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Capodanno · Storia e origini

La strenna di fine anno: calendari, mance e auguri dei mestieri

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Per due secoli, in America, i ragazzi che consegnavano i giornali portavano ai clienti una poesia di Capodanno. Alla fine dei versi c'era sempre la stessa richiesta: una mancia. In Italia facevano lo stesso i garzoni dei barbieri, con un calendarietto.

È la strenna vista dal lato di chi lavora.

Che cos'è la strenna

Il vocabolario la definisce come dono propiziatorio o scaramantico per l'inizio dell'anno o di un mese, e ne registra anche il senso di mance, doni e quello di «annuncio, avviso augurale».

Il termine viene dal latino strena, «dono di buona sorte», probabilmente di origine sabina: la tradizione la lega ai Saturnali — dal 17 al 23 dicembre, prima del Natalis Solis Invicti — e alle Calende di gennaio. Varrone riconduceva l'usanza alle origini di Roma, con Tito Tazio che colse un ramo dell'arbor felix nel bosco sacro alla dea Strenia; dai rami di alloro e ulivo si passò a fichi e mele, come augurio di un anno dolce, e poi alle monete.

Il legame con la mancia

Il passaggio dal dono augurale alla ricompensa per un servizio è quello che riguarda i mestieri.

La mancia è la somma aggiuntiva data come ricompensa per un servizio prestato — oggi soprattutto nella ristorazione e nel facchinaggio — e una delle teorie sulla sua origine la fa risalire proprio alla strenna romana.

Nel calendario delle feste britanniche esisteva anche una data dedicata: il Boxing Day, il 26 dicembre, quando gli apprendisti di vari mestieri andavano di casa in casa a raccogliere donazioni.

Le carrier's addresses

Negli Stati Uniti questa consuetudine prese una forma stampata e riconoscibile: le carrier's addresses, pubblicate dai giornali il 1º gennaio e distribuite ai clienti.

La tradizione era nata in Inghilterra ed era stata portata nelle colonie americane in età coloniale. Durò circa due secoli, dal 1720 fino al declino dopo il 1900.

Il meccanismo era chiaro a tutti:

Chi riceveva sapeva perfettamente che cosa ci si aspettava alla fine della lettura.

Perché contava tanto

Il motivo per cui quei versi erano attesi con impazienza sta nelle condizioni di lavoro.

I carrier erano spesso apprendisti tipografi, i cosiddetti printer's devils, e nel Settecento questi apprendisti ricevevano generalmente solo vitto e alloggio. La mancia annuale era una delle poche entrate in denaro.

L'idea funzionò e fu imitata. Provarono a trasformare i versi in denaro di fine anno anche guardiani notturni, carrettieri, spazzini, lustrascarpe, lampionai e apprendisti fornai: messaggi comparsi sporadicamente nelle città per tutto l'Ottocento.

Il precedente più antico è del 1666, quando un campanaro londinese presentò alle persone del suo distretto un broadside stampato di versi.

In Italia: dai versi ai calendarietti

A Carpi, a fine Ottocento, i garzoni dei barbieri offrivano auguri per ottenere una mancia, con uno stampato che conteneva una poesia.

Nel Novecento la poesia lasciò il posto a un oggetto: i calendarietti profumati, con immagini a colori, distribuiti nelle sale da barba di città e di paese. Restarono una consuetudine diffusa fino alla seconda metà del secolo scorso.

Il calendarietto veniva da lontano. Gli almanacchi e i lunari popolari risalgono agli inizi dell'Ottocento e li diffondevano i venditori ambulanti nelle fiere paesane: contenevano giorni e mesi, ricorrenze, fiere e feste religiose, insieme a nozioni di agricoltura, giardinaggio e vita pratica. Il calendarietto tascabile colorato ed elegante arriva alla fine del XIX secolo, reso attraente dalla cromolitografia.

La strenna come libro

Nella stampa ottocentesca la parola indicava anche un'altra cosa: un volume poetico venduto a Capodanno.

Quell'uso editoriale è diminuito ma non scomparso: restano le espressioni strenne editoriali e libro strenna, per i volumi messi in commercio nella prima settimana di dicembre con lo scopo del dono natalizio. Un esempio storico è la Strenna dei Romanisti, che nel 1980 era al quarantunesimo volume e usciva ogni anno il 21 aprile.

Domande frequenti

Che cos'è la strenna di fine anno?

Un dono propiziatorio per l'inizio dell'anno, di origine romana. La parola indica anche la mancia e, in editoria, il volume venduto come regalo natalizio.

Che cosa erano le carrier's addresses?

Gli auguri in versi che i ragazzi dei giornali americani consegnavano ai clienti il 1º gennaio, dal 1720 al primo Novecento: ripercorrevano l'anno passato e chiedevano una mancia.

Perché i barbieri regalavano i calendarietti?

Perché avevano sostituito i vecchi auguri in versi dei garzoni: dal Novecento il calendarietto profumato divenne il regalo di fine anno delle sale da barba.

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