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Festa del Fuoco a Grello 2027 - Le tregge e le incije
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: polomusealegualdotadino.it, letta il 20/09/2026.
La Festa del Fuoco si tiene a Grello, frazione di Gualdo Tadino in provincia di Perugia, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, vigilia di San Giovanni Battista. Sei portatori del fuoco, per ognuno dei tre rioni in cui è stato diviso il paese, si lanciano in una folle corsa intorno alle diroccate mura castellane: trasportando sulle spalle una grande torcia accesa e successivamente trainando rudimentali tregge sulle quali sono fissati imponenti ceri (incije) composti di legna, paglia e altro materiale infiammabile. La celebrazione, di probabili origini pagane, è stata ripresa con regolarità a partire dal 1980.
La notte tra il 23 e il 24 giugno
La data non è scelta: è quella. «Il cuore della festa è la Notte del Fuoco, tra il 23 e il 24 giugno», cioè la vigilia di San Giovanni Battista, che a Grello è il patrono.
Grello è una frazione di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, ed è «nota in tutto il comprensorio gualdese per un antico rituale che si ripete ogni anno». La festa sta fra «le tradizioni più suggestive dell'Appennino umbro».
Sull'origine i racconti concordano, e la fanno risalire più indietro del santo: è «una rievocazione dalle probabili origini pagane, legata al solstizio d'estate e al rito del fuoco e dell'acqua», un rito «successivamente assimilato nella tradizione cristiana e collegato alla vigilia di San Giovanni Battista». Detto in modo più diretto: «è molto probabile che la festa, con i suoi riti, abbia origine da alcuni culti arcaici di matrice pagana, che la Chiesa sostituì nel tempo perché in contrasto con i contenuti cristiani.»
Per molto tempo è sopravvissuta solo a voce: «tramandata oralmente, la celebrazione è stata ripresa con regolarità a partire dal 1980»; «i racconti orali ne hanno tramandato il ricordo sino al 1980, quando la manifestazione ha ripreso con regolare cadenza».
San Giovanni, Sant'Angelo e San Donato
Il paese, per quella notte, si divide in tre: i rioni San Giovanni, Sant'Angelo e San Donato, che «sfilano in corteo con torce e con le tregge».
Chi sfila è vestito per l'occasione, e l'epoca è dichiarata: «in questa occasione, gli abitanti indossano dei costumi storici nello stile del XIII secolo e sfilano per le vie del paese.»
Ogni rione schiera lo stesso numero di uomini: sei Portatori del Fuoco, e da lì comincia la gara.
Le tregge e le incije
Sono le due parole che bisogna sapere per capire che cosa si vede. Le tregge sono «grandi slitte di legno»; le incije sono i «fasci di paglia e legna» — «dei cumuli di paglia e legna che verranno poi dati alle fiamme» — caricati sopra e incendiati.
L'ordine della corsa è preciso, e una cronaca lo scompone per intero: i Portatori del fuoco, «sei per ognuno dei rioni con in spalla una grande torcia accesa si gettano in una folle corsa intorno alle diroccate mura castellane; al termine di questa corsa vengono accese con la stessa torcia le 'ncije, ovvero delle slitte in legno sulle quali sono collocati degli imponenti ceri composti di legno paglia e altro materiale infiammabile».
Poi si riparte, con il peso: «una volta accesa la 'ncija alcune squadre riprendono la corsa intorno alle mura di Grello trascinando le slitte con questi ceri accesi, al termine di questa corsa il rione vincitore accende l'enorme falò al centro della piazza.»
La competizione fra i rioni «culmina nello spettacolo piromusicale».
Acqua con le erbe e panetti benedetti
Accanto al fuoco c'è l'acqua, che nel rito conta quanto le fiamme. Durante la notte, «in una cerimonia religiosa, viene distribuito ai presenti il panetto di San Giovanni, un dolce, e la guazza (rugiada, nel dialetto umbro), cioè l'acqua profumata (a base di erbe e fiori) con cui aspergersi la mattina del 24».
È «un'acqua in cui sono state tenute immerse erbe aromatiche e che dopo essere stata benedetta viene usata per lavare il viso nella mattina della festa di San Giovanni». Anche i panetti sono «benedetti e distribuiti ai presenti».
È la parte che spiega la formula con cui si definisce l'origine della festa: «il rito del fuoco e dell'acqua».
Poi viene mattina
Quando il falò si è spento, la festa cambia registro e diventa quella del patrono: «la mattina del 24 giugno la festa prosegue con la Santa Messa solenne e la processione in onore di San Giovanni Battista.»
Ed è quella la mattina in cui si usa la guazza raccolta la notte prima: l'acqua con le erbe, benedetta, per lavarsi il viso.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Gualdo Tadino per la Festa del Fuoco chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Gualdo Tadino, a 6,6 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Voltole - Rigali - Gualdo T. Sud aspetta un percorso di 4,9 chilometri che in 8 minuti porta a destinazione.
Da vedere qui intorno
Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
- San Felice a Spello — maggio
- Sant'Anna a Sigillo — luglio
- Corsa dei Ceri a Gubbio — maggio