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Le tradizioni di San Giovanni in Valle d'Aosta: riti, piatti e usanze del posto
La notte del 24 giugno le montagne della Valle d'Aosta si illuminano di fuochi accesi sulle creste, dove si vedono da lontano: fra i villaggi correva la sfida a chi lo faceva più alto e a chi lo teneva acceso più a lungo. A Gressoney si offre un agnello vero.
A Epinel i fiori si colgono prima che li tocchi il sole.
Le montagne che si illuminano
Nella notte del 24 giugno le montagne della Valle d'Aosta si illuminano di fuochi: è una delle tradizioni più antiche e più radicate della cultura valdostana.
I falò venivano accesi sui versanti delle montagne e sulle creste visibili dai villaggi sottostanti, e la posizione era scelta per massimizzare la visibilità a distanza.
In Valle d'Aosta i fuochi hanno caratteristiche proprie, legate al territorio montano e alla cultura pastorale; il 24 giugno, secondo il calendario giuliano, coincide con il solstizio d'estate.
La sfida fra i villaggi
In alcune comunità faceva parte del rito la competizione informale fra villaggi, per il falò più alto, più grande o più visibile.
A Epinel e nei villaggi di Cogne la sfida era un'altra: chi teneva il fuoco acceso più a lungo.
Le ceneri nei campi
Il fuoco aveva funzione purificatrice per l'aria e i campi, proteggeva il bestiame dalle malattie e favoriva la fertilità dei raccolti.
Alcune tradizioni locali prevedevano di saltare il fuoco o di passare attraverso le braci, per purificazione.
Le ceneri del falò erano considerate preziose: si spargevano nei campi o si conservavano in casa come protezione.
La notte delle erbe magiche
La notte di San Giovanni era anche la notte delle erbe magiche.
Le piante raccolte in quella notte avevano proprietà curative e protettive speciali.
I fiori di Epinel
Ad Epinel di Cogne, la mattina del 24 giugno, si raccolgono i fiori bagnati di rugiada — prima che siano illuminati dal sole — e si mettono a mazzetto sulle porte delle case.
Serve a invocare la benedizione del santo sulle abitazioni, e in particolare a preservare le case da possibili incendi.
I fiori e le erbe si usano anche sulle croci di legno affisse sugli usci.
I fisarmonicisti cognein
A Cogne, nelle frazioni di Épinel e Gimillan, i fuochi di San Giovanni si accendono al calar della sera: sono una delle più antiche usanze popolari della valle.
Attorno alle fiamme si condividono il cibo, il vino e le bevande, con la musica dei fisarmonicisti cognein.
Ai fuochi partecipano giovani e meno giovani, e oggi il rito resiste grazie alla memoria e alla comunità.
Il Sentjohanzfir
A Gressoney-Saint-Jean la festa comincia la sera del 23 giugno con i fuochi, chiamati Sentjohanzfir — o Saint-Jean, o Sankt Johanz.
Si accendono in ogni frazione: Staller, Tschossil, Dresal, Perletoa, Bieltschòcke e Alpenzu. La popolazione porta la legna nelle settimane precedenti, e l'accensione avviene alle 22, quando le campane della chiesa segnano l'inizio dei festeggiamenti.
I fuochi sono molto grandi e vengono completamente bruciati; gli abitanti festeggiano con i brindisi e le spisie, i tipici spuntini della tradizione locale.
L'offerta dell'agnello
Il 24 giugno si celebra la festa patronale, nel centro storico, presso la chiesa parrocchiale in Obre Platz: è uno degli appuntamenti più importanti della comunità walser.
Durante la messa viene offerto un agnello vero all'offertorio, simbolo di Cristo: una famiglia lo porta all'altare e bacia le reliquie.
Il nastro al collo dell'agnello è azzurro o rosa, secondo il sesso di chi lo porta, e l'agnello può essere offerto per grazia ricevuta o per un voto.
Dall'incanto all'offerta
Un tempo gli agnelli venivano messi all'incanto, e il ricavato andava alla chiesa.
Oggi l'offerta dell'agnello è sostituita da un'offerta in denaro al parroco.
La processione walser
La processione si svolge in costume tradizionale Walser, con la portantina, la grande croce e i bambini.
I ragazzi portano una portantina con una testa simbolica di San Giovanni decapitato; i coscritti portano la statua del santo, e un uomo robusto regge la grande croce.
Dopo la messa, ai bambini viene impartita la particolare Benedizione di San Giovanni.
I fuochi del 29 giugno
In Valle d'Aosta i fuochi rituali si fanno anche il 29 giugno, per i Santi Pietro e Paolo.
In alcune valli si accendono il 24, nel resto della Valle il 29; per quella data alcuni salgono sulle principali cime valdostane e passano la notte in vetta.
La salita agli alpeggi, del resto, è tradizionalmente collegata al periodo di San Giovanni.
Domande frequenti
Dove si accendono i fuochi di San Giovanni in Valle d'Aosta
Sui versanti delle montagne e sulle creste visibili dai villaggi sottostanti: la posizione è scelta per farli vedere il più lontano possibile.
Che cos'è il Sentjohanzfir
È il nome dei fuochi della vigilia a Gressoney-Saint-Jean: si accendono alle 22 in ogni frazione, quando le campane segnano l'inizio dei festeggiamenti.
Perché a Gressoney si offre un agnello
È il simbolo di Cristo: una famiglia lo porta all'altare durante la messa, per grazia ricevuta o per un voto. Un tempo gli agnelli venivano messi all'incanto a favore della chiesa.
Perché a Epinel si mettono i fiori sulle porte
Per invocare la benedizione del santo sulle case, e in particolare per preservarle dagli incendi: si raccolgono la mattina del 24, bagnati di rugiada, prima che li illumini il sole.