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Primo Maggio · Storia e origini

Il primo Primo Maggio in Italia: manifestazioni, divieti e Camere del Lavoro

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il primo Primo Maggio italiano si celebrò nel 1890, e fu vietato prima ancora di cominciare: il governo Crispi ordinò ai prefetti di proibire ogni adunanza operaia. Le manifestazioni si tennero lo stesso, e finirono con cariche e arresti. Resterà proibito in piazza per anni.

In Italia la festa nasce da clandestina.

Come arrivò in Italia

La ricezione italiana viene direttamente dal congresso della Seconda Internazionale di Parigi del 1889, dove sedevano anche due delegati italiani: Andrea Costa e Amilcare Cipriani.

Il congresso aveva fissato per il 1º maggio 1890 una mobilitazione internazionale su un tema solo, la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. In Italia era una richiesta enorme: nelle realtà operaie descritte all'epoca si lavorava almeno dodici ore al giorno, fino a sedici.

La celebrazione italiana del 1890 ebbe così un carattere simbolico e internazionale, non ancora istituzionale: nessuno stava festeggiando, si stava rivendicando.

I divieti

Lo Stato liberale accolse la ricorrenza con diffidenza e ostilità, e il ministro dell'Interno rispose con divieti, sequestri e arresti.

Le circolari dell'aprile 1890 sono precise:

Il governo di Francesco Crispi proibì qualsiasi manifestazione pubblica il 1º maggio e la domenica successiva, il 4 maggio: due giorni, per non lasciare scappatoie.

Il giorno

Le manifestazioni si tennero comunque, nonostante i divieti. La prima fu a Torino, e da lì si diffusero nelle altre città.

Il caso meglio documentato è Bologna, e si può seguire ora per ora. A mezzogiorno i negozi del centro cominciarono a chiudere e molti operai abbandonarono il lavoro. Alle due del pomeriggio, nel cortile della Società Operaia di via Cavaliera, si tenne la conferenza privata: parlarono Gabussi, Cuppi, Quirico Filopanti e De Falco.

Poi il corteo si mosse verso piazza Vittorio Emanuele II. Lungo il percorso alcuni manifestanti ruppero le bacheche dei negozi, e davanti al Palazzo comunale operai e studenti furono caricati dal 49° fanteria e dagli agenti. Negli scontri finirono coinvolti anche i cittadini radunati per la tombola e per la benedizione della Madonna di San Luca.

Gli arrestati furono una trentina, fra cui tre studenti, deferiti per ingiurie, resistenza, devastazioni e grida sediziose.

1891: nascono le Camere del Lavoro

L'anno dopo il clima non migliorò: il ministro Nicotera proibì ancora le manifestazioni, e il 1º maggio 1891 a Roma il comizio unitario — convocato per affermare il principio della giornata di otto ore — fu attaccato dalla polizia nei tragici fatti di piazza Santa Croce in Gerusalemme.

Ma proprio quell'anno il movimento si diede una struttura. Nel 1891 nacquero le prime Camere del Lavoro: a Milano, poi Torino — costituita il 1º maggio 1891, la data non era casuale — Piacenza e Pavia. Nascevano nel pieno della depressione economica del 1887-1897, e molte furono chiuse dalle repressioni di fine secolo quando erano ancora ai primi passi.

Una festa celebrata al chiuso

Il risultato di undici anni di divieti fu che la ricorrenza si spostò dentro. In Italia il 1º maggio fu vietato pubblicamente fino al 1901, e in quegli anni si celebrò nei circoli e nelle Camere del Lavoro, a porte chiuse.

La repressione del decennio culminò nel 1898 con i Moti di Milano. Il riconoscimento arrivò molto più tardi: nel 1922 il presidente del Consiglio Facta riconobbe il 1º maggio come giornata festiva, poco prima che il fascismo lo abolisse.

Domande frequenti

Quando fu il primo Primo Maggio in Italia?

Nel 1890, dopo che il congresso di Parigi del 1889 aveva fissato la mobilitazione internazionale per le otto ore. La prima manifestazione si tenne a Torino, e da lì si diffuse nelle altre città.

Perché il Primo Maggio era vietato?

Perché lo Stato liberale lo considerava una minaccia all'ordine pubblico: il governo Crispi ordinò ai prefetti di proibire adunanze e dimostrazioni operaie, e chi lavorava negli stabilimenti militari rischiava il licenziamento se restava assente.

Che cosa sono le Camere del Lavoro?

Le prime strutture organizzate del movimento operaio italiano, nate nel 1891 a Milano, Torino, Piacenza e Pavia. Quella di Torino fu costituita proprio il 1º maggio.

Fino a quando restò proibito?

Il 1º maggio fu vietato pubblicamente fino al 1901: negli anni Novanta dell'Ottocento si celebrava al chiuso, nei circoli e nelle Camere del Lavoro.

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