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Piantare il maggio: l'albero rituale del primo maggio nelle campagne
Piantare il maggio significa portare un albero dal bosco e innalzarlo in mezzo al paese la mattina del primo maggio. È uno dei riti primaverili più diffusi delle campagne italiane, e in molti luoghi l'albero resta piantato per mesi. Serve a propiziare la stagione.
L'albero del Maggio è un simbolo di fertilità.
Il rito, passo per passo
Il caso meglio conservato è quello di San Rocco, dove il Piantè magg si celebra il primo maggio o la prima domenica del mese, e occupa il mattino e il pomeriggio di una giornata sola: non si ripete.
All'alba i borghigiani si ritrovano davanti alla chiesa di San Rocco, chiamati dal suono delle campane, e salgono nei boschi della silva popularis, il bosco comune. L'albero non si sceglie sul momento: la selezione avviene nei giorni precedenti, cercando esemplari di pess-ra — il pino silvestre — con fusto diritto e grandi dimensioni.
Abbattuto il tronco, si abbatte anche la punta, un secondo esemplare che verrà innestato in cima al primo per allungarlo. Il fusto viene ripulito dai rami e addobbato: fiori, nastri, e in cima un fantoccio a forma di cane, che richiama il santo patrono della borgata.
Il trasporto oggi si fa con i trattori, un tempo su carri trainati dai buoi. Lungo la strada gli uomini cantano e le campane suonano a distesa, quella che in paese si chiama gran baudetta.
Nel pomeriggio l'albero viene innalzato nella piazza al suono delle campane. Poi la festa continua con musica, canti e balli, e si chiude con la cena in piazza.
Nella stessa giornata le ragazze girano per le cascine cantando strofe beneauguranti e ricevendo piccoli doni: è il Cantè magg, la questua che accompagna quasi ovunque l'albero.
L'albero resta lì
Il maggio non si toglie la sera. A San Rocco il tronco resta impiantato fino al 16 agosto, e quel giorno viene messo all'asta: chi vince ottiene il diritto di abbatterlo.
In Valnerina la permanenza è ancora più lunga: l'albero resta piantato per tutto l'anno, fino al maggio successivo, quando viene sostituito da quello nuovo.
Il Piantamaggio dell'Umbria
Nella Valle del Campiano, fra Norcia e Preci, il Piantamaggio si rinnova ogni anno ad Ancarano, Campi, Corone, Castelvecchio e Preci.
Qui il rito comincia la sera fra il 30 aprile e il 1º maggio: i giovani del paese vanno a prendere nelle campagne un albero di faggio o di pioppo, e in cima gli innestano un ramo di ciliegio fiorito. Quell'innesto ha un nome preciso: è il matrimonio fra gli alberi.
Il momento più atteso è l'alzata, fatta con corde, scale e un grosso tavolone, a forza di braccia.
Le origini vengono descritte come molto antiche e pagane, legate alle feste di primavera chiamate Baccanali, e il senso non era mai stato solo botanico: nel parlare popolare «piantar maggio» è un'espressione allusiva, riferita all'atto sessuale. La fertilità dei campi e quella delle persone, in questi riti, sono la stessa cosa.
Marche e Piemonte
Nelle Marche il rituale collettivo più diffuso del primo maggio era piantare il Maggio in un luogo comune — una golena di fiume, un bosco lontano — e lì il rito si lega a un'altra idea: la cacciata delle streghe e dei morti negli inferi.
A Costamagna l'albero prende un nome politico: i ragazzi innalzano di fianco alla cappella di San Vincenzo Ferreri l'albero della libertà, alto 25-30 metri, ornato di fiori, coccarde e fronde. E c'è una regola non scritta sul come ci si procura il tronco: la notte del 30 aprile i ragazzi lo rubano nei boschi del rio Lavetto o del Risorto.
Lo stesso albero in Germania
L'usanza non si ferma alle Alpi. In Renania, nell'area fra Colonia, Bonn e Aquisgrana, l'usanza è attestata da secoli: il 1º maggio i giovani depositano una betulla decorata nel giardino della persona amata, e la consegna avviene nella notte precedente.
Il May tree renano deriva dal Mailehenbrauch, una forma di combinazione di matrimoni fra ragazzi e ragazze del villaggio, in uso nel Seicento. Anche lì, come in Italia, l'albero serviva a mettere insieme due persone, non solo a salutare la primavera.
Domande frequenti
Che cos'è l'albero di maggio?
Un albero preso nel bosco e innalzato in mezzo al paese il primo maggio, simbolo di fertilità e rito propiziatorio della primavera.
Quanto resta piantato?
Dipende dal luogo: a San Rocco fino al 16 agosto, quando viene messo all'asta e chi vince ottiene il diritto di abbatterlo; in Valnerina resta per tutto l'anno, fino al maggio successivo.
Che albero si usa?
Serve un fusto diritto e alto: pino silvestre in Piemonte — la pess-ra, con una seconda punta innestata in cima — faggio o pioppo in Valnerina, con un ramo di ciliegio fiorito in cima, betulla in Renania.
Perché si dice «piantar maggio»?
Nel parlare popolare della Valnerina l'espressione ha un significato allusivo, riferito all'atto sessuale: il rito propizia insieme la fertilità dei campi e quella delle persone.