Home » Pasquetta » Tradizioni
Le tradizioni di Pasquetta in Sicilia: riti, piatti e usanze del posto
In Sicilia il lunedì dopo Pasqua si accende la fornacella: è lo schiticchio, il pranzo all'aperto con l'arrustuta, la carne alla brace sulla carbonella. A Modica, però, la festa vera è il giorno dopo, il Martedì dell'Itria, e si mangiano i cedri.
A Messina si lanciavano in aria le ciambelle con le uova.
Lo schiticchio
A Palermo e in gran parte dell'isola la Pasquetta è praticamente un rito: ci si ritrova nei villini di campagna o nelle località marine alle porte della città.
Il nome del pranzo all'aperto è schiticchio, e il suo centro è l'arrustuta: la carne alla brace sulla carbonella, con la fornacella, la borsa frigo e le bibite ghiacciate. Il fumo delle griglie è il filo conduttore della giornata.
Sulla brace finiscono le salsicce, gli spiedini, il mangiaebevi, i cacocciuli arrustuti — i carciofi arrostiti — e soprattutto le stigghiole: budella d'agnello arrotolate attorno al porro o alla cipolla lunga, condite con sale e limone.
Il Martedì dell'Itria
In alcuni paesi la festa si sposta al giorno dopo il Lunedì dell'Angelo, ed è il Martedì dell'Itria, con varianti dialettali a Modica e a Nicosia.
A Modica si chiama U Marti i l'Itria, o Martedì dell'Idria, ed è la Pasquetta dei poveri: migliaia di persone convergevano sulla chiesetta della Madonna dell'Itria, che sta su uno sperone roccioso rivolto a Est, portando carne da arrostire, uova, formaggi e vino da consumare lì accanto.
Il cibo che dà il nome alla giornata, però, è un altro: i cedri, chiamati anche piretti, che si mangiano con zucchero, sale e pepe.
La gita di Messina
A Messina il Lunedì dell'Angelo portava tutti a Calvaruso, al santuario dell'Ecce Homo.
Lassù si lanciavano in aria le cuddùri cu ll'ova, le ciambelle di pan dolce con le uova sode. Il nome cuddùra viene dal greco collùra, e quella ciambella era anche il regalo pasquale del fidanzato alla fidanzata.
La Fera o luni
A San Gregorio di Catania il lunedì si festeggia il patrono, San Gregorio Magno, e si tiene la Fera o luni, cioè la Fiera del Lunedì dell'Angelo: vi partecipano gli allevatori siciliani e si fanno le degustazioni della mortadella tipica del posto.
Nello stesso periodo si tiene la sagra Le Delizie di Sicilia, nata per rivalutare le tradizioni, i prodotti e gli antichi sapori.
La Festa dell'Alloro
A Forza d'Agrò si celebra la Festa dell'Alloro, insieme alla Processione dei Sacri Oli.
I giovani del paese costruiscono stendardi d'alloro su un telaio di canna o di legno, in onore della SS. Trinità. Dopo la premiazione la confraternita guida il corteo fino a Piazza Sant'Antonio, dove si benedice il tradizionale ramoscello d'alloro e si distribuiscono le collure.
Perché si esce
Il nome religioso della giornata è Lunedì dell'Angelo, e ricorda l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso Emmaus: da lì viene l'uso della passeggiata «fuori le mura», cioè della scampagnata.
Quel che resta della domenica
Nel cestino arrivano i piatti del giorno prima: a Messina la pasta 'ncaciata e lo sciusceddu, con le polpettine di carne nel brodo e la conza di ricotta, formaggio e uova; ad Agrigento il tegame pasquale d'Aragona, con uova, zafferano e cannella.
C'è poi l'agnello: a Palermo arrosto con le patate, a Ragusa accompagnato dall'impanata pasquale, che ha origini spagnole, a Trapani cucinato alla menta. Il dolce è la cassata, che nasce proprio come dolce di Pasqua.
Domande frequenti
Che cos'è lo schiticchio
È il pranzo all'aperto della Pasquetta siciliana, con l'arrustuta: carne alla brace sulla carbonella, salsicce, spiedini, carciofi arrostiti e stigghiole.
Che cos'è il Martedì dell'Itria
È la Pasquetta che si celebra il giorno dopo il Lunedì dell'Angelo: a Modica si va alla chiesetta della Madonna dell'Itria e si mangiano i cedri, detti piretti, con zucchero, sale e pepe.
Che cosa sono le stigghiole
Sono budella d'agnello arrotolate attorno al porro o alla cipolla lunga, condite con sale e limone: si arrostiscono sulla brace.
Che cos'è la cuddùra cu ll'ova
È la ciambella di pan dolce con le uova sode: a Messina si lanciava in aria durante la gita a Calvaruso ed era il regalo del fidanzato alla fidanzata. Il nome viene dal greco collùra.