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Capodanno · Giochi

Giochi di Capodanno 2027 - tombola, mercante in fiera e carte

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Fra le tradizioni della serata, tipiche di diverse regioni o località, c'è anche giocare a tombola durante il veglione. La tombola nacque a Napoli intorno al 1734, quando il gioco del Lotto venne proibito durante il Natale e la gente cominciò a giocarne una versione più casalinga; il mercante in fiera, che si gioca con due mazzi da 40 carte, risale al Cinquecento, e il classico mazzo napoletano serve per la briscola, il sette e mezzo, il tresette, la scopa e lo scopone.

La tombola, nata da un divieto di Natale

La tombola fu inventata a Napoli nel Settecento, e nacque intorno al 1734 da una diatriba tra Re Carlo di Borbone e il Padre Gregorio Maria Rocco. Il Re voleva regolamentare il Lotto per arricchire lo Stato; il Padre Gregorio si opponeva, perché riteneva che distogliesse i fedeli dalla preghiera. La conclusione fu che durante Natale il gioco venne proibito, e la gente iniziò allora a giocare a una versione più casalinga del Lotto.

In un cesto di vimini venivano riposti i novanta numeri da estrarre, e vennero create schede dalla forma cilindrica che richiamavano il tombolo — l'accessorio che si utilizza per ricamare — con sopra disegnati in maniera casuale i numeri da 1 a 90.

Le cartelle, i fagioli e i cinque premi

Nella sostanza è lo stesso gioco conosciuto internazionalmente col nome di Bingo. Le cartelle sono formate da tre righe, sulle quali sono scritti cinque numeri compresi fra uno e novanta, e nella versione tradizionale i numeri vengono segnati con ceci, pasta, fagioli e i materiali che avanzano dal cenone. Anche in origine si usava di tutto: i legumi, le bucce dei mandarini e delle arance, i cocci rotti, ritagli di cartone.

Chi conduce il gioco ha il compito di estrarre casualmente i numeri e di annunciarli agli altri giocatori, e l'annuncio è spesso accompagnato dalla citazione del significato che la smorfia napoletana associa al numero.

I premi sono ambo, vinto dal primo giocatore che mette due numeri sulla stessa fila, poi terno con tre numeri in fila, quaterna con quattro, cinquina quando si copre tutta una fila, e infine tombola, quando si arriva per primi a coprire tutti i numeri.

La smorfia e i numeri che si chiamano per nome

La particolarità della tombola consiste nell'assegnare un significato a ogni numero. Il 17 viene generalmente associato alla disgrazia, il 16 al colpo di fortuna, e ad altri numeri corrisponde una frase tradizionale: 25 Natale, 52 'A mamma, la mamma, 90 'A paura, la paura.

Nella tombola dei Femminielli, giocata nei bassi, il femmenèlla tira i numeri a sorte urlandoli, e spesso il numero può anche non essere nominato palesemente: al suo posto viene pronunciato il suo significato, sempre basandosi sulla smorfia napoletana.

Il banditore del mercante in fiera

Il mercante in fiera è un gioco di carte dalle origini molto antiche: risale infatti al 1500. Si racconta che Geronimo Bambarara, uno straccivendolo veneziano che abitava nella zona di Rialto, si inventò un gioco che consisteva nel vendere biglietti per pochi soldi; le carte speciali iniziarono a diffondersi nella seconda metà dell'Ottocento.

Si gioca con due mazzi identici da quaranta carte, differenti però per colore, e lo scopo è guadagnare più degli altri giocatori attraverso lo scambio delle carte. Il gioco viene diretto dal banditore, e le sorti dipendono proprio dalle sue abilità: prende il primo mazzo e distribuisce le carte ai giocatori, mettendo in vendita le restanti; poi prende il secondo mazzo e associa alcune di quelle carte a dei montepremi.

Il mazzo da 40 carte, dalla scopa al sette e mezzo

Il classico mazzo può essere utilizzato per giocare a briscola, sette e mezzo, tresette, scopa e scopone. La scopa è uno dei giochi tipici della tradizione napoletana e si è ormai ampiamente diffusa in tutto il territorio italiano: si utilizza il classico mazzo da 40 carte e si può giocare da soli, in due o in tre, oltre che in squadra.

Lo scopone è una variante della più classica scopa, e ha tre versioni: scientifico, a dieci carte e alla cieca. Nel sette e mezzo lo scopo della partita è molto semplice e la denominazione stessa del gioco lo lascia intuire, perché consiste nel realizzare il punteggio più alto senza superare il sette e mezzo. Il tresette, invece, non è di origine napoletana: si presume sia sorto in Spagna. Le carte occupano una parte della serata: intorno ci sono le altre ore di Capodanno, la cena prima e i botti a mezzanotte.

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