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San Giovanni · Tradizioni

Le tradizioni di San Giovanni nel Lazio: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Roma il 24 giugno si mangiano le ciumache in umido per fare pace con il nemico: le corna della lumaca stanno per la discordia, e mangiarle vuol dire seppellirla nello stomaco. A Collepardo, intanto, con la guazza si battezza il compare.

A Sora si accende il faone sul Liri.

Le ciumache della riappacificazione

Nel Lazio, il 24 giugno, si pranza tradizionalmente con le lumache: è un'usanza antica e tuttora viva.

A Roma, nel passato, la festa prevedeva le ciumache in umido come rito di riappacificazione: si mangiavano per fare pace con il nemico, perché le corna stavano per la discordia.

La lumaca è vista come simbolo di discordia da seppellire nello stomaco, e insieme come augurio contro la sfortuna: il piatto ha un doppio significato. Oggi restano le ciumachelle alla romana, o di San Giovanni, consumate ancora nel periodo della festa.

Come si cucinano

Le lumache del 24 giugno si preparano con i pomodori pelati, le acciughe, la mentuccia e il peperoncino.

Si servono con il pane tostato, e vengono stufate.

La spurgatura delle lumache, però, può durare fino a due giorni prima della cottura.

La notte al Laterano

A Roma la festa si svolge presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, con le messe solenni.

All'esterno prosegue la festa popolare, con la musica, gli artisti di strada, i giochi per i bambini e i piatti della tradizione nelle strade limitrofe: oggi si accendono i lumini e si balla fino a tardi.

Un tempo si bruciavano erbe aromatiche per allontanare gli spiriti maligni, e nella zona si portavano corone d'aglio ed erbe. Dal 1891 si teneva anche il concorso canoro di San Giovanni.

I fuochi e la Salita degli Spiriti

Il rituale romano prevedeva i fuochi fra Santa Croce in Gerusalemme e la Basilica.

Comprendeva la Salita degli Spiriti e la riappacificazione con le ciumache.

Il fantasma di Erodiade

A Roma la notte di San Giovanni era legata al fantasma di Erodiade.

Lo si diceva apparire sui prati del Laterano.

La notte delle streghe

Nella tradizione popolare la notte fra il 23 e il 24 era detta anche Notte delle streghe, ed era legata ai fuochi di San Giovanni.

I falò venivano accesi dagli anziani per purificare la terra e scacciare le forze occulte. Nel Lazio il 24 giugno era legato ai riti purificatori e di protezione.

L'acqua e la rugiada

Il rito dell'acqua di San Giovanni consiste nel raccogliere, la sera del 23 giugno, le erbe e i fiori selvatici e lasciarli fuori tutta la notte.

Nel Lazio si usava lavare gli occhi con l'acqua preparata la sera prima con le bacche di olmo e i petali di rosa.

La rugiada della notte veniva usata come pratica curativa contro i reumatismi, e con le noci acerbe raccolte quella notte si prepara il nocino.

La guazza di Collepardo

A Collepardo la Notte di San Giovanni si celebra fra il 23 e il 24 giugno, con i balli, le musiche, i falò e la preparazione dell'acqua, la guazza di San Giovanni.

La guazza serve per scegliere e battezzare il compare o la comare di San Giovanni: c'è un vero e proprio Battesimo del Compare, con un mazzo di fiori.

Il protagonista botanico è l'iperico, che lì chiamano Scacciadiavoli.

Le Grotte dei Bambocci

A Collepardo l'evento si svolge nel piazzale antistante le Grotte dei Bambocci, dove si rivivono antichi rituali legati al Solstizio d'Estate.

La Guazza di San Giovanni si prepara con i fiori raccolti sul momento, e la serata prevede i racconti, le leggende, le musiche e le danze popolari in cerchio.

A chi partecipa si consiglia di portare una torcia.

Il faone di Sora

A Sora il culto sacro e le tradizioni popolari si intrecciano il 23 e il 24 giugno.

Il 23 ci sono la processione e la rievocazione del Rito della Comparanza, e poi il tradizionale faone sul fiume Liri.

Il 24, dalle 7 del mattino, torna il Mercatino delle erbe aromatiche.

Le erbe di Acquapendente

Ad Acquapendente la notte di San Giovanni porta un triplo appuntamento.

Secondo la tradizione locale la raccolta di erbe officinali serve alla produzione dell'acqua odorosa di San Giovanni, e per i bambini si tiene un laboratorio.

Domande frequenti

Perché a Roma si mangiano le lumache il 24 giugno

Perché le corna della lumaca stanno per la discordia: mangiare le ciumache in umido era il rito per fare pace con il nemico, seppellendo la discordia nello stomaco.

Che cos'è la guazza di San Giovanni di Collepardo

È l'acqua rituale della notte fra il 23 e il 24: serve a scegliere e «battezzare» il compare o la comare, nel Battesimo del Compare con un mazzo di fiori.

Che cos'è il faone di Sora

È il fuoco tradizionale che si accende il 23 giugno sul fiume Liri, la sera della processione e della rievocazione del Rito della Comparanza.

Come si prepara l'acqua di San Giovanni nel Lazio

Si raccolgono erbe e fiori selvatici la sera del 23 giugno e si lasciano fuori tutta la notte; nel Lazio si usava anche lavare gli occhi con l'acqua fatta con bacche di olmo e petali di rosa.

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