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Primo Maggio · Tradizioni

I canti di maggio: la questua cantata fra il 30 aprile e il primo maggio

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio, in mezza Italia, gruppi di cantori girano di casa in casa intonando strofe di buon augurio e chiedendo in cambio da mangiare. Si chiamano maggerini, o maggianti, e la loro visita porta fortuna.

Rifiutare il dono sarebbe rifiutare il raccolto.

Come funziona

I cantori danno il via alla questua nella notte del 30 aprile e la concludono la sera successiva: un giro solo, di ventiquattr'ore, che non si ripete. Nel Mugello, per esempio, la celebrazione del Maggio si risolve esclusivamente fra il 30 aprile e il 1º maggio.

Si canta di porta in porta, nei villaggi e lungo i sentieri di campagna. In alcune zone si passa sotto ogni casa del paese, in altre si va di podere in podere: nel Mugello le comitive di giovani andavano di casolare in casolare a salutare le famiglie contadine, con strofe rivolte al capoccia e alle ragazze; a Scansano, in Maremma, i gruppi si spostano da un podere all'altro.

Il canto ha una sua etichetta. In Toscana la compagnia comprende un poeta improvvisatore, che chiede il permesso in versi prima di attaccare: non si entra in un'aia senza essere invitati, e l'invito va conquistato cantando.

I maggerini si riconoscono anche da come sono vestiti: portano cappelli fioriti, in Maremma cappelli di paglia addobbati di fiori.

Che cosa si riceve

La ricompensa è quasi sempre cibo: salumi, uova, formaggi, pollame e un bicchiere di vino; in Maremma carne, salsicce, salumi, uova e vino; nel Mugello si chiedevano uova, vino e altri doni per la brigata. Altrove si danno monete.

Il dono non è una mancia. Secondo la tradizione i doni elargiti ai cantori attirano buona sorte, favoriscono il benessere fisico e garantiscono un raccolto abbondante: chi dà riceve, e il canto serve proprio a mettere in moto quello scambio.

In alcuni luoghi la questua aveva una destinazione precisa: il ricavato serviva a far celebrare messe per le anime del Purgatorio.

Dove si canta

I canti del Maggio sono diffusi in Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e in alcune aree della Lombardia.

Perché si canta

Il rito è agrario prima che festivo: affonda le radici in antichi riti agrari e di passaggio delle stagioni, celebra l'abbondanza e augura il raccolto futuro.

C'è anche una versione tutta profana, il Maggio delle ragazze, che si svolge nella stessa notte: un gruppo di cantori gira per le strade cantando una serenata alla primavera, per propiziare l'arrivo della buona stagione. Il canto di questua, del resto, era diffuso in tutta Europa, a scadenze diverse del calendario.

Le night songs inglesi

In Inghilterra i maggianti cominciavano la questua primaverile a metà aprile e la chiudevano la sera del 30, in gruppi di cinque o sei uomini, accompagnati da violino o flauto.

Il calendario distingueva due repertori:

Prima dell'alba del Calendimaggio i giovani raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino, entravano in paese cantando e danzando, appendevano i rami alle finestre e regalavano fiori alle ragazze. Fra queste veniva eletta una regina del Maggio, e tutti si ritrovavano a ballare intorno al Palo del Maggio.

Domande frequenti

Chi sono i maggerini?

I cantori che fanno la questua del Maggio: girano di casa in casa nella notte fra il 30 aprile e il 1º maggio, con cappelli fioriti, cantando strofe di buon augurio in cambio di cibo o monete.

Che cosa si dà ai cantori del maggio?

Di solito salumi, uova, formaggi, pollame e un bicchiere di vino, altrove monete. Secondo la tradizione quei doni portano buona sorte e garantiscono un raccolto abbondante.

In quali regioni si canta il maggio?

Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e alcune aree della Lombardia, con forme locali come il Cantamaggio delle Quattro Province o la galeina griza piemontese.

Quanto dura la questua?

Una notte e un giorno: comincia nella notte del 30 aprile e si chiude la sera del 1º maggio.

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