Le tradizioni di Pasqua in Toscana: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La mattina di Pasqua, a Firenze, quattro buoi trainano fino al Duomo il Brindellone: quaranta quintali di carro, alto undici metri e sessanta. Dall'altare maggiore parte la colombina, che corre su un filo e incendia i fuochi. È lo Scoppio del Carro.

A Radicofani, il giovedì, la processione va al buio.

Lo Scoppio del Carro

Il rito si celebra ogni mattina di Pasqua sul sagrato di Santa Maria del Fiore, e la tradizione popolare lo tramanda da oltre novecento anni.

Le origini si legano alla prima crociata, a cui avrebbero preso parte circa 2500 fiorentini, e a Pazzino de' Pazzi, che nel 1099 avrebbe portato a Firenze tre pietre focaie dal sepolcro di Cristo: servivano ad accendere le celebrazioni del Sabato Santo. I crociati tornarono nel 1101.

Il Brindellone

Il carro si chiama Brindellone ed è un carro di fuoco. Custodito tutto l'anno in via il Prato, la mattina di Pasqua viene trainato da quattro buoi fino alla piazza, e collocato fra il Battistero e la Cattedrale, scortato dai musici e dagli sbandieratori del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.

Nel 1765 fu quasi interamente ricostruito e prese la foggia di oggi, a tre ripiani, con le dorature e gli stendardi dei quattro quartieri storici. Pesa quaranta quintali, è alto 11 metri e 60 e lungo 3 metri e 40.

Al canto del Gloria la colombina si accende dal cero pasquale e corre su un filo teso fra l'altare maggiore e il carro: incendia i mortaretti e i fuochi, e il carosello pirotecnico dura venti minuti. Se la colombina torna all'altare senza intoppi, è di buon auspicio. Prima dello scoppio si sorteggiano le partite del Calcio storico fiorentino.

Gli altri carri e le altre colombine

La Processione Buia

A Radicofani, nel Senese, la Settimana Santa comincia il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini e la Processione Buia, documentata almeno dal 1748.

Vi partecipano dodici scalzi incappucciati della Confraternita della Misericordia, che portano una grande e pesante croce per le vie del borgo: il corteo finisce davanti al Calvario illuminato.

Il venerdì si tengono le Tre ore di agonia di Gesù, i cui testi furono introdotti dai Gesuiti, e la liturgia della Passione con il bacio della croce. Il Sabato Santo si benedicono le uova.

Gli scalzi di Pienza

A Pienza il Venerdì Santo esce la Processione degli scalzi: dodici confratelli scalzi, uno per apostolo, che partono dalla Cattedrale e attraversano il centro storico con le fiaccole e le candele.

A Castiglione di Garfagnana il Giovedì Santo è il giorno della Procession de' Crocioni. In Lucchesia il venerdì si tengono le Processioni Triennali di Gesù Morto, a Marlia, a Seravezza e a Camaiore.

Il giro delle sette chiese

A Firenze, il Giovedì Santo, dopo la lavanda dei piedi e la benedizione del pane, le chiese restano aperte fino a mezzanotte per l'adorazione.

È il giro delle sette chiese, attestato dal 1540: Duomo, Santa Maria Novella, Santa Croce, Santa Felicita, Santo Spirito, Santissima Annunziata e San Marco.

Gli altri riti

A Grassina, il Venerdì Santo, oltre cinquecento figuranti in costume fanno rivivere la Passione, che culmina sul Calvario.

A Prato, il giorno di Pasqua, si tiene l'Ostensione della Sacra Cintola: la reliquia è mostrata ai fedeli dal pulpito esterno. A Porto Santo Stefano, sul Monte Argentario, la Pasqua si apre all'alba con la Benedizione del mare: la statua del Cristo risorto viene affacciata sul porto e innalzata fra le sirene delle barche. A Castiglion Fiorentino le antiche Compagnie animano tutto il centro storico e nella Collegiata si tiene la Volata della mezzanotte. A Santa Maria a Monte, il lunedì di Pasquetta, i rioni offrono i cesti di fiori nella Processione delle Paniere, legata al culto della Beata Diana.

La tavola

Si comincia con i crostini di fegatini, il Pecorino Toscano e la Finocchiona.

Poi i pici senesi con l'aglione o il ragù bianco di cinta senese, oppure i cappelletti in brodo di cappone con l'uovo sodo benedetto. Il secondo è l'agnello, in fricassea o in umido nel pomodoro.

La Torta Pasqualina è entrata anche qui, e in Lunigiana conserva la divisione in trentatré panetti, quanti gli anni di Cristo. La Torta Ciaccia, o torta al formaggio, è un pane salato lievitato con farina, uova, pecorino e parmigiano: si mangia a colazione la domenica.

I dolci

Il Pan di Ramerino è il dolce della Quaresima fiorentina, che si preparava per il Giovedì Santo.

La schiacciata di Pasqua, diffusa soprattutto attorno a Ponsacco, ha farina, zucchero, uova, arancia e anice: il nome viene dall'uso contadino di «schiacciare» le uova finita la Quaresima.

Domande frequenti

Che cos'è lo Scoppio del Carro

È il rito della mattina di Pasqua a Firenze: la colombina si accende dal cero pasquale al Gloria, corre su un filo fino al carro e ne incendia i fuochi, per venti minuti.

Che cos'è il Brindellone

È il carro di fuoco fiorentino: quaranta quintali, alto 11 metri e 60, a tre ripiani dal 1765. Quattro buoi lo trainano da via il Prato al Duomo.

Che cos'è la Processione Buia di Radicofani

È la processione del Giovedì Santo, documentata almeno dal 1748: dodici scalzi incappucciati portano una grande croce fino al Calvario illuminato.

Che cos'è il giro delle sette chiese

È l'adorazione del Giovedì Santo a Firenze, attestata dal 1540: si visitano sette chiese del centro, dal Duomo a San Marco.

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