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I canti di maggio: la questua cantata fra il 30 aprile e il primo maggio
Nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio, in mezza Italia, gruppi di cantori girano di casa in casa intonando strofe di buon augurio e chiedendo in cambio da mangiare. Si chiamano maggerini, o maggianti, e la loro visita porta fortuna.
Rifiutare il dono sarebbe rifiutare il raccolto.
Come funziona
I cantori danno il via alla questua nella notte del 30 aprile e la concludono la sera successiva: un giro solo, di ventiquattr'ore, che non si ripete. Nel Mugello, per esempio, la celebrazione del Maggio si risolve esclusivamente fra il 30 aprile e il 1º maggio.
Si canta di porta in porta, nei villaggi e lungo i sentieri di campagna. In alcune zone si passa sotto ogni casa del paese, in altre si va di podere in podere: nel Mugello le comitive di giovani andavano di casolare in casolare a salutare le famiglie contadine, con strofe rivolte al capoccia e alle ragazze; a Scansano, in Maremma, i gruppi si spostano da un podere all'altro.
Il canto ha una sua etichetta. In Toscana la compagnia comprende un poeta improvvisatore, che chiede il permesso in versi prima di attaccare: non si entra in un'aia senza essere invitati, e l'invito va conquistato cantando.
I maggerini si riconoscono anche da come sono vestiti: portano cappelli fioriti, in Maremma cappelli di paglia addobbati di fiori.
Che cosa si riceve
La ricompensa è quasi sempre cibo: salumi, uova, formaggi, pollame e un bicchiere di vino; in Maremma carne, salsicce, salumi, uova e vino; nel Mugello si chiedevano uova, vino e altri doni per la brigata. Altrove si danno monete.
Il dono non è una mancia. Secondo la tradizione i doni elargiti ai cantori attirano buona sorte, favoriscono il benessere fisico e garantiscono un raccolto abbondante: chi dà riceve, e il canto serve proprio a mettere in moto quello scambio.
In alcuni luoghi la questua aveva una destinazione precisa: il ricavato serviva a far celebrare messe per le anime del Purgatorio.
Dove si canta
I canti del Maggio sono diffusi in Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e in alcune aree della Lombardia.
- Marche. La questua si chiude con un saltarello vivacissimo, che sottolinea le richieste rivolte al vergaro e alla vergara, i capi della casa colonica.
- Maremma grossetana. Il canto cerimoniale è vivo nella notte fra il 30 aprile e il 1º maggio, legato al culto degli alberi e ai rituali agresti; alcune squadre di maggiaioli portano con sé una pianta simbolica, di solito l'alloro, e la tradizione dell'albero di maggio resta viva nel mancianese e in alcuni paesi dell'Amiata.
- Quattro Province — Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza. Vi si tiene il Cantamaggio, legato alle questue.
- Piemonte. Accanto al Maggio c'è la questua della galeina griza, detta anche Carlin di maggio, e il Maggio corrisponde al canto delle uova. A Bajo Dora, nelle sere del 30 aprile e del 1º maggio, si rinnova la festa del canto spontaneo — A gnir cantar cun gnét suta la piënta — insieme al Piantar ël macc: la sera del 30 si pianta l'albero sulla piazza, il giorno dopo si va per vie, piazze e cortili fra canti, suoni, danze e soste a tavola.
Perché si canta
Il rito è agrario prima che festivo: affonda le radici in antichi riti agrari e di passaggio delle stagioni, celebra l'abbondanza e augura il raccolto futuro.
C'è anche una versione tutta profana, il Maggio delle ragazze, che si svolge nella stessa notte: un gruppo di cantori gira per le strade cantando una serenata alla primavera, per propiziare l'arrivo della buona stagione. Il canto di questua, del resto, era diffuso in tutta Europa, a scadenze diverse del calendario.
Le night songs inglesi
In Inghilterra i maggianti cominciavano la questua primaverile a metà aprile e la chiudevano la sera del 30, in gruppi di cinque o sei uomini, accompagnati da violino o flauto.
Il calendario distingueva due repertori:
- le night songs, cantate il 30 aprile, per lasciare rami fioriti alle porte dei vicini chiedendo cibo e bevande;
- le day songs, cantate il 1º maggio, per chiedere monete in cambio di canti beneauguranti.
Prima dell'alba del Calendimaggio i giovani raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino, entravano in paese cantando e danzando, appendevano i rami alle finestre e regalavano fiori alle ragazze. Fra queste veniva eletta una regina del Maggio, e tutti si ritrovavano a ballare intorno al Palo del Maggio.
Domande frequenti
Chi sono i maggerini?
I cantori che fanno la questua del Maggio: girano di casa in casa nella notte fra il 30 aprile e il 1º maggio, con cappelli fioriti, cantando strofe di buon augurio in cambio di cibo o monete.
Che cosa si dà ai cantori del maggio?
Di solito salumi, uova, formaggi, pollame e un bicchiere di vino, altrove monete. Secondo la tradizione quei doni portano buona sorte e garantiscono un raccolto abbondante.
In quali regioni si canta il maggio?
Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e alcune aree della Lombardia, con forme locali come il Cantamaggio delle Quattro Province o la galeina griza piemontese.
Quanto dura la questua?
Una notte e un giorno: comincia nella notte del 30 aprile e si chiude la sera del 1º maggio.