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Cannolo Fest a Piana degli Albanesi 2027 - Le scorze modellate sulle canne e la ricotta degli 800 metri

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 16 al 17 maggio 2026
Dove Piana degli Albanesi, Piana Degli Albanesi

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paen.camcom.gov.it, letta il 20/09/2026.

Il Cannolo Fest si tiene a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, in Sicilia, nel mese di maggio. Le bolle sulla superficie di un cannolo, qui, non sono un difetto: sono una firma. Il cannolo di Piana degli Albanesi «presenta una scorza caratterizzata da bolle che testimoniano l'accuratezza della sua lavorazione artigianale», e ogni pezzo nasce diverso dall'altro perché «ogni buccia è modellata a mano, utilizzando piccole canne di bambù».

Un dolce che arriva con una comunità

Piana degli Albanesi è «una località montana a 24 km da Palermo», ed è definita senza mezzi termini «la culla del cannolo siciliano». Ma la ragione per cui il cannolo qui è diventato quello che è ha a che fare con la storia del paese più che con la pasticceria.

La festa «è anche un omaggio alla storia degli Arbëreshë, il popolo albanese che più di cinquecento anni fa si insediò in questa parte della Sicilia, portando con sé tradizioni e una ricca eredità culturale che si riflette ancora oggi nella vita quotidiana di questa comunità». La tradizione del dolce, si legge, «è particolarmente radicata grazie all'influenza della comunità albanese che vi risiede», ed è quella stessa comunità a essere «conosciuta per conservare e tramandare le proprie tradizioni culinarie».

Miele al posto dello zucchero

Il cannolo di Piana «è riconosciuto per essere uno dei cannoli più buoni di tutta l'isola», e le differenze rispetto al cannolo siciliano tradizionale sono tre, tutte dichiarate: «tra gli ingredienti non compare lo zucchero semolato ed al suo posto è stata introdotta una modesta quantità di miele; la farina è stata sostituita con quella di grani antichi siciliani; la cioccolata è fondente».

Non sono scelte estemporanee: «il disciplinare di questo cannolo tradizionale è stato riconosciuto», e oggi il cannolo di Piana degli Albanesi «fa parte dei Prodotti Alimentari Territoriali». Al classico ripieno di ricotta, zucchero e vaniglia si aggiungono qui «ingredienti aggiuntivi come le gocce di cioccolata».

Farina, strutto e vino

La scorza si prepara «con farina, strutto e vino», e «viene lavorata fino a diventare incredibilmente friabile». Poi arrivano le canne di bambù, su cui la sfoglia viene arrotolata a mano prima della frittura — ed è quel passaggio a rendere «ogni pezzo unico e irripetibile».

La ricetta, però, non è una sola. «Ogni famiglia di pasticceri la prepara in maniera differente, seguendo ricette tramandate di generazione in generazione che vengono custodite gelosamente»: il paese ha tante scorze quante sono le pasticcerie, e nessuna dice all'altra come fa.

C'è infine una regola che vale per tutte, e che è il motivo per cui certi cannoli si mangiano solo sul posto: «la tradizione vuole che i cannoli siano riempiti al momento per preservare la croccantezza della buccia, che altrimenti rischia di ammorbidirsi a contatto con la ricotta». Un cannolo di Piana «va preparato al momento», e questo lo rende un dolce che non si spedisce.

La ricotta degli ottocento metri

L'altra metà del cannolo viene da più in alto. I pasticceri «usano ricotta di pecore allevate nella loro piana a circa 800 metri di altitudine», e la bontà del risultato, spiega il materiale, «è data dalla perfetta fusione tra la croccantezza delle bucce e la freschezza della ricotta, ingrediente principe del ripieno, ottenuto dalla maestria dei casari locali».

Il paese non è solo in questo. L'altro è Santa Cristina Gela, «paesino adiacente a Piana, anch'esso di tradizione arbëreshe», ed «entrambi i paesi possono contare su caseifici locali che producono tra le ricotte più buone e apprezzate della Sicilia»; il cannolo di Santa Cristina «si differenzia da quello di Piana degli Albanesi per la lavorazione della scorza». Due paesi vicini, due scorze diverse, la stessa ricotta.

Cannolo Taste, Cannolo Expo, e un museo

La festa dura due giorni e divide il paese in aree. Nell'arena «Cannolo Taste» si assaggiano, accanto ai cannoli di casa, «le diverse interpretazioni provenienti da ogni angolo dell'isola: da Trapani a Messina, passando per Palermo, Enna e Bolognetta» — cioè il cannolo di Piana messo a confronto con i suoi concorrenti siciliani, in casa propria.

Negli stand del «Cannolo Expo», invece, le pasticcerie propongono «altre due delizie tipiche a base di ricotta: il raviolo e la sfincia». E la piazza diventa «un piccolo Villaggio Gastronomico dove gli artigiani locali, i produttori di formaggi, olio, pane e i maestri pasticceri metteranno in mostra le loro abilità». Attorno, «degustazioni, laboratori, cooking show, spettacoli musicali e percorsi enogastronomici nel cuore dell'antica comunità arbëreshë».

C'è anche un progetto che va oltre i due giorni: «l'apertura del museo del cannolo in un importante palazzo del centro», annunciata insieme al ripristino della sagra, che «non si organizza più da oltre dieci anni».

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Piana degli Albanesi richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Palermo Guadagna, a 22 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Piana degli Albanesi, e il tragitto è di 8,2 chilometri per 10 minuti di guida.

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