Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » San Lorenzo » Storia e origini

San Lorenzo · Storia e origini

La notte di san Lorenzo: che cosa si festeggia il 10 agosto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 10 agosto la Chiesa ricorda il martirio di san Lorenzo, diacono romano ucciso nel 258 sotto l'imperatore Valeriano. La tradizione lega a quel supplizio le stelle cadenti della notte: sono le Perseidi, e il nome popolare viene dai carboni ardenti della graticola.

Il picco dello sciame, però, non cade il 10.

Chi era Lorenzo

Nacque nel 225 a Osca, l'odierna Huesca, in Spagna, e visse nel terzo secolo.

A Roma era uno dei sette diaconi di papa Sisto II, e il suo incarico era preciso: amministrare i beni e le offerte per provvedere ai bisogni dei poveri.

Quando fu ucciso aveva trentatré anni.

L'editto di Valeriano, e quattro giorni

Nell'agosto del 258 l'imperatore Valeriano emanò un editto che ordinava la morte di tutti i vescovi, presbiteri e diaconi della Chiesa romana.

A Roma l'editto ebbe applicazione immediata, anche per la crudeltà del prefetto Daciano, che diede subito il via alle esecuzioni.

Il messale romano lo riassume così: Lorenzo «confermò col martirio sotto Valeriano il suo servizio di carità, quattro giorni dopo la decapitazione di papa Sisto II».

«Questi sono i tesori della Chiesa»

L'episodio che ha reso Lorenzo popolare riguarda proprio il suo incarico di amministratore.

Le autorità volevano da quel diacono informazioni sui beni e sulle proprietà dei cristiani, e gli offrirono la salvezza in cambio della consegna del tesoro, dandogli tre giorni di tempo.

Alla scadenza, il 10 agosto, Lorenzo si presentò accompagnato da una folla numerosissima di poveri, storpi e ciechi. «Questi», disse, «sono i tesori della Chiesa».

Il carcere, Ippolito e Lucillo

Prima dell'esecuzione Lorenzo fu affidato alla custodia del centurione Ippolito e imprigionato in un sotterraneo.

Lì, secondo il racconto, battezzò Lucillo usando l'acqua che sgorgava da una fonte del carcere, e Lucillo riacquistò la vista. Anche Ippolito si convertì al cristianesimo e fu battezzato da Lorenzo.

La graticola

Il supplizio è quello che tutti conoscono: Lorenzo fu bruciato sopra una graticola.

Il racconto circola già nel IV secolo, ed è recepito da sant'Ambrogio: un martirio che ispirerà opere d'arte, testi di pietà e detti popolari per secoli.

Il corpo fu sepolto nel Campo Verano, nelle catacombe di Santa Ciriaca.

Perché in quella notte si guardano le stelle

Le stelle cadenti del 10 agosto hanno due letture, e la tradizione le tiene insieme: i carboni ardenti su cui il santo perse la vita, oppure le lacrime che versò.

L'astronomia dice un'altra cosa, e non la contraddice.

Le prime segnalazioni dello sciame arrivano dall'antica Cina, attorno al 36 d.C.: la notte delle stelle era osservata molto prima che prendesse il nome di un santo.

Che cosa si faceva a Firenze

A Firenze il 10 agosto la festa non era soltanto religiosa, ma anche politica e popolare.

La giornata cominciava con una processione fra Santa Maria del Fiore e San Lorenzo, durante la quale il Proconsolo, i Consoli e i consiglieri dell'Arte dei Mercati offrivano «torcetti» di cera.

Seguivano la messa con le reliquie esposte al pubblico e la benedizione davanti al difensore civico.

Il resto era festa di piazza:

Di che cosa è patrono

San Lorenzo è patrono di Roma, e con lei di Grosseto, Perugia, Amaseno e Rotterdam.

È protettore di chi lavora con il fuoco: pompieri, cuochi, rosticcieri, vetrai.

Domande frequenti

Che cosa si festeggia il 10 agosto?

Il martirio di san Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma, ucciso nel 258 durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano, quattro giorni dopo papa Sisto II.

Perché la notte di san Lorenzo è la notte delle stelle cadenti?

Perché la tradizione riconosce nelle scie i carboni ardenti della graticola su cui fu ucciso, o le lacrime che versò. Astronomicamente sono le Perseidi, frammenti della cometa Swift-Tuttle.

Il 10 agosto è la notte con più stelle cadenti?

No. Le Perseidi sono visibili da fine luglio alla terza settimana di agosto, e il picco cade intorno al 12 agosto.

Perché Lorenzo è patrono dei pompieri?

Per il modo in cui morì: bruciato su una graticola. Per la stessa ragione protegge cuochi, rosticcieri e vetrai, cioè chi lavora con il fuoco.

Da leggere