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Capodanno · Storia e origini

Perché il mese si chiama gennaio: Giano, il dio con due facce

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il mese si chiama gennaio dal nome di Giano, in latino Ianus: il dio romano delle porte, degli inizi e dei passaggi. In latino il mese era mensis ianuarius, e la tradizione attribuisce la scelta del nome a Numa Pompilio, secondo re di Roma, intorno al 713 a.C.

Lo stesso nome sta dentro una parola d'uso comune: ianua, la porta. Da quella porta passa la festa che apre l'anno: cenone, botti, tombola.

Chi era Giano

Giano è una delle più antiche divinità romane: secondo la leggenda fu il mitico sovrano dell'età dell'oro nel Lazio, portatore della civiltà e delle leggi. Il nome lo dice: era il protettore degli inizi e dei passaggi, nelle attività umane come in quelle naturali.

Presiedeva a tutto ciò che è soglia — porte, portali, cancelli, il passaggio dalla guerra alla pace — ed era associato al sorgere e al tramontare del sole. Non era una divinità minore: nelle preghiere veniva invocato per primo, ed era legato anche all'ordine dello Stato e alla vita civile.

Le due facce

Giano era raffigurato come un busto con due volti barbuti rivolti in direzioni opposte, da cui il nome di bifronte, «dalle due fronti». Le due facce guardano il passato e il futuro: la fine dell'anno trascorso e l'inizio di quello che comincia. Un'altra lettura le associa all'alba e al tramonto.

È l'immagine che spiega perché a lui, e non a un altro, è stato intitolato il mese della soglia dell'anno.

Da ianua a gennaio

L'etimologia è lineare: il nome Ianus è collegato al latino ianua, «porta»; da Ianus viene Ianuarius, il nome latino del mese, e da lì l'italiano gennaio. La stessa radice ha dato l'inglese January, attestato in medio inglese prima dell'anno 1000.

Nel calendario gregoriano gennaio è il primo mese dell'anno e dura trentuno giorni.

Il mese di Numa Pompilio

Il calendario più antico, quello attribuito a Romolo, lasciava scoperto l'inverno: un vuoto di circa 61 giorni senza mese. Fu la riforma attribuita a Numa Pompilio — re fra il 715 e il 673 a.C. — a colmarlo aggiungendo due mesi: gennaio in testa all'anno e febbraio in coda.

Due autori antichi raccontano la stessa scelta. Ovidio dice che Numa onorò Giano creando un mese con il suo nome e collocandolo all'inizio dell'anno. Plutarco attribuisce a Numa il trasferimento di gennaio davanti a marzo, e ne dà la ragione: la priorità doveva andare agli affari civili e politici, non alla guerra — perché marzo era il mese di Marte.

Quando gennaio è diventato davvero il primo mese

Qui la tradizione antica e la datazione moderna dicono cose diverse, e conviene tenerle distinte.

La tradizione — Ovidio, Plutarco — fa risalire il primato di gennaio a Numa. Il sorpasso su marzo si colloca non oltre il 153 a.C.: è l'anno in cui i consoli romani cominciarono a entrare in carica alle Calende di gennaio, e con loro si spostò l'anno civile.

Il nome, insomma, viene prima del posto in calendario: gennaio è dedicato a Giano da secoli, ma diventa il mese d'apertura solo quando lo diventa per ragioni di governo.

Domande frequenti

Perché il mese si chiama gennaio?

Perché è dedicato a Giano, il dio romano delle porte e degli inizi. In latino Ianuarius, da Ianus; da lì l'italiano gennaio e l'inglese January.

Chi ha aggiunto gennaio al calendario romano?

La tradizione lo attribuisce a Numa Pompilio, secondo re di Roma, che aggiunse gennaio e febbraio per colmare il vuoto invernale di circa 61 giorni lasciato dal calendario di Romolo.

Perché Giano ha due facce?

Perché guarda insieme al passato e al futuro: la fine dell'anno che si chiude e l'inizio di quello che comincia. Un'altra lettura associa le due facce all'alba e al tramonto.

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