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San Giovanni · Tradizioni

Le tradizioni di San Giovanni in Molise: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Molise, all'alba del 24 giugno, le ragazze guardano a Oriente: si dice che nel sole nascente compaia il volto del Santo, e che chi lo vede per prima si sposerà entro l'anno. Nella stessa notte, sotto il cuscino, si mettono tre fave.

A Campobasso si mangia baccalà e peperoni.

Il volto nel sole nascente

In Molise il 24 giugno è legato alla credenza che le ragazze che guardano a Oriente vedano il volto del Santo nel sole nascente.

Chi lo vede per primo, dice la tradizione, si sposerà entro l'anno.

Il comparatico

La notte di San Giovanni è il momento del comparatico, chiamato anche comparanza.

Il comparatico molisano prevede il lavaggio reciproco di mani e viso e lo scambio di mazzolini.

Quei mazzolini si chiamano ramajetti.

L'acqua di San Giovanni

L'acqua di San Giovanni si prepara raccogliendo erbe e fiori in luoghi non contaminati e lasciandoli fuori nella notte fatidica.

La mattina si usa per lavarsi viso e mani.

Le erbe bagnate dalla rugiada, nella notte fra il 23 e il 24, sono considerate cariche di energia nuova.

L'aglio contro la povertà

A San Giovanni l'aglio è considerato portafortuna.

Si crede che chi non lo prende resterà povero tutto l'anno: è ritenuto protettivo e legato alla ricchezza.

I cardi sul davanzale

Il cardo è usato per ottenere informazioni sulla vita sentimentale.

Se il giorno dopo i petali del cardo si rinverdiscono, l'amore diventerà realtà. Le ragazze ne sceglievano due, per prevedere il matrimonio entro l'anno, e il mattino seguente si osservava la posizione dei cardi sul davanzale.

Le tre fave sotto il cuscino

Nella notte di San Giovanni le giovani mettono sotto il cuscino tre fave: una intera, una sbucciata e una sbucciata solo in parte.

La scelta della fava al risveglio serviva a prevedere il matrimonio con un uomo ricco, povero, oppure né ricco né povero.

In Molise è ricordata anche la pratica di interpretare il piombo fuso versato nell'acqua.

Le spighe legate ai noci

Alle prime luci del 24 giugno, in Molise, i contadini legavano ai tronchi dei noci una corda di spighe di orzo e avena intrecciate.

Il rito serviva a ottenere frutti buoni e abbondanti.

In molte località si usa poi fare il nocino, liquore a base di noci non mature.

L'olmo di Spinete

A Spinete, il 24 giugno, sopravvive la leggenda dell'apparizione di San Giovanni su un olmo.

Il santo avrebbe abbandonato Gallomatese per apparire su quell'olmo.

Il Convento dei Gelsi

A Campobasso, il 23 e il 24 giugno, il Convento di San Giovanni dei Gelsi è il cuore della festa di San Giovanni Battista.

La tradizione antica prevedeva la veglia di adorazione nella notte del 23, e un tempo i pellegrini arrivavano da tutti i paesi limitrofi.

Il 24 la festa culmina con la Messa solenne, la processione e la statua lignea portata a spalla dai confratelli.

Baccalà, peperoni e scapece

A Campobasso, dopo la processione, si consumava il baccalà e peperoni portato da Cercemaggiore.

È la tradizione culinaria della festa, tanto che oggi si tiene una sagra di baccalà e peperoni.

La festa era famosa anche per la scapece: i pellegrini arrivavano dai paesi vicini per comprarla.

Domande frequenti

Che cosa vedono le ragazze nel sole del 24 giugno

Il volto del Santo: chi guarda a Oriente e lo vede per prima, dice la credenza molisana, si sposerà entro l'anno.

Che cosa sono i ramajetti

Sono i mazzolini che ci si scambia nel comparatico molisano, insieme al lavaggio reciproco di mani e viso.

Come si prevedeva il matrimonio con le fave

Si mettevano sotto il cuscino tre fave — una intera, una sbucciata e una sbucciata a metà — e quella scelta al risveglio diceva se il marito sarebbe stato ricco, povero o né l'uno né l'altro.

Che cosa si mangia a Campobasso per San Giovanni

Baccalà e peperoni, portati un tempo da Cercemaggiore e consumati dopo la processione; la festa era famosa anche per la scapece.

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