Mercante in fiera: da dove viene il gioco di carte delle feste
Il Mercante in fiera viene da Venezia e nasce come lotteria: la tradizione lo fa risalire al Cinquecento, e ne attribuisce l'invenzione allo straccivendolo Geronimo Bambarara — un'altra versione la data al 1522 e la assegna a un mercante veneziano. Come gioco di carte è invece settecentesco.
La prima citazione scritta porta la firma di Gasparo Gozzi, nel 1755. Oggi quel tavolo è una tappa fra le altre: la serata del 31 dicembre comincia col cenone e passa dai botti di mezzanotte.
L'origine veneziana
Il primo nucleo non è un gioco di carte ma una forma di lotteria: si vendevano biglietti per pochi soldi e si concorreva a un premio estratto alla fine. È l'idea che si fa risalire a Venezia verso la metà del Cinquecento, e che le due tradizioni attribuiscono a un rigattiere o a un mercante della città.
Per il gioco di carte come lo conosciamo bisogna aspettare il Settecento, ed è in quel secolo che compaiono le prime fonti scritte.
Chi lo cita per primo
- Gasparo Gozzi, 1755: la prima menzione. Lo stesso Gozzi ci torna in un articolo della Gazzetta Veneta del 1761.
- Carlo Goldoni lo inserisce nella commedia Una delle ultime sere di Carnovale: in laguna era praticato al punto da finire in scena.
- Wolfgang Amadeus Mozart, in una lettera del 1772 spedita da Milano alla famiglia: «Qui a Milano ho imparato un nuovo gioco che si chiama Mercante in fiera. Appena torno a casa ci giochiamo».
Il gioco si diffuse così rapidamente che il governo dell'epoca decise di tassarlo.
Come si gioca
Servono due mazzi uguali, differenziati solo dal disegno del dorso. In origine erano due comuni mazzi da quaranta carte; oggi si usano mazzi speciali illustrati.
1. Il mazziere pone davanti a sé tre o cinque carte coperte: sono i premi. 2. I giocatori pagano le poste. 3. Il secondo mazzo viene distribuito fra i giocatori, e una parte delle carte va all'asta. 4. Alla fine si scoprono le carte del mazziere: vince chi possiede quelle corrispondenti.
Le carte, dai due mazzi comuni alle figure
I mazzi illustrati che rendono riconoscibile il gioco diventano comuni solo nella seconda metà dell'Ottocento. Fra le immagini storiche compaiono figure che oggi suonano curiose — il lattante, la gondola, il cavallo, l'arabo, le primule — mentre i mazzi tematici recenti spaziano fra sport, animali e mestieri.
Il ritorno in televisione
Il Mercante in fiera ha avuto tre vite televisive:
- 1996, TMC. Dieci puntate fra il 2 ottobre e il 4 dicembre, dal Centro Titanus Elios di Roma, con una scenografia che ricordava un mercato orientale. I concorrenti giocavano con carte vere ed elettroniche: ogni prova superata faceva conquistare una carta, e vinceva chi ne aveva di più.
- 2006, Italia 1. La prima edizione andò dal 30 gennaio al 24 novembre, con Ainett Stephens nel ruolo della gatta nera.
- 2023, Rai 2, con Lavinia Abate come gatta nera.
La conduzione è stata affidata a Pino Insegno.
Le varianti
Nei Castelli Romani esiste una versione locale da quaranta carte, dedicata a luoghi, oggetti, eventi e personaggi del territorio: la firmano Diego Battistelli e Filippo Benedetti, e i due mazzi si distinguono per il retro — uva bianca e uva rossa — con un numero di giocatori non prefissato.
C'è poi una versione didattica da cinquantasei carte, stampate in due copie, con un tabellone per abbinare il nome alla parola scritta: serve a far giocare i bambini.
Domande frequenti
Quando è nato il Mercante in fiera?
Come lotteria a Venezia nel Cinquecento; come gioco di carte è documentato dal Settecento, con la prima citazione di Gasparo Gozzi nel 1755.
Con quante carte si gioca a Mercante in fiera?
Con due mazzi uguali, distinti solo dal dorso. In origine due comuni mazzi da quaranta carte, oggi mazzi speciali illustrati.
Perché si gioca a Natale?
È uno degli intrattenimenti più antichi delle festività in famiglia, e in Italia si gioca soprattutto sotto Natale, in compagnia di amici e parenti.