Il messaggio di fine anno del Presidente: un rito televisivo che la Costituzione non prevede
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica è una consuetudine inaugurata nel 1949 da Luigi Einaudi, e la Costituzione non lo prevede: al Capo dello Stato assegna le sole comunicazioni alle Camere. Va in onda il 31 dicembre alle 20:30, a reti unificate.
Il primo durò meno di tre minuti: 148 parole. Fuori dal Quirinale la stessa sera ha altri riti: la notte di Capodanno ha il cenone, il brindisi e, dal 1994, le piazze.
Una consuetudine, non un obbligo
Il messaggio nasce il 31 dicembre 1949, al Quirinale, con Einaudi — secondo presidente della Repubblica, eletto nel maggio 1948 al quarto scrutinio con 518 voti. Da allora si è ripetuto senza alcuna interruzione.
Non è un atto previsto dalla Carta: il testo costituzionale contempla per il Presidente le comunicazioni alle Camere, non un discorso rivolto direttamente ai cittadini. È diventato però uno degli appuntamenti fissi della vita politica italiana, il legame più diretto fra la più alta carica dello Stato e chi la ascolta da casa.
Nello stesso 1949 fecero lo stesso i presidenti di Francia e Germania, e i primi messaggi si rivolgevano anche ai connazionali all'estero.
Dalla radio alla televisione
Einaudi parlò alla radio. Nel 1954 passò alla televisione, l'anno in cui nasceva la Rai. Dal 1997 è la Struttura Rai Quirinale a curare la messa in onda; la Rai lo produce e lo trasmette su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, anche in alta definizione, e su Rai News 24.
Quanto dura e quanti lo guardano
L'orario tradizionale sono le 20:30 del 31 dicembre, e la durata sta fra i quindici e i venti minuti. Secondo i dati Auditel — disponibili dal 1987 — il messaggio è seguito mediamente da 10-15 milioni di italiani.
La lunghezza dei testi si è stabilizzata fra le 2.000 e le 2.200 parole. Non è sempre stato così: nella prima fase della Repubblica i messaggi erano limitati agli auguri e a considerazioni generali, ed è con Sandro Pertini che cominciano ad allungarsi.
I due record
| presidente | anno | parole | durata | |
|---|---|---|---|---|
| il più breve | Luigi Einaudi | 1949 | 148 | neanche tre minuti |
| il più lungo | Oscar Luigi Scalfaro | 1997 | 4.912 | quaranta minuti |
Il messaggio di Scalfaro del 1997 toccò Tangentopoli e la par condicio; lo stesso presidente non scese mai sotto le 2.041 parole.
Quanti ne pronuncia un presidente
Di norma sette, uno per ogni anno del mandato. I conti però cambiano:
- Luigi Einaudi si fermò a sei: non inviò messaggi alla fine del 1948;
- Antonio Segni ne pronunciò due, per motivi di salute;
- Giorgio Napolitano, rieletto, arrivò a nove, e nel 2013 pronunciò un discorso di fine anno al termine del primo settennato.
Di che cosa si parla
I contenuti seguono la stagione politica del Paese. Il messaggio più lungo, quello di Scalfaro del 1997, si misurò con Tangentopoli e la par condicio; nel 2018 Mattarella ricordò che da settant'anni era entrata in vigore la Costituzione della Repubblica, rivolgendosi a chi era in Italia e agli italiani all'estero.
Anche il primo aveva una sua particolarità: il discorso di Einaudi del 31 dicembre 1949 era un intervento integrale già pubblicato.
Da dove parla il Presidente
La sede è il Palazzo del Quirinale — negli anni recenti lo Studio alla Vetrata. L'unica eccezione risale al 1984, quando Sandro Pertini parlò da Selva di Val Gardena.
La scenografia non è casuale e cambia con il messaggio: alle spalle del presidente e sulla scrivania compaiono oggetti scelti, dalla Costituzione al manifesto del referendum del 2 giugno 1946.
Domande frequenti
A che ora è il messaggio di fine anno del Presidente?
Il 31 dicembre alle 20:30, a reti unificate sui principali canali televisivi e radiofonici nazionali.
Quanto dura il discorso di fine anno?
Fra i quindici e i venti minuti, con testi di 2.000-2.200 parole. Il più lungo fu quello di Scalfaro nel 1997: 4.912 parole, quaranta minuti.
Chi ha fatto il primo messaggio di fine anno?
Luigi Einaudi, il 31 dicembre 1949, alla radio: 148 parole, meno di tre minuti. È tuttora il messaggio più breve.