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I bagni di san Lorenzo: perché il 10 agosto un bagno vale per sette

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Romagna il 10 agosto ci si immerge in mare sette volte: «a San Lorenzo un bagno vale per sette». Il rito serviva a purificarsi e a prevenire i malanni dell'inverno, e la leggenda che lo spiega nasce a Cervia durante un'epidemia di malaria.

Il numero sette non è casuale.

Il gesto, e il detto

La regola è semplice e si ripete uguale lungo tutta la costa: il 10 agosto ci si immerge sette volte in mare, per purificarsi e per attirare fortuna e felicità.

Il detto che l'accompagna è rimasto nella lingua: «A San Lorenzo un bagno vale per sette».

Alla purificazione si aggiungeva una funzione pratica, che è poi la ragione per cui la gente ci teneva: si credeva che il bagno avesse potere terapeutico, che aiutasse a guarire dalle malattie e a proteggersi dai malanni per l'intero anno successivo. In quel giorno, secondo la credenza, l'acqua del mare acquistava particolari virtù benefiche.

La leggenda di Cervia

L'origine viene collocata a Cervia, quando la zona era colpita dalle febbri malariche.

Secondo il racconto, san Lorenzo apparve in sogno a una donna gravemente malata e le indicò la guarigione nelle acque salmastre del mare: chi vi si fosse immerso sarebbe guarito.

La voce si sparse, la gente di Cervia andò al mare ripetendo il bagno sette volte, e — dice la leggenda — i malati guarirono e l'epidemia cessò. Da allora, per timore che le febbri tornassero, il gesto fu ripetuto ogni anno.

Dell'episodio non esistono prove storiche. È una leggenda nata per spiegare un'usanza, non un fatto documentato.

Perché proprio sette

Il numero viene dalla tradizione cristiana: le sette immersioni corrispondono ai sette doni dello Spirito Santo.

Sono Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio.

La gita al mare dei contadini

Per le famiglie dell'entroterra romagnolo il 10 agosto era il giorno della gita fuori porta, e la giornata aveva una sua liturgia.

Era, a tutti gli effetti, un pellegrinaggio verso la costa: intere famiglie lasciavano temporaneamente i campi per raggiungerla.

Da quando si fa

L'usanza è documentata almeno dalla fine dell'Ottocento, e c'è una prova concreta: già nel 1895 a Cervia circolava un manifesto che invitava alla festa di San Lorenzo.

Dalla seconda metà dell'Ottocento, con lo sviluppo turistico della città, il Comune arricchì la festa tradizionale con nuovi momenti di spettacolo:

Che cosa resta

La festa è rimasta uno degli appuntamenti simbolo dell'estate cervese: si svolge sulla spiaggia libera e si chiude con i fuochi d'artificio, sotto il cielo delle stelle cadenti.

Anche altrove sulla costa il 10 agosto è serata di fuochi sul mare, da Rimini in giù.

E il detto sopravvive: in molte località romagnole si continua a ripetere che, quel giorno, un bagno vale per sette.

Domande frequenti

Perché il 10 agosto si fa il bagno sette volte?

Perché la tradizione romagnola vuole che le sette immersioni purifichino e attirino fortuna, e il numero richiama i sette doni dello Spirito Santo. Il detto è «a San Lorenzo un bagno vale per sette».

Da dove nasce l'usanza?

Da una leggenda di Cervia: durante un'epidemia di malaria san Lorenzo sarebbe apparso in sogno a una donna malata indicandole la guarigione nel mare. L'episodio non ha riscontri storici.

Quanto è antica?

È documentata almeno dalla fine dell'Ottocento: a Cervia un manifesto del 1895 invitava già alla festa di San Lorenzo.

Perché si portavano gli animali al mare?

Perché si riteneva che l'acqua del 10 agosto avesse virtù terapeutiche anche per loro: le bestie della fattoria venivano bagnate insieme alle famiglie.

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