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Perché a Capodanno si sparano i botti: la credenza degli spiriti e i divieti dei comuni

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Capodanno si sparano i botti per una credenza antichissima, che risale al paganesimo: il chiasso e i boati avrebbero spaventato gli spiriti maligni, bloccandoli nell'anno vecchio e impedendo loro di seguire le persone in quello nuovo. Il rumore doveva scacciare via il vecchio e le negatività.

Oggi, nella maggior parte delle città italiane, quel rumore è vietato per ordinanza.

La credenza degli spiriti

Nella tradizione popolare un rumore il più secco possibile mette in fuga demoni, vampiri ed entità malvagie provenienti dall'aldilà, e la regola valeva in tutte le culture. I forti rumori allontanavano gli spiriti maligni per relegarli nell'anno che finiva, e la questione riguardava direttamente la fortuna dei dodici mesi seguenti.

Napoli è la città più legata a questa usanza: là la credenza vuole che i botti e la luce in piena notte scaccino gli spiriti e portino buon auspicio all'anno che si affaccia.

I cocci a mezzanotte

Allo stesso bisogno di far rumore risponde il lancio dei cocci, diffuso in diverse parti d'Italia e presente in grandi città come Napoli e Roma. Disfarsi di piatti, bicchieri e stoviglie vecchie allontana i problemi dell'anno trascorso perché non passino in quello nuovo; il fragore della rottura, del resto, somiglia a quello dei botti.

Che cosa vietano i sindaci

Lo strumento è l'ordinanza del sindaco, che può limitare o vietare i fuochi d'artificio su tutto il territorio comunale o in aree specifiche. Le ordinanze si somigliano molto fra loro, e conviene sapere che cosa contengono:

Una raccomandazione ricorrente: i botti inesplosi non si raccolgono e non si riaccendono. Al di là dei divieti, il rumore è solo uno dei gesti di quella notte: i riti di Capodanno contano anche il rosso addosso e i cibi portafortuna a tavola.

Perché vietano

Le motivazioni scritte nelle ordinanze sono quattro e tornano ovunque: sicurezza urbana, tutela della salute pubblica, riposo dei residenti e benessere animale — lo stress che i botti provocano agli animali domestici e selvatici.

Per questo i divieti colpiscono soprattutto certi luoghi: i centri storici, gli ospedali e le case di cura, i canili, le zone boschive. Ad Ascoli Piceno, per esempio, il divieto è limitato alla zona A del centro storico; a Napoli riguarda aree come Chiaia, il Centro Storico, i Quartieri Spagnoli e il Vomero.

Dove il divieto vale tutto l'anno

In alcuni comuni non è una misura di stagione ma una regola permanente. A Pino Torinese l'articolo 68 del Regolamento comunale di polizia urbana vieta l'uso dei botti durante tutto l'arco dell'anno, con la motivazione della sicurezza, del benessere animale e della tranquillità dei residenti. Lo stesso vale a Parma.

Domande frequenti

Perché a Capodanno si sparano i botti?

Per una credenza di origine pagana: i rumori forti spaventavano gli spiriti maligni e li lasciavano nell'anno vecchio, così da cominciare quello nuovo senza di loro.

I botti sono vietati a Capodanno?

Nella maggior parte dei comuni sì, per ordinanza del sindaco: di solito dalla notte del 31 dicembre fino all'Epifania, con sanzioni da 25 a 500 euro e sequestro del materiale. Restano permessi gli articoli non esplodenti come fontane e bengala.

Perché a Napoli si lanciano i cocci a mezzanotte?

Per allontanare i problemi dell'anno vecchio: il rumore della rottura richiama quello dei botti e serve allo stesso scopo.

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