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San Lorenzo · Storia e origini

La graticola di san Lorenzo: il supplizio che gli storici mettono in dubbio

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La graticola è l'attributo con cui san Lorenzo viene raffigurato ovunque, ma il racconto del supplizio compare solo nel IV secolo, un secolo dopo la sua morte. Gli storici lo mettono in dubbio per tre ragioni, e il Vaticano stesso lo definisce un'affabulazione leggendaria.

Quello che non è in discussione è che Lorenzo sia esistito e sia stato ucciso.

Il racconto

Secondo la tradizione, il 10 agosto 258 Lorenzo fu arso vivo sopra una graticola messa sul fuoco — una grata di ferro, sotto la quale venne acceso il fuoco.

È l'immagine che ha attraversato i secoli, e a essa appartiene anche la battuta che gli viene attribuita: «Assum est, versa et manduca», «è cotto, giralo e mangia».

Da quando se ne parla

Il racconto risale al IV secolo, e ha due autori identificabili.

Il primo è sant'Ambrogio, che ne scrive nel De officiis ministrorum. Il secondo è il poeta Prudenzio, che lo canta in un inno nello stesso secolo.

Prima di loro, niente: la graticola non ha testimonianze anteriori a sant'Ambrogio, come registra l'Enciclopedia Treccani. Ed è passato un secolo dai fatti.

Le due narrazioni si basano più su tradizioni orali che su documenti scritti: dopo il 258 attorno a un diacono molto venerato erano nate leggende, e i due autori attinsero a quelle.

I tre argomenti del dubbio

1. Non torna con l'editto. La persecuzione di Valeriano ordinava la messa a morte immediata di vescovi, presbiteri e diaconi. Una tortura lunga e spettacolare è difficile da conciliare con un provvedimento che prescriveva esecuzioni rapide: papa Sisto II, quattro giorni prima, fu decapitato. Per questo una parte degli studiosi ritiene che anche Lorenzo sia stato decapitato.

2. Non ci sono fonti anteriori. La Catholic Encyclopedia è netta: quei dettagli non si possono verificare su testimonianze più antiche, e molti particolari della passio non hanno credibilità storica. L'Oxford Dictionary of Saints aggiunge che pochi dettagli della sua vita sono storici.

3. Un errore di copiatura. L'ipotesi più curiosa la propone lo studioso Franchi de' Cavalieri, e riguarda una sola lettera. La formula solenne con cui si annunciava la morte di un martire era «passus est», «patì». La caduta accidentale della p avrebbe prodotto «assus est», cioè «fu arrostito» — e da un refuso sarebbe nato un supplizio.

Anche Treccani annota che l'incontro fra Lorenzo e il pontefice è una finzione poetica di Ambrogio e Prudenzio.

Che cosa resta fermo

Il dubbio riguarda la forma del martirio, non il martirio.

Resta ferma anche la ragione della sua fama: alle autorità che gli chiedevano i tesori della Chiesa mostrò una folla di poveri, dicendo che i tesori erano quelli.

La graticola come immagine

Se il supplizio è discusso, la sua fortuna figurativa non lo è: la graticola è l'attributo iconografico di Lorenzo, il segno con cui lo si riconosce in qualunque dipinto.

La rappresentazione più antica sta nel mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna: nel mosaico della lunetta il martire appare accanto a un tabernacolo aperto che contiene i Vangeli e a una grande graticola su cui ardono le fiamme.

A Roma, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, è conservata quella che la devozione indica come la graticola del martirio.

Domande frequenti

San Lorenzo è morto davvero sulla graticola?

Il martirio è certo, la graticola è discussa. Il racconto compare solo nel IV secolo con sant'Ambrogio e Prudenzio, e non ha testimonianze anteriori; una parte degli studiosi ritiene che Lorenzo sia stato decapitato come papa Sisto II.

Perché gli storici ne dubitano?

Per tre ragioni: l'editto di Valeriano prescriveva esecuzioni immediate, i dettagli non sono verificabili su fonti più antiche, e un'ipotesi filologica fa nascere il supplizio da un errore di copiatura, da passus est ad assus est.

Che cosa si sa con certezza?

Che Lorenzo è esistito, che era arcidiacono di Roma, che fu ucciso il 10 agosto 258 e che fu sepolto nel cimitero di Ciriaca sulla via Tiburtina.

Perché allora è raffigurato con la graticola?

Perché è il suo attributo iconografico da secoli. La più antica rappresentazione è nel mosaico del mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna.

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