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Le tradizioni di Pasquetta in Veneto: riti, piatti e usanze del posto
In Veneto il lunedì dopo Pasqua si chiama Pascoeta, e nel Vittoriese il pomeriggio è quello della righèa: si costruisce un catino di terra, sassi, creta e fango, e ci si fanno rotolare dentro le uova sode dipinte a colori vivaci. In palio c'è anche una moneta.
Sulla Pedemontana, invece, si tira al vovo.
La righèa
La righèa è il gioco pasquale con le uova sode di Vittorio Veneto e dei comuni vicini: Cappella Maggiore, Colle Umberto, Conegliano, San Fior e San Vendemiano.
Si costruisce un piccolo catino di terra e sassi, creta e fango, e si fanno rotolare le uova sode dipinte a colori vivaci: bisogna colpire quelle degli avversari senza danneggiare la propria. Nel campo, però, viene gettata anche una moneta: chi riesce a farla raggiungere dal proprio uovo, vince.
È un gioco della cultura contadina, praticato da secoli nella settimana dopo Pasqua, e il suo momento clou è il pomeriggio di Pasquetta.
Il Tiro al vovo
Nei borghi della Pedemontana trevigiana e vicentina si pratica invece il Tiro al vovo: bisogna colpire con una moneta un uovo sodo senza romperlo.
Si fanno anche rotolare le uova colorate lungo i pendii erbosi, e alla fine si brinda con il Prosecco DOCG.
La festa dei vini di Montebello
A Montebello Vicentino il Lunedì di Pasquetta è il giorno della festa dei vini Gambellara DOC.
La mattina si tengono la presentazione e la premiazione dei vini migliori; il pomeriggio arrivano i giochi popolari e gli intrattenimenti, e la sera si chiude con il ballo liscio.
Perché Pascoeta
In Veneto il lunedì dopo Pasqua si chiama Pascoeta, e il termine indica il preannuncio della Pasqua: la festa più grande del nuovo ciclo annuale.
Il cestino
Le regine del picnic sono le uova sode, che qui si chiamano ovi duri.
Con loro ci sono il pan biscotto di Rovigo o di Loreo, la soppressa vicentina, il salame di casa e una torta salata con formaggio, prosciutto, uova e asparagi. Gli asparagi, del resto, non mancano mai: sono quelli di Bassano, di Badoere o di Cimadolmo, e a Bassano il binomio ha un nome suo, Ovi e Sparasi.
Quel che resta della domenica
Dal pranzo di Pasqua arrivano il risotto con i prodotti di stagione — i bruscandoli, che qui chiamano anche asparagina, le ortiche, gli asparagi e i carciofi del litorale veneziano —, il risotto con i piselli, le tagliatelle e i bigoli, la pasta veneta per eccellenza, che si dice inventata nel 1604 a Padova.
Poi ci sono l'agnello o il capretto, anche ripieno, accompagnati dal limone o dalle verdure leggere — finocchi, asparagi e carciofi — e l'insalata pasqualina con i gamberi e gli asparagi.
La fugassa
La regina della festa è la fugassa, detta anche fugazza: la dolce focaccia veneta, un pane dolce lievitato reso goloso dalla granella di zucchero, dalla glassa di mandorle e dai canditi.
A Verona, invece, si mangia la Brasadela, la ciambella con la grappa.
Domande frequenti
Che cos'è la righèa
È il gioco pasquale del Vittoriese: si fanno rotolare le uova sode dipinte in un catino di terra, sassi, creta e fango, cercando di colpire quelle degli altri. Chi raggiunge la moneta gettata nel campo vince.
Che cos'è il Tiro al vovo
È il gioco della Pedemontana trevigiana e vicentina: si colpisce con una moneta un uovo sodo senza romperlo, e si fanno rotolare le uova colorate lungo i pendii erbosi.
Perché in Veneto la Pasquetta si chiama Pascoeta
Perché il termine indica il preannuncio della Pasqua, la festa più grande del nuovo ciclo annuale.
Che cosa si porta nel cestino di Pasquetta in Veneto
Uova sode — gli ovi duri —, pan biscotto di Rovigo o Loreo, soppressa vicentina, salame di casa, torta salata con asparagi e, per finire, la fugassa.