Home » San Lorenzo » Storia e origini
Perché le stelle cadenti si chiamano lacrime di san Lorenzo
Le Perseidi si chiamano lacrime di san Lorenzo perché il loro massimo cade a ridosso del 10 agosto, giorno del martirio del santo. La tradizione popolare vede in quelle scie le lacrime che Lorenzo versò sulla graticola, o le scintille del fuoco.
Il nome non è nato in Italia, e non riguarda solo le lacrime.
Le due versioni del nome
La spiegazione più diffusa è quella che il nome dichiara: le scie luminose sono le lacrime versate da Lorenzo durante il martirio. Una variante aggiunge un dettaglio: mentre soffriva, quelle lacrime non caddero a terra ma salirono verso l'alto.
La seconda versione guarda al fuoco invece che al pianto. Le meteore sarebbero le scintille della graticola, i piccoli frammenti ardenti — lapilli — usciti dalle fiamme del supplizio. È la lettura che collega le stelle ai carboni ardenti su cui il santo fu ucciso.
Le due convivono da secoli, e la stessa notte le tiene insieme.
Non è una tradizione soltanto italiana
Il nome è diffuso in tutta l'Europa di tradizione cristiana: in Spagna le Perseidi sono las lágrimas de San Lorenzo, in inglese tears of Saint Lawrence.
La testimonianza più antica che lo registra per iscritto è ottocentesca e viene da un astronomo americano, Edward C. Herrick, che segnalava tradizioni popolari in alcune aree dell'Inghilterra e della Germania: lì le meteore del 10 agosto erano «le lacrime infuocate» del santo.
C'è poi una credenza che sposta il fenomeno da terra. Nella notte fra il 9 e il 10 agosto comparirebbero sotto le piante piccole braci raffreddate, chiamate «carbone di san Lorenzo».
Da quando
La tradizione popolare è antica: le stelle d'agosto erano attribuite al pianto di Lorenzo da secoli, e il legame si consolida fra Medioevo e Rinascimento.
La misura scientifica arriva molto dopo: solo attorno al 1830 furono raccolte le prove statistiche che dimostravano la ricorrenza annuale del fenomeno, ed è in quel periodo che Herrick mette per iscritto le credenze europee.
Prima del cristianesimo quei lampi non passavano inosservati: nel Mediterraneo antico erano letti come segnali degli dèi. Il fenomeno non è stato cancellato dalla nuova religione, è stato battezzato.
Chi era il santo del nome
Lorenzo fu uno dei diaconi della Chiesa di Roma, martirizzato il 10 agosto 258 durante la persecuzione ordinata dall'imperatore Valeriano. Quattro giorni prima era stato ucciso papa Sisto II.
È sepolto a Roma, nella basilica che porta il suo nome sulla via Tiburtina.
Che cosa sono davvero
Il nome popolare copre un fenomeno con una spiegazione precisa.
- Non sono stelle: sono meteore, cioè polveri che bruciano entrando nell'atmosfera ad alta velocità.
- Appartengono allo sciame delle Perseidi, che prende nome dal radiante — il punto da cui le scie sembrano provenire — collocato nella costellazione di Perseo.
- Sono i frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, che ha un nucleo di circa 10 chilometri: la Terra li attraversa ogni anno percorrendo la sua orbita.
Il calendario astronomico non coincide con quello liturgico: lo sciame è visibile dal 17 luglio al 24 agosto, e il massimo cade il 12 agosto, due giorni dopo la festa.
Il desiderio, e Pascoli
Alla notte è legata la consuetudine più nota: esprimere un desiderio a ogni stella cadente.
L'origine non è accertata. Una spiegazione diffusa la fa risalire al mondo greco-romano e a Claudio Tolomeo, vissuto ad Alessandria d'Egitto nel II secolo: le stelle cadenti sarebbero apparse quando gli dèi si affacciavano dal cielo per osservare gli uomini, e in quel momento la richiesta poteva essere ascoltata.
Il nome «lacrime» è entrato nella letteratura italiana con Giovanni Pascoli, che intitolò X Agosto la poesia scritta per ricordare l'uccisione del padre, avvenuta quel giorno nel 1867: «San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade».
Domande frequenti
Perché si chiamano lacrime di san Lorenzo?
Perché il massimo dello sciame cade a ridosso del 10 agosto, giorno del martirio del santo. La tradizione vede in quelle scie le lacrime versate durante il supplizio, o le scintille della graticola.
È una tradizione solo italiana?
No. Il nome è diffuso in Spagna, e nell'Ottocento l'astronomo Edward C. Herrick registrò credenze analoghe in Inghilterra e Germania, dove le meteore del 10 agosto erano dette «lacrime infuocate».
Le stelle cadenti sono davvero stelle?
No: sono meteore, frammenti della cometa 109P/Swift-Tuttle che bruciano entrando nell'atmosfera. Lo sciame si chiama Perseidi perché sembra provenire dalla costellazione di Perseo.
Il 10 agosto è la notte con più stelle?
No: le Perseidi sono visibili dal 17 luglio al 24 agosto, e il massimo cade il 12. Il 10 è la data della festa, non del picco.