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La vigna eccellente a Isera 2026 - Il Marzemino e il premio che si dà al vigneto
Fonte: visittrentino.info, letta il 19/09/2026.
«La Vigna Eccellente… ed è subito Isera» è la manifestazione che Isera, in provincia di Trento, dedica ai primi di ottobre al Marzemino, il vitigno simbolo della Vallagarina. Le vie del borgo e i suoi portoni storici si aprono con piatti tipici, ricette al Marzemino, degustazioni guidate dai produttori e musica dal vivo, e dal Belvedere parte la sfilata dei trattori d'epoca che attraversano le frazioni del paese. Al centro c'è il premio La Vigna Eccellente, nato nel 2001 e assegnato a cadenza biennale: l'unico riconoscimento al mondo dedicato non a un vino, ma a un vitigno.
Il vino che Mozart fa versare
Isera, Città del Vino, dedica la manifestazione a decantare le doti del Marzemino, il vitigno simbolo della Vallagarina, citato addirittura nel Don Giovanni di Mozart.
La citazione è la più celebre che un vino italiano possa vantare: come ricordava Mozart nel Don Giovanni con il celebre «Versa il vino! Eccellente Marzemino!», questo vitigno porta con sé un'aura di prestigio che ancora oggi riesce a conquistare.
Il nome della festa nasce da lì: «La Vigna Eccellente… ed è subito Isera». Le vie del borgo e i suoi portoni storici vengono abbelliti per accogliere visitatori e appassionati, in un'atmosfera unica fatta di convivialità e tradizione, e protagonista è il Marzemino, accompagnato da piatti tipici, momenti di festa, musica dal vivo e incontri di approfondimento.
La rassegna si apre il 1° ottobre con la conferenza stampa a Palazzo De Probizer, e dal 3 ottobre è il borgo a farsi scenario degli eventi più popolari, con i portoni storici che si aprono per accogliere degustazioni e musica. La manifestazione è promossa e organizzata dalla Cooperativa dei Produttori Casa del Vino della Vallagarina, in collaborazione con il Comune di Isera e l'Azienda per il Turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo.
Dal Caucaso alla Vallagarina
Il vitigno viene da lontano, e il suo viaggio è documentato. Recenti indagini archeologiche fanno ritenere che i semi originari dell'uva Marzemino provengano addirittura dal Caucaso, dopo aver sostato nelle isole di Lefkada e Cefalonia, ma arrivino tra le Dolomiti grazie ai Veneziani; e in Vallagarina, intorno a Rovereto — tra Nomi, Volano, Isera in particolare —, abbiano trovato il loro habitat.
È il vitigno a bacca rossa simbolo della valle a sud di Trento che segue il corso dell'Adige, dov'è arrivato nel lontano XVI secolo, quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico; ed è proprio in Vallagarina che, grazie a un ambiente ideale e a un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi.
C'è poi una zona dove dà il meglio di sé, e non è un dettaglio da poco. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C.
I produttori se ne sono accorti e si sono organizzati: quelli storici di Marzemino della Vallagarina, in tutto una ventina, hanno ravvisato l'opportunità di dar vita a un'associazione che, partendo dal confronto su temi tecnici ma ponendo grande attenzione anche alla comunicazione, collochi il Marzemino nel posto che gli spetta tra i vini da vitigni locali trentini, con grandi potenzialità nel mercato odierno, che richiede rossi profumati, poco tannici e di grande bevibilità.
Un premio al vigneto, non al vino
Alla base di tutto non c'è una degustazione, ma una gara che non ha eguali. Il concorso è stato ideato nel 2001 dal Comune di Isera, Città del Vino della Vallagarina, con il lungimirante obiettivo di premiare il lavoro svolto in vigna nel corso di tutto il ciclo produttivo dell'uva, nella consapevolezza di quanto i terreni vitati concorrano alla bellezza del territorio, a vantaggio sia di chi lo abita sia di chi lo visita.
Ed è qui la vera stranezza. La Vigna Eccellente è l'unico riconoscimento al mondo dedicato non a un vino, ma a un vitigno: un premio unico in Italia e in Europa che intende valorizzare non il miglior vino, ma il lavoro, la fatica e la passione di chi ne cura i vigneti, assicurando non solo una vendemmia eccellente, ma anche la massima tutela del territorio e della cultura vinicola. Nato per premiare il più bel vigneto di Marzemino — e quindi il viticoltore che l'ha saputo coltivare al meglio —, l'appuntamento è via via diventato un catalizzatore di iniziative legate a doppio filo al mondo del vino, tra cene a tema, degustazioni e laboratori enogastronomici.
Il premio non si assegna tutti gli anni: nato nel 2001, oggi è assegnato a cadenza biennale.
A contendersi il titolo sono appezzamenti di Marzemino, varietà a bacca nera proveniente dal Caucaso che in queste terre ha trovato un habitat ideale per dare vita a un grande vino, entrato a ragione tra le eccellenze enologiche trentine.
La giuria che guarda lo sfalcio dell'erba
La selezione è a due tempi, e comincia con una scrematura. I vigneti candidati sono interessati da una prima visita di Bruno Matté, tecnico della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all'Adige, per una scrematura orientata a selezionare i dieci migliori in base a un'analisi generale del vigneto.
Poi arriva la commissione al completo. La giuria di esperti è presieduta dal Professore Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, ed è composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e lo stesso Bruno Matté, tecnici della Fondazione Edmund Mach, dal giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento Enzo Merz, da Carlo Rossi che, nel 2001, ha partecipato alla nascita del concorso in qualità di Sindaco di Isera, e da Franco Nicolodi, coordinatore regionale dell'Associazione Italiana Città del Vino.
Quello che guardano è il lavoro di un anno intero, voce per voce: posizione, esposizione, sesto di impianto, forma di coltivazione, tipo di conduzione — biologico, integrato, eccetera — e tecniche di gestione dell'interfilare, valutando al contempo la corretta gestione del vigneto, la gestione della chioma, lo sfalcio dell'erba, l'equilibrio vegeto-produttivo e, per ultimo, la quantità di uva.
Accanto al premio principale ce ne sono altri due. Viene conferito il premio speciale intitolato a Francesco Graziola, storico membro della giuria del concorso; e c'è il premio «Isera con gusto», organizzato in collaborazione con Slow Food, che viene riconosciuto a un'azienda del territorio che opera nella produzione agricola, nella ristorazione o nell'accoglienza e che meglio incarna una serie di valori e pratiche virtuose, legati a economia sociale e ambientale oltre che al legame con il territorio e con il sistema locale delle eccellenze enogastronomiche.
Portoni aperti, trattori d'epoca e polenta concia
La parte popolare della festa ha un nome che dice tutto. In collaborazione con le Associazioni del territorio, i portoni storici di Isera si aprono con piatti tipici, ricette al Marzemino, degustazioni guidate dai produttori e musica dal vivo: è la Festa dei Portoni, animata dalle associazioni locali — dalla Pro Loco agli Alpini —, e vi collaborano la Pro Loco di Isera, gli Alpini di Isera e El Filò.
C'è poi una sfilata che non ha nulla a che vedere col vino, e che è diventata uno dei momenti più amati. Dal Belvedere di Isera prende il via la suggestiva sfilata dei trattori d'epoca, che attraversano le frazioni del paese per poi fare ritorno nel pomeriggio al Belvedere, dove restano in mostra per tutta la giornata; l'evento, realizzato in collaborazione con il Gruppo Amatori Trattori d'Epoca Val Trompia (Brescia), celebra le radici agricole e la memoria contadina con fascino e autenticità. A seguire, il momento conviviale: polenta concia e Marzemino in compagnia della Cantina d'Isera.
Il resto è tavola e musica: Marzemino in Festa, con musica, polenta concia e strauben a cura della Pro Loco di Isera e degli Alpini di Isera e del team di lotta con Kirk Valentini, e serate con la musica del DJ Ornella Frisinghelli.
Per muoversi tra le frazioni c'è un mezzo insolito: un tour in trenino alla scoperta delle frazioni di Isera, tra vigne e borghi, con tre fermate tra le cantine e le campagne del territorio per assaggi di vini e prodotti locali. E i bambini hanno la loro parte di vendemmia: i più piccini possono diventare piccoli vendemmiatori sotto una tipica pergola trentina nel vigneto comunale, e mettere le manine in pasta per la preparazione dei canederli.
Concerti all'alba, castelli e viticoltura franca di piede
Alcuni appuntamenti cercano l'ora giusta più che il luogo. Si aspetta l'alba con la musica dei grandi Festival del Rock come Woodstock e Isola di Wight, e a seguire, presso la sede della Pro Loco di Lenzima, si fa colazione con pane, burro e confettura d'uva di Marzemino.
Chi preferisce camminare ha due percorsi. Il trekking guidato con un accompagnatore di media montagna, dal momento della colazione alla merenda, attraverso boschi, orti, castelli, borghi, vigneti e aziende agricole; e un percorso guidato nel centro storico di Isera, alla scoperta di giardini nascosti, vigneti storici e palazzi settecenteschi, con soste golose per conoscere i prodotti più caratteristici del territorio abbinate a una selezione di etichette di Marzemino. C'è anche una serata dedicata all'ascolto del Marzemino, il vino che ha in sé un carattere gentile e al contempo elegante, con origini che affondano nel mito e nella storia. E il passato torna anche in forma di spettacolo con Il Risveglio del Castello, dove storie, voci e racconti del passato animano Castel Pradaglia, con Lagarina di Storia Antica, Sala d'Arme A. Marozzo e Compagnia della Stella.
A tavola, i ristoranti di Isera propongono speciali menù in abbinata a diversi Marzemino alla presenza degli stessi produttori; e c'è la possibilità di conoscere gli altri vini del territorio, attraverso una degustazione di bordolesi come il Fojaneghe, il Ciliegino, il Pragiare e il Tebro, abbinati a specialità gastronomiche della zona, grazie a un laboratorio dedicato a cura di Slow Food Valle dell'Adige Alto Garda.
La parte di studio, infine, è cresciuta con gli anni. La rassegna si apre con la prima edizione del corso «Ambasciatore del Marzemino», pensato per formare figure in grado di raccontare con competenza il legame tra vitigno e territorio, e prosegue con il convegno Incontri e racconti in Vallagarina, che mette al centro due temi considerati strategici: la salvaguardia dei territori fragili e la viticoltura franca di piede, pratica sempre più diffusa e sostenuta da numerosi produttori trentini.
Nata nel 2001, la manifestazione ha nel tempo ampliato il proprio raggio d'azione, passando dalle degustazioni e dalla valorizzazione enogastronomica a temi più ampi che riguardano sostenibilità, turismo e identità culturale. E un excursus storico sulla manifestazione ha consentito non solo di ripercorrere le origini e l'evoluzione della rassegna, ma anche di scoprire come già molti anni fa in questo contesto fossero stati affrontati temi divenuti poi cruciali nella viticoltura odierna, come il problema della siccità o dei cambiamenti negli stili di consumo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Isera richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Mori, a 3,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Rovereto Nord, e il tragitto è di 4,2 chilometri per 5 minuti di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a ottobre trova anche questi appuntamenti.
- Dolo-Vini-Miti a Cembra Lisignago — ottobre
- Festa della Castagna a Roncegno Terme — ottobre
- Sagra della Ciuìga a San Lorenzo Dorsino — ottobre