Il primo bagno dell'anno: come il tuffo in mare del 1° gennaio è diventato un rito
Il tuffo in mare del 1° gennaio è diventato un rito in tre tempi, tutti novecenteschi: a Vancouver dal 1920, a Roma dal 1946 con il tuffo nel Tevere, in Olanda dal 1965. Da lì si è moltiplicato, e oggi il solo Nieuwjaarsduik olandese si tiene in oltre sessanta località.
Il primo bagno di mare documentato è però molto più antico.
Il precedente del 1578
Secondo l'ufficio del turismo della Seine-Maritime, in Normandia, il primo bagnante fu Enrico III, che nel giugno 1578 si recò in mare su consiglio dei medici. Non era Capodanno e non era una festa: era una prescrizione terapeutica, ed è il motivo per cui l'immersione in acqua fredda entra nella storia europea prima ancora di diventare un gesto collettivo.
Le tre date che contano
- Vancouver, 1920. Il Polar Bear Swim del 1° gennaio nasce sulle rive canadesi e viene reso popolare dal ristoratore Peter Pantages. È il più antico dei tuffi di Capodanno ancora in vita, e oggi raduna migliaia di persone in costume.
- Roma, 1946. Il tuffo nel Tevere del 1° gennaio è ideato dall'italo-belga Rick De Sonay, che si tuffò da Ponte Cavour per festeggiare il proprio compleanno. Da un gesto privato è nata la manifestazione italiana più nota.
- Scheveningen, 1965. Il Nieuwjaarsduik olandese comincia il 1° gennaio con Jan van Scheijndel e altre sette persone. Sessant'anni dopo, sulla stessa spiaggia, entrano in acqua diecimila persone.
Come un gesto di otto persone è diventato di massa
Il caso olandese mostra il meccanismo meglio degli altri. A Scheveningen il tuffo è organizzato dal comune dell'Aia con la sponsorizzazione di UNOX, l'iscrizione costa quattro euro e le liste aprono alle 10.30 del mattino stesso: si entra in acqua tutti insieme a mezzogiorno in punto, partendo dal museo Beelden aan Zee.
Attorno all'evento principale è cresciuta una rete: il New Year's Dive si tiene in oltre sessanta località dei Paesi Bassi, fra cui Zandvoort, Bloemendaal e Wijk aan Zee. A Zandvoort si nuota dalle 12 alle 15, l'iscrizione è gratuita, non ci sono docce né spogliatoi, e prima del tuffo c'è un riscaldamento con la musica. Chi esce dall'acqua riceve piselli spezzati caldi e un certificato.
Il cibo caldo dopo il bagno è la costante di tutte queste manifestazioni: nei Paesi Bassi la zuppa di piselli spezzati e la cioccolata calda, a Venezia le lenticchie e il cotechino serviti al rinfresco.
Dove si fa in Italia
Il tuffo del 1° gennaio ha una geografia italiana riconoscibile, dall'Adriatico al Tirreno allo Ionio.
- Rimini. Il Bagno di Capodanno si tiene su due fronti: a Torre Pedrera, al bagno 65, e a Marina Centro, sulla spiaggia libera di Piazzale Boscovich.
- Cattolica. Ritrovo e preparazione dalle dieci del mattino sulla spiaggia libera davanti a Piazza Primo Maggio.
- Venezia. Al tuffo si affiancano l'animazione per i bambini a metà mattina e il rinfresco con lenticchie e cotechino.
- Brindisi. La manifestazione parte alle 10.30, con la benedizione delle acque alle 11 e le iscrizioni aperte fino a un'ora prima. Il tuffo è legato a una raccolta fondi: l'edizione più recente ha destinato il ricavato al progetto «Psiconcologia in corsia».
- Ostia. Il bagno si tiene alle 11 allo stabilimento Belsito, in Piazzale Sirio, dal 2013, con circa trecento partecipanti.
- Bari. Il bagno benaugurale è collegato alla Marcialonga Nicolaiana, e il programma tiene insieme messa, benedizione e tuffo in mare.
Due elementi tornano in quasi tutte le tappe italiane: la benedizione delle acque prima dell'ingresso in mare, e la destinazione benefica delle iscrizioni.
E nel resto del mondo
- Spagna. A Barcellona il First Swim of the Year si tiene sulla spiaggia di Sant Sebastià, organizzato dal Club Natació Atlètic-Barceloneta.
- Francia. Il bagno di Capodanno si ripete ogni 1° gennaio in località come Argelès-sur-Mer, Antibes e Deauville.
- Canada. Oltre all'English Bay di Vancouver — gratuito, ma con un modulo di rinuncia di responsabilità da firmare — il Polar Bear Swim si è esteso a Deep Cove, White Rock, Port Moody, Delta e Squamish.
- Stati Uniti. A Coney Island il bagno del 1° gennaio è conosciuto come Polar Plunge. A Lake George si entra a Shepard Park Beach in ondate da quattrocento persone alla volta, con iscrizione a dieci dollari e prima partenza nel primo pomeriggio.
Che cosa hanno in comune
Tre tratti si ripetono ovunque, dal Canada alla Puglia: un'ora fissa e un ingresso collettivo, che trasforma il bagno in una partenza sola invece che in una sequenza di tuffi individuali; una ricompensa calda subito dopo, cibo o bevanda; e un'iscrizione simbolica — gratuita, quattro euro, dieci dollari — che serve a contare i partecipanti e, sempre più spesso, a raccogliere fondi. Prima del tuffo c'è il resto della festa: il Capodanno della notte prima sta fra i botti, i concerti in piazza e le carte del mercante in fiera.
Domande frequenti
Da quando esiste il tuffo di Capodanno?
Il più antico ancora in attività è il Polar Bear Swim di Vancouver, del 1920. In Italia il tuffo nel Tevere è del 1946, nei Paesi Bassi il Nieuwjaarsduik comincia nel 1965.
Chi ha inventato il tuffo nel Tevere?
L'italo-belga Rick De Sonay, che nel 1946 si tuffò da Ponte Cavour per festeggiare il proprio compleanno.
Dove si fa il bagno di Capodanno in Italia?
Fra i luoghi più noti Rimini, Cattolica, Venezia, Brindisi, Ostia e Bari. Quasi ovunque l'ingresso in acqua è preceduto dalla benedizione delle acque e accompagnato da una raccolta fondi.
Quante persone partecipano al tuffo olandese?
Circa diecimila a Scheveningen, dove si entra in acqua a mezzogiorno in punto. Il New Year's Dive si tiene in oltre sessanta località dei Paesi Bassi.