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Festival del Puzzone di Moena DOP a Moena 2026 - La discesa all'alba dal Passo San Pellegrino e il nome inventato alla radio
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: visittrentino.info, letta il 20/09/2026.
Il Festival del Puzzone di Moena DOP si tiene ogni settembre a Moena, in provincia di Trento, e nei vicini paesi di Soraga di Fassa e Predazzo. Il formaggio più famoso delle Dolomiti trentine si chiama così per colpa di una battuta. Nell'estate del 1974, durante una trasmissione radiofonica domenicale della sede regionale della RAI a Trento, il «nostrano fassano» del caseificio sociale di Moena fu scherzosamente definito «Puzzone di Moena», per via del suo odore. Il nomignolo prese piede, e fu con quel nome che nel 2014 il formaggio ottenne dall'Unione europea il riconoscimento DOP, la Denominazione di Origine Protetta.
Che cos'era, prima di diventare il Puzzone
Il nome vero, quello che i moenesi usano da sempre, è ladino: Spretz Tzaorì, cioè «pressato saporito». E anche quello racconta una storia precisa.
Spretz viene da «spressa», la massa casearia rappresa, pressata e spremuta dal grasso. Un tempo i casari di montagna cercavano di spremere dal latte vaccino il maggior quantitativo possibile di burro, che era considerato molto più prezioso; quello che restava era un formaggio povero di grasso, buono per la dieta rurale di tutti i giorni.
A dargli il carattere è la lavatura. Dopo la prima guerra mondiale i malgari fassani cominciarono a lavare i propri «nostrani» con acqua e sale, una volta ritirati dai caseifici, ed è rimasto uno dei pochi formaggi a crosta lavata dell'area alpina. Nelle prime settimane le forme vengono rivoltate e bagnate due volte alla settimana con acqua tiepida leggermente salata, poi una volta sola fino alla fine della stagionatura, che dura dai tre agli otto mesi in ambienti freschi e umidi. Così si forma la patina untuosa sulla crosta, che fa fermentare la pasta e dà l'odore: un lieve sentore ammoniacale, spiccatamente animale e di vegetale cotto.
Il latte è crudo e intero, di due munte successive, e viene da bovine di razza Bruna, Frisona, Pezzata Rossa, Grigio Alpina, Rendena o Pinzgau, per la maggior parte da pascoli dell'area di produzione. La lavorazione comincia sui pascoli e finisce nei caseifici di Moena e Predazzo.
La M sulla buccia
Il Puzzone è un prodotto tipico di Moena e, più in generale, della Val di Fassa, della Val di Fiemme e della Valle di Primiero, e porta anche il marchio PAT. Ma dentro la produzione c'è una distinzione che si legge sulla forma: una piccola parte si riconosce per la lettera M impressa sulla buccia, ed è quella in cui il latte viene da sole malghe alpine.
Le forme hanno un diametro di 35 centimetri e un'altezza di quasi dieci centimetri, e la crosta, di solito rosso mattone, è il risultato di quella spazzolatura ostinata. Invece di asciugare intoccata sulle assi di legno, diventa untuosa e quasi impermeabile: dentro proliferano batteri anaerobi che producono un acido particolare, e da lì viene l'odore.
Al gusto è robusto, intenso e penetrante, appena salato, con sentori di frutta matura, erbe di pascolo e note di nocciole tostate.
Tre paesi, tre giorni
Il festival dura tre giorni, ma non resta dentro un paese solo: coinvolge Moena, Soraga di Fassa e Predazzo, cioè le valli di Fassa e di Fiemme. Lo organizza il Caseificio Sociale di Predazzo e Moena insieme agli operatori turistici locali.
Il momento più atteso è la Desmontegada — in ladino Desmonteada — l'antico rito alpino del rientro del bestiame dai pascoli d'alta quota. Mucche, pecore, cavalli e capre, adornati con fiori e campanacci, sfilano per le vie del centro accompagnati dagli allevatori, dai pastori, dalle bande musicali e dai gruppi folkloristici in costume ladino. Tradizionalmente la sfilata si tiene il sabato a Soraga e la domenica a Moena.
Ma comincia molto prima che la gente arrivi in piazza: mucche e cavalli, con i loro allevatori, partono all'alba dal Passo San Pellegrino e scendono a piedi fino al paese.
Il carro, le sette forme e la zangola
L'altro momento è il taglio. Arriva il carro del Puzzone, e si tagliano sette forme dei caseifici produttori: a farlo sono sette giovani campioni dello sport, che per l'occasione diventano portabandiera di quel formaggio.
In piazza i casari rifanno il lavoro davanti a tutti, «dal latte al formaggio», ricavandone formaggio, burro e ricotta «a suon di colpi di spino e di zangola». E per tre giorni casari e allevatori aprono le porte di stalle, caseifici e malghe.
Il resto è tavola e cammino: assaggi di Puzzone, canederli, polenta e formaggio fuso, i dolci fortaie, piatti e ricette ladine preparate dagli albergatori. Ci sono trekking gastronomici che in tre tappe portano da Moena a Soraga fino a Someda, un'escursione all'alba da Le Cune a Valbona con i racconti di un allevatore, e laboratori per i bambini, che intanto stanno con le caprette e i vitellini.
Come arrivare alla festa
Il Festival del Puzzone di Moena DOP a Moena si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bolzano - Bozen, a 42 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Bolzano Nord - Bozen Nord, e il tragitto è di 39 chilometri per 47 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Trento.
- Festa de Turchia a Moena — luglio
- Desmalgada a Valle del Chiese — settembre
- Festa dell'Uva a Giovo — settembre