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Primo Maggio · Tradizioni

Cosa fare il primo maggio: le scampagnate e il piano B

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il primo maggio, in Italia, è il giorno della gita fuori porta: scampagnate, picnic e pranzi con amici e parenti. Chi resta in città ripiega sui grandi parchi pubblici, e chi vuole vedere qualcosa ha una manciata di feste fra cui scegliere.

È una festa civile che si passa quasi tutta all'aperto.

La scampagnata

La forma tradizionale della giornata è l'uscita fuori porta: a Roma il primo maggio è diventato il giorno delle gite fuori porta, delle scampagnate e dei pranzi in compagnia.

Nella versione classica si tratta di un picnic su una collina verde, con grandi mangiate, bevute, musica, danze e giochi. È una giornata di relax e convivialità, e in questo somiglia poco alle altre feste civili: non si celebra guardando, si celebra stando insieme.

Il piano B, se la campagna è troppo lontana o troppo affollata, sono i grandi parchi pubblici cittadini, dove il picnic funziona esattamente allo stesso modo.

Che cosa si porta

Il cibo simbolico è lo stesso da secoli: fave fresche e pecorino, nel Lazio come in Toscana, dove le fave si chiamano baccelli. Per il Maggetto romano sono i due alimenti imprescindibili.

Il pranzo romano tipico aggiunge prosciutto e vino Frascati; altrove il primo maggio è soprattutto giorno di picnic e barbecue.

Le feste da vedere

Per chi preferisce mettersi in viaggio, il calendario del primo maggio offre alcune fra le tradizioni più forti d'Italia.

Il Concertone e i cortei

L'appuntamento simbolo della giornata resta il Concertone di piazza San Giovanni in Laterano, a Roma, organizzato da CGIL, CISL e UIL e tradizionalmente gratuito: ogni anno vi partecipano fra 800.000 e un milione di persone.

Accanto ai concerti, la giornata è fatta anche di cortei e raduni su temi sociali e politici, e di parate: il primo maggio è festa nazionale in Italia, e ricorda le conquiste del lavoro a partire dalla giornata di otto ore, con il motto che le riassume — «otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire». In Italia la Festa del Lavoro si celebra dal 1º maggio 1891; fu soppressa dal fascismo e ripristinata nel 1945.

La festa di primavera che c'era prima

Sotto la festa civile ce n'è una più antica, e spiega perché si esce all'aperto.

Nell'antica Roma, fra la fine di aprile e il 3 maggio, si celebravano i Floralia, con rappresentazioni teatrali, giochi, scherzi, banchetti e libagioni; il primo maggio era dedicato a Maia e Flora, divinità legate alla fertilità e alla primavera.

Da lì viene il Calendimaggio, la celebrazione stagionale d'inizio mese che serviva ad accogliere la bella stagione: i protagonisti erano detti maggianti, in certe zone erano solo gruppi di ragazze, e ricevevano uova, cibo, vino e dolci. In origine la festa prevedeva la raccolta dei fiori e una danza attorno al maggio.

C'era anche un gesto domestico: la mattina del primo maggio si raccoglievano fiori e ramoscelli e li si legava a porte, finestre e tetti, per proteggere il raccolto e la dispensa. Ai rami di pioppo la credenza popolare attribuiva una forza superiore a quella degli altri.

Come si passa altrove

Domande frequenti

Che cosa si fa il primo maggio in Italia?

Si esce: gita fuori porta, scampagnata o picnic con amici e parenti, spesso con barbecue. In alternativa si va al Concertone o a una delle feste tradizionali, come i Serpari di Cocullo.

Che cosa si porta a una scampagnata del primo maggio?

Nel Lazio e in Toscana il cibo simbolico sono fave fresche e pecorino; a Roma si aggiungono prosciutto e vino Frascati.

Che cosa si fa se piove o se non si esce dalla città?

Il ripiego tradizionale sono i grandi parchi pubblici, dove il picnic si fa comunque; in città ci sono poi concerti, cortei e raduni.

Perché il primo maggio si passa all'aperto?

Perché sotto la festa dei lavoratori c'è una festa di primavera molto più antica: i Floralia romani dedicati a Maia e Flora, e il Calendimaggio con la raccolta dei fiori e la danza attorno all'albero.

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