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25 Aprile · Storia e origini

Da quando il 25 aprile è festa nazionale: le due leggi che l'hanno resa tale

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 25 aprile è festa nazionale per un decreto del 1946, valido però per quel solo anno; è la legge n. 260 del 27 maggio 1949 a renderlo un giorno festivo permanente, come anniversario della liberazione. A firmare il primo provvedimento fu Umberto di Savoia.

Fra i due atti c'è una differenza che dura ancora.

1946: il decreto che vale per un anno

Il decreto legislativo luogotenenziale n. 185 del 22 aprile 1946 dice all'articolo 1: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale».

La formulazione è precisa e limitata: parla del 25 aprile 1946, non del 25 aprile di ogni anno. Fu quello il giorno della prima celebrazione.

Il decreto fu pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 1946, n. 96 — con ventiquattro ore di preavviso — ed entrò in vigore il giorno stesso della pubblicazione, con effetto retroattivo dal 15 aprile.

Chi lo firmò, e in che momento

L'atto fu promulgato da Umberto di Savoia, su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

La documentazione parlamentare collega quella norma a un contesto preciso: il referendum istituzionale imminente, che di lì a poche settimane avrebbe chiuso la storia della monarchia.

Che cosa prevedeva per chi lavorava

Il decreto del 1946 non si limitava a proclamare: regolava anche gli effetti sul lavoro.

Stabiliva il diritto alla normale retribuzione giornaliera per il 25 aprile, e prevedeva una doppia retribuzione per chi in quelle ricorrenze festive fosse stato al lavoro.

1949: la legge che lo rende stabile

La ricorrenza diventa un giorno festivo permanente tre anni dopo, con la legge 27 maggio 1949, n. 260, intitolata «Disposizioni in materia di ricorrenze festive» e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 31 maggio 1949, in vigore dal giorno successivo.

Quella legge mette ordine in una materia fino ad allora frammentaria, e fa tre cose insieme:

Per il 25 aprile la legge impone inoltre l'imbandieramento degli edifici pubblici e detta norme sul trattamento economico.

Festa nazionale o giorno festivo?

Qui sta la distinzione che sfugge quasi sempre, e che nasce proprio nel 1949.

Dopo quella legge, l'unica festa nazionale in senso stretto è il 2 giugno. Il 25 aprile resta fra i giorni festivi, con l'obbligo delle bandiere sugli edifici pubblici.

Nella pratica, per chi lavora, la differenza non si sente: entrambe le date sono giorni di riposo retribuito. Sul piano formale, però, spiega perché nei documenti ufficiali il 25 aprile compaia come «anniversario della liberazione» e non come festa nazionale.

Che cosa celebra, secondo le norme

Le formule usate dai due atti sono diverse.

Il decreto del 1946 parla di «totale liberazione del territorio italiano»: guarda al risultato, cioè al Paese interamente libero.

La legge del 1949 parla di «anniversario della liberazione»: guarda alla data simbolica del 25 aprile 1945, il giorno dell'insurrezione.

In entrambi i casi il riferimento è la Resistenza militare e politica cominciata con l'8 settembre 1943, e la fine dell'occupazione nazista e del fascismo della Repubblica Sociale Italiana.

Domande frequenti

Chi ha istituito la festa del 25 aprile?

Il decreto del 1946 fu promulgato da Umberto di Savoia su proposta di Alcide De Gasperi. La stabilizzazione arrivò con la legge n. 260 del 1949.

Il 25 aprile è festa dal 1945?

No. Nel 1945 non esisteva ancora nessuna norma: la prima celebrazione è del 25 aprile 1946, e riguardava per legge quel singolo anno.

Che differenza c'è fra il decreto del 1946 e la legge del 1949?

Il decreto dichiarava festa nazionale «il 25 aprile 1946», un giorno preciso. La legge del 1949 inserisce il 25 aprile fra i giorni festivi permanenti, come anniversario della liberazione, con obbligo di esporre le bandiere sugli edifici pubblici.

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