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San Giovanni · Tradizioni

Le tradizioni di San Giovanni in Toscana: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Firenze il 24 giugno i nobili erano obbligati a portare i ceri al Battistero, e una parte doveva ardere per tutto l'anno: quei ceri divennero enormi e riccamente adornati. I Fochi di San Giovanni, invece, si tengono in città fin dal XII secolo.

L'acqua di San Giovanni vuole almeno sette erbe.

Il patrono di Firenze

Il 24 giugno Firenze celebra il suo patrono, San Giovanni Battista: i primi festeggiamenti cominciarono nel XIII secolo, e da allora quella data è sinonimo di festa in città.

La ricorrenza è cristiana, ma ha origini in una festa pagana chiamata Lithia, che cadeva il 24 giugno e comprendeva i riti propiziatori e i falò.

Il 24 giugno, secondo il Vangelo di Luca, è la data della nascita di San Giovanni.

L'Offerta dei Ceri

La cerimonia principale è l'offerta dei ceri al Battistero, seguita dalla celebrazione solenne in Duomo.

Anticamente i nobili e i signori donavano ceri e candele: l'offerta era obbligatoria, e una parte dei ceri doveva ardere per tutto l'anno nel Battistero di San Giovanni. Col tempo divennero enormi e riccamente adornati.

Una parte era destinata al Battistero, l'altra veniva venduta, e il ricavato era impiegato per la Chiesa.

Alle dieci in Cattedrale

Alle 10 del 24 giugno si celebra l'Offerta dei ceri nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

L'Arcivescovo di Firenze riceve l'offerta nel Battistero, e la cerimonia è seguita dalla messa solenne in Cattedrale.

La Croce e i cortei

La mattina del 24 giugno si svolge la consegna della Croce di San Giovanni al sindaco.

La processione cittadina parte dalla Loggia del Bigallo e percorre via de' Calzaiuoli, con il sindaco e le altre autorità; il Corteo degli Omaggi parte da Piazza De' Peruzzi, e quello dell'Offerta dei Ceri muove verso Piazza del Duomo.

Il pomeriggio è la volta del Corteo Storico della Repubblica fiorentina, che da piazza Santa Maria Novella raggiunge piazza della Signoria.

Il Palio remiero

Torna anche il Palio remiero di San Giovanni, con i quartieri storici in Arno.

Si sfidano Santo Spirito, Santa Maria Novella, Santa Croce e San Giovanni.

La gara si disputa nel tratto d'Arno fra Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio. Il palio dei Cocchi, che si svolgeva in piazza Santa Maria Novella, oggi non si tiene più.

I Fochi d'allegrezza

I Fochi di San Giovanni si tengono a Firenze fin dal XII secolo, e dal 1796 è la Società di San Giovanni Battista a organizzarli.

I Fochi d'allegrezza del 24 giugno erano accesi dal tramonto, e i principali si accendevano in piazza Signoria e sulla Loggia dell'Orcagna.

Cinquanta minuti dal Piazzale

Oggi i fuochi di San Giovanni si tengono la sera del 24 giugno dal Piazzale Michelangelo.

Durano circa cinquanta minuti, e la tradizione dura da oltre novant'anni.

L'acqua di San Giovanni

L'acqua di San Giovanni si prepara al tramonto del 23 giugno, in campagna come a Firenze.

Si raccolgono almeno sette varietà diverse di erbe e fiori: l'iperico, la lavanda, la malva, la camomilla, i petali di rosa, le foglie di noce, la menta, la salvia e il rosmarino.

Il recipiente dev'essere di vetro o di rame, colmo d'acqua, e va lasciato all'aperto tutta la notte, esposto alla rugiada.

La rugiada degli dei

La mattina del 24 giugno ci si lava il viso, le mani e gli occhi con l'acqua profumata: sono abluzioni, un gesto di purificazione.

L'acqua è ritenuta di buon auspicio per le malattie, la bellezza, la salute e la fortuna, e serve a scacciare pericoli e calamità.

Non a caso è chiamata anche la rugiada degli dei.

Le tre varianti

Nella versione classica si usano l'iperico — detto erba di San Giovanni — insieme a lavanda, malva, rosmarino e salvia.

La variante montana aggiunge il sambuco e il timo; quella floreale usa i petali di rose, i papaveri, i fiordalisi e la ginestra.

La variante toscana, invece, aggiunge le foglie di noce e la menta: la notte della vigilia trasforma l'acqua in un rito familiare, e molte famiglie lo mantengono vivo.

I falò e gli Ambarvalia

Nella tradizione toscana dei falò si bruciavano i rami secchi raccolti durante l'anno.

In alcuni luoghi si saltava sul fuoco per protezione da malattie e sfortuna; in altri si gettavano nel fuoco le erbe aromatiche o i biglietti con i desideri.

I contadini bruciavano le sterpaglie per propiziare la mietitura e allontanare gli spiriti maligni; l'usanza è collegata a origini romane e agli Ambarvalia. La notte, del resto, è chiamata anche notte delle streghe, perché la credenza popolare vuole che proprio allora si riuniscano.

Domande frequenti

Che cos'è l'Offerta dei Ceri di Firenze

È la cerimonia del 24 giugno al Battistero: anticamente i nobili erano obbligati a donare ceri, e una parte doveva ardere per tutto l'anno; oggi l'Arcivescovo riceve l'offerta e segue la messa solenne in Cattedrale.

Da quando si tengono i Fochi di San Giovanni

Fin dal XII secolo: dal 1796 li organizza la Società di San Giovanni Battista, e oggi si accendono dal Piazzale Michelangelo per circa cinquanta minuti.

Quante erbe servono per l'acqua di San Giovanni

Almeno sette varietà diverse, raccolte al tramonto del 23 giugno e lasciate tutta la notte in un recipiente di vetro o di rame, esposto alla rugiada.

Chi corre il Palio remiero di San Giovanni

I quattro quartieri storici di Firenze — Santo Spirito, Santa Maria Novella, Santa Croce e San Giovanni — nel tratto d'Arno fra Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio.

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