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Festival dei Due Mondi a Spoleto 2027 - I due mondi non sono due luoghi, ma l'Europa e l'America

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 26 giugno al 12 luglio 2026
Dove Via Saffi, Spoleto

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivaldispoleto.com, letta il 20/09/2026.

Il Festival dei Due Mondi si tiene a Spoleto, in provincia di Perugia, dall'ultimo venerdì di giugno alla terza domenica successiva, che cade a metà luglio. Per quei giorni opera lirica, musica sinfonica e da camera, danza, prosa e arti visive occupano i teatri e i monumenti della città — il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Teatro Caio Melisso, il Teatro romano, la Piazza del Duomo — e si chiude sempre con il Concerto in Piazza del Duomo. Lo fondò nel 1958 il compositore italo-americano Gian Carlo Menotti, e i «due mondi» del nome non sono due posti sulla carta geografica ma due tradizioni artistiche, quella europea e quella americana.

Un ponte fra le due sponde dell'Atlantico, costruito dentro una città umbra di dimensioni raccolte.

Un compositore in cerca di silenzio

A volerlo così fu Gian Carlo Menotti, compositore italo-americano già affermato negli Stati Uniti, che nel 1958 fondò il festival dopo aver attraversato l'Italia in cerca del posto giusto. Cercava, disse, un luogo da sogno dove «nessuno scooter, nessun motore romberà intorno al Teatro, ci sarà il silenzio completo, la pace»: un silenzio a favore della musica da camera, delle opere liriche, della prosa e dei balletti. Scelse Spoleto per la bellezza e per le misure contenute, ideali per un festival intenso.

L'inizio fu un lavoro di recupero. Si inaugurò con il Teatro Caio Melisso restaurato a tempo di record e con una vecchia legnaia di Piazza della Signoria trasformata in teatrino — il Teatrino delle Sei, che da allora ospita l'avanguardia. Il primo direttore artistico, Schippers, restò in carica dal 1958 al 1977.

Il dialogo fra i due mondi, intanto, smetteva di essere una metafora: nel 1977 nacque un festival gemello a Charleston, in South Carolina, che è ancora oggi attivo. E già nel 1961 Spoleto aveva ospitato il debutto europeo di Vanessa, l'opera che valse a Samuel Barber il Pulitzer, scritta su un libretto di Menotti e rappresentata qui in traduzione italiana.

Menotti è morto nel 2007, dopo aver legato indissolubilmente a sé i primi cinquant'anni della manifestazione. La continuità è affidata alla Fondazione Festival dei Due Mondi, costituita dal Comune di Spoleto, dallo stesso Menotti, dalla Banca Popolare e dalla Cassa di Risparmio di Spoleto insieme ad altri soggetti locali: dal 2008 è la Fondazione a realizzare direttamente il Festival. Dopo Menotti la direzione artistica è passata, dal 2007 al 2020, a Giorgio Ferrara, e oggi è affidata a Monique Veaute.

Diciassette giorni, e una città che cambia mestiere

Il calendario è fisso e si conta da solo: il festival comincia l'ultimo venerdì di giugno e finisce la terza domenica successiva, a metà luglio. Fanno, di norma, diciassette giorni.

Si chiude sempre allo stesso modo, con il tradizionale Concerto in Piazza del Duomo, dove anno dopo anno si esibiscono le orchestre filarmoniche più prestigiose del mondo.

In mezzo, per qualche settimana, la piccola città umbra si trasforma nella capitale italiana delle arti dello spettacolo. La particolarità è la natura multidisciplinare: nello stesso cartellone convivono opera lirica, musica sinfonica e da camera, danza, prosa e arti visive. Gli artisti che ci sono passati vengono dalla prosa, dalla lirica, dalla danza, dalla musica, dal cinema e dalla pittura — ma anche dall'arte marionettistica e dall'arte oratoria.

Ogni luogo ha il suo mestiere

La cosa che più sorprende, leggendo l'elenco delle sedi, è che non sono intercambiabili: ciascuna ha una funzione precisa, e la mappa del festival è di fatto una divisione del lavoro fra i monumenti della città.

Al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti vanno soprattutto le opere liriche e la prosa; il Teatro Caio Melisso ospita concerti e altri spettacoli di prosa; il Teatro romano è il palcoscenico del balletto. Il Teatrino delle Sei è la sede dell'avanguardia, della danza moderna, delle installazioni e delle performance; il Complesso monumentale di San Nicolò accoglie conferenze, spettacoli e concerti; il cortile della Rocca albornoziana, concerti e prosa.

Piazza del Duomo è lo scenario della Maratona di Danza e dei concerti di gala e di chiusura. La chiesa di Sant'Eufemia è riservata ai concerti notturni di musica sacra. L'Auditorium della Stella, dentro il complesso dell'Anfiteatro, tiene concerti, convegni e letture; la Spoletosfera gli spettacoli off, i recital, gli happening; Villa Redenta e la Sala Pegasus la prosa, i concerti e le mostre.

Le cose che tornano

Alcune rassegne si ripetono di anno in anno e formano l'ossatura del cartellone: i Concerti di Mezzogiorno, appuntamento quotidiano con la musica classica; il Jazz Club; i concerti a Casa Menotti.

E torna la Maratona Internazionale di Danza, ideata da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi, che chiama a raccolta sul palco le étoiles della danza internazionale.

È il modo in cui un festival nato dall'idea di un uomo solo è diventato una struttura che si regge da sé: luoghi che sanno che cosa ospitare, appuntamenti che tornano, e una data d'inizio che non ha bisogno di essere annunciata.

Come arrivare alla festa

Il Festival dei Due Mondi a Spoleto si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Spoleto, a 3,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Spoleto, e il tragitto è di 3,3 chilometri per 6 minuti di guida.

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