Home » 25 Aprile » Tradizioni
Il bocolo: la rosa rossa che si regala il 25 aprile
Il bocolo è il bocciolo di rosa rossa che a Venezia si regala il 25 aprile, giorno di san Marco. Lo offrono gli uomini alle donne a cui vogliono bene — mogli, fidanzate, madri, figlie, amiche — come segno d'amore. «Bòcolo», in veneziano, vuol dire proprio bocciolo.
La tradizione ha alle spalle una leggenda, e più di una versione. Quel giorno però non è solo del bocolo: sulla stessa data cade la festa della Liberazione, e sono le due feste del 25 aprile.
Chi lo dona, e a chi
L'usanza riguarda le donne di famiglia, e in particolare fidanzate e mogli: nella giornata gli uomini si presentano dalla propria amata con il bocciolo in mano. Le cronache allargano la consegna a madri, figlie e amiche, e la festa è celebrata sia da coppie fidanzate sia da coniugi.
Il gesto vale come segno di un amore vero e imperituro, e il bocciolo — un fiore non ancora aperto — sta per un amore puro e in divenire.
La leggenda di Tancredi
La versione più diffusa risale all'alba del IX secolo, ai tempi di Carlo Magno e dei Paladini di Francia.
Tancredi, giovane del popolo — un povero trovatore, in alcune versioni — è innamorato della figlia del Doge. Il padre di lei non permetterebbe mai quel matrimonio, per la differenza di stirpe, e Tancredi parte in guerra per conquistarne il favore, cercando fortuna nella flotta veneziana.
Ferito a morte presso un roseto, coglie un bocciolo e lo macchia del proprio sangue, chiedendo al compagno d'armi Orlando di portarlo alla donna amata.
Orlando consegna la rosa il giorno della festa di san Marco. Il 26 aprile, il giorno dopo, la ragazza viene trovata senza vita, con il bocciolo stretto fra le mani.
I nomi cambiano da luogo a luogo:
- il doge è indicato come Angelo Partecipazio, come Orso I Partecipazio o come Angelo Pancrazio;
- la figlia compare come Maria, come Maria detta Vulcana, o come Vulcania;
- la rosa è descritta come rossa in alcune versioni, come bianca — poi macchiata di sangue — in altre.
Esiste inoltre una seconda leggenda del bocolo, con un finale opposto: un amore a lieto fine.
La festa, e le tre date di san Marco
La Festa del Bocolo si svolge ogni 25 aprile a Venezia, ed è stata istituita dalla Repubblica di Venezia.
La prima festa dedicata al santo, però, non era questa: si celebrava il 31 gennaio, giorno in cui nell'828 arrivarono a Venezia le reliquie. Delle tre date storicamente dedicate a san Marco, il 25 aprile è l'unica ancora celebrata.
Il risultato è una giornata in equilibrio fra sacro e profano: la solennità del patrono e, insieme, quella che viene descritta come l'usanza più romantica della città.
Che cosa si mangia
Il piatto della giornata sono i risi e bisi, riso e piselli.
Secondo la tradizione furono introdotti a Venezia in epoca bizantina, e venivano serviti ai Dogi proprio il 25 aprile: la festa del santo coincideva con l'arrivo dei primi piselli dell'anno.
Dove si vede
Le fiorerie e i chioschi all'aperto, in centro storico come in terraferma, lavorano a ritmo per tutta la mattinata.
Il rito ha anche i suoi luoghi riconoscibili: il Caffè di Piazza San Marco dona ogni 25 aprile un bocciolo di rosa rossa a tutte le sue ospiti.
Chi arriva da fuori tenga presente che il 25 aprile, a Venezia, si sovrappongono tre cose: la Festa della Liberazione, la festa di San Marco e, nelle giornate previste, la tassa d'accesso alla città.
Domande frequenti
Che cosa vuol dire «bocolo»?
In veneziano «bòcolo» vuol dire bocciolo. Nel giorno di san Marco indica un bocciolo di rosa rossa, non una rosa aperta.
Chi regala il bocolo, e a chi?
Gli uomini alle donne a cui vogliono bene: soprattutto mogli e fidanzate, ma anche madri, figlie e amiche.
Perché si regala il 25 aprile?
Perché è la festa di san Marco, patrono di Venezia. Nello stesso giorno cade l'anniversario della Liberazione, ma le due ricorrenze non hanno rapporto fra loro.
Che cosa si mangia il giorno del bocolo?
I risi e bisi, riso e piselli: secondo la tradizione venivano serviti ai Dogi proprio in quella data.