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Le tradizioni di San Giovanni in Sicilia: riti, piatti e usanze del posto
Ad Alcara Li Fusi la protagonista della notte del 24 giugno è un'anfora senza collo, u Muzzuni, adornata con stoffe, gioielli, spighe di grano e fiori. A Castelbuono, invece, si bollivano fave e patate nelle quarare, i grandi recipienti di rame, lungo le vie del paese.
A Torre Faro i falò si accendevano tutti insieme.
Il cumparatu di S. Giuanni
In Sicilia la notte di San Giovanni si lega al cumparatu di S. Giuanni: il patto di comparato era una ritualità fondante della giornata.
A Castelbuono avevano grande importanza il comparatico e il commaratico.
A Barrafranca, fino agli anni Sessanta, esisteva la questua del cumpari e sangiuvanni, chiamata anch'essa comparatico.
Il laviruddu di Barrafranca
La mattina del 24 giugno, a Barrafranca, i ragazzi andavano di porta in porta con un piatto.
Il piatto conteneva il laviruddu, lo stesso usato nei sepolcri del giovedì santo.
Ci si faceva poi tagliare in testa un ciuffo di lavudiddu, in senso augurale.
I segreti dell'aprocchiu
La notte di San Giovanni era considerata custode di segreti.
Si potevano svelare con tre fiori di aprocchiu — la centaurìa — insieme al rosmarino, ai capelli e ai peli delle ciglia.
Le quarare di Castelbuono
A Castelbuono, il 24 giugno, si distribuivano fave e patate bollite nelle quarare lungo le vie del paese: le quarare sono grandi recipienti di rame.
La degustazione di fave, patate bollite e vino era gratuita, e le fave venivano messe sul fuoco come segno di ringraziamento e rito di prosperità.
La giornata comprendeva i giochi tradizionali e l'animazione musicale itinerante, e il rito era anche di divinazione.
Il sacrilegio del 361
A Castelbuono i fuochi erano accesi in ricordo del sacrilegio di Giuliano l'Apostata del 361.
Erano legati a un uso antichissimo, persino precristiano.
U Muzzuni di Alcara Li Fusi
Ad Alcara Li Fusi la Festa del Muzzuni si celebra la notte del 24 giugno ed è dedicata a San Giovanni Battista.
Il rito è di origine greca e propiziava la fertilità e l'abbondanza: il Muzzuni era offerto a Demetra, Dioniso e Adone.
Il protagonista della festa è un'anfora senza collo, chiamata u Muzzuni, adornata con stoffe, gioielli, spighe di grano e fiori.
Le bamparizze di Torre Faro
A Torre Faro le bamparizze di San Giovanni erano grandi falò accesi sulla spiaggia, la sera del 24 giugno.
La raccolta della legna coinvolgeva bambini, ragazzi e adulti nei diversi rioni: 'a Turri, i Scoli, u Palazzu e u Ciccuitu.
I falò venivano accesi simultaneamente, alle 21.30.
La Svelata del Santo
A San Giovanni Galermo, vicino Catania, la festa durava due giornate, il 23 e il 24 giugno.
La sera del 23 si svolgeva la Processione Penitenziale; alle prime luci del 24 arrivavano migliaia di pellegrini, anche a piedi scalzi, in Piazza Chiesa Madre.
La Svelata del Santo avveniva alle 6 in punto, e la Vara usciva alle 12 in punto.
I pueti da vara
A San Giovanni Galermo i pueti da vara recitavano poesie dialettali sul fercolo.
La gallina ripiena di Ragusa
A Ragusa la festa di San Giovanni Battista cade il 24 giugno, giorno della Natività del Battista, e si celebra con la messa solenne e le reliquie.
I festeggiamenti cominciavano nove giorni prima; la vigilia prevedeva una fiaccolata serale con due trombettieri a cavallo, e il 24 la chiesa era addobbata con rami di mortella e lentischio, con gli archi di trionfo.
Fra le tradizioni profane c'erano le luminarie; la tradizione culinaria associata alla festa era la gallina ripiena.
L'acqua di Aci Trezza
Ad Aci Trezza l'acqua di San Giovanni si preparava nella notte fra il 23 e il 24 giugno, in coincidenza con il solstizio d'estate.
Nell'acqua si lasciavano erbe, fiori e talvolta acqua corrente o di sorgente.
Veniva lasciata all'aperto per assorbire la rugiada e l'energia benefica delle stelle; al mattino serviva per lavare il viso e propiziare fortuna e salute.
Vittoria e Randazzo
A Vittoria la festa patronale iniziava nella notte fra il 23 e il 24 con l'apertura della Basilica, e i pellegrini compivano i tradizionali viaggi a San Giovanni.
Il 24 si celebrava la Solennità della Natività; la festa estiva fu celebrata il 24 giugno fino all'Ottocento.
A Randazzo San Giovanni Battista era venerato nel quartiere medievale di San Martino, e la festa coincideva con una tradizionale fiera del bestiame.
Domande frequenti
Che cos'è u Muzzuni
È l'anfora senza collo protagonista della Festa del Muzzuni di Alcara Li Fusi, la notte del 24 giugno: viene adornata con stoffe, gioielli, spighe di grano e fiori.
Che cosa sono le quarare di Castelbuono
Sono i grandi recipienti di rame in cui, il 24 giugno, si bollivano fave e patate distribuite gratuitamente lungo le vie del paese.
Che cosa sono le bamparizze
Sono i grandi falò che a Torre Faro si accendevano sulla spiaggia la sera del 24 giugno, tutti insieme alle 21.30, con la legna raccolta nei rioni.
Che cos'era la questua del cumpari e sangiuvanni
Era il comparatico di Barrafranca: la mattina del 24 i ragazzi andavano di porta in porta con un piatto di laviruddu, e ci si faceva tagliare in testa un ciuffo in senso augurale.