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Le tradizioni di Capodanno in Campania: riti, piatti e usanze del posto
A Napoli il cenone del 31 dicembre è di pesce: spaghetti con le vongole, capitone e baccalà fritto. Allo scoccare della mezzanotte si mangiano le lenticchie e dodici chicchi d'uva, e dai balconi partono i botti, che vanno avanti per mezz'ora e più.
Il pranzo del primo dell'anno passa alla carne.
I botti e i cocci
A mezzanotte Napoli si illumina: da balconi, finestre e terrazze si sparano i fuochi d'artificio più colorati e rumorosi possibile, e fra i condomini nasce una competizione. Il rumore ha una ragione antica: serve a scacciare le energie negative e a segnare il passaggio fra l'anno che finisce e quello che comincia.
Allo stesso scopo servono i cocci: si buttano dalla finestra gli oggetti vecchi e si frantumano i piatti sbeccati, come volontà di cambiamento. C'è anche chi getta l'acqua dal balcone, per liberarsi dai mali dell'anima.
I riti della mezzanotte
Le lenticchie si mangiano allo scoccare della mezzanotte, e sulla tavola non deve mancare una zuppiera piena: portano soldi e benessere. La tradizione risale all'antica Roma e all'usanza della scarsella, la borsa di cuoio piena di lenticchie che si regalava con l'augurio che diventassero monete — e in alcune famiglie, ancora, alla vigilia si regalano portamonete pieni di lenticchie. Accanto arriva il cotechino, o lo zampone, augurio di abbondanza e forza.
Poi ci sono gli altri gesti, uno per ogni cosa che si spera.
- dodici chicchi d'uva a mezzanotte, uno per mese: è un'usanza che viene dalla dominazione spagnola, e l'uva vale come protezione;
- il rosso, anche nell'intimo, che il giorno dopo va buttato via;
- una candela accesa sul davanzale, dal cenone fino alla mattina;
- un dito intinto nello spumante e passato dietro l'orecchio, augurio di buona sorte;
- lo spumante fatto scoppiare forte, per scacciare gli spiriti dell'anno vecchio;
- il bacio sotto il vischio, augurio d'amore per l'anno;
- frutta secca e noci, amuleto di fertilità, e i datteri per un anno dolce: qualcuno conserva tre noccioli nel portafogli.
Il primo dell'anno conviene uscire con i soldi in tasca, e incontrare un vecchio o un gobbo dopo la mezzanotte porta bene. Regalare il sale serve a mandare via la negatività.
Il 31 dicembre a Napoli
A pranzo ci si tiene leggeri, in vista del cenone: si mangia la pizza fritta, o la pizza con le scarole. Fra le insegne che la preparano ci sono La Masardona, Zia Esterina Sorbillo, Isabella de Charm alla Sanità e l'Antica Pizzeria da Prigiobbo.
Nel pomeriggio ci si trova ai baretti di San Pasquale a Chiaia per scambiarsi gli auguri e brindare; nei vicoli, il 24 e il 31 dicembre, i ragazzi animano le stradine fino a poco prima del cenone.
Il cenone
Il cenone si fa in famiglia, e privilegia il pesce fresco.
- spaghetti con le vongole, o vermicelli, e spaghetti con i frutti di mare o con l'astice;
- il capitone, l'anguilla femmina di grandi dimensioni, imbottito o fritto: è il piatto portafortuna della serata;
- baccalà fritto, stoccafisso in bianco con le olive, orata al forno con le patate;
- aragosta, capitone marinato e frittura di paranza;
- per contorno, l'insalata di rinforzo — chiamata anche burdiglione — e i broccoli al limone.
A fine pasto si preferisce la frutta secca a quella fresca. Il 1° gennaio si mangiano cotechino e lenticchie, e c'è chi finisce gli avanzi di capitone e insalata di rinforzo. Il Capodanno fuori Napoli ha altri obblighi: il pesce non è dappertutto la regola, e i dolci cambiano nome da una regione all'altra.
Nel 2024 le lenticchie e lo spumante erano sull'83% delle tavole napoletane, lo zampone sul 74% e l'uva sul 52%.
I dolci
Chiudono la serata gli struffoli, di origine attribuita all'antica Grecia, i roccocò — duri, si mangiano solo intinti nel vino liquoroso — e i mustaccioli. Nel 2024, fra i dolci del Capodanno napoletano, comparivano anche la cassata e il panettone, e sulle tavole compare perfino la pastiera fuori stagione.
Il cenone delle sette pietanze povere
In una casa napoletana di una volta poteva restare un piatto vuoto in tavola, per i defunti o per i viaggiatori. E c'era il cenone delle sette pietanze povere: sette piatti senza carne né pesce.
Erano pane raffermo con olio e aglio, cicoria o scarola, zuppa di legumi, broccoli o cavolfiore lessati, olive, frutta secca e un dolce semplice di pane e miele. È una consuetudine quasi scomparsa.
Domande frequenti
Cosa si mangia a Capodanno a Napoli
Il cenone è di pesce: spaghetti con le vongole, capitone, baccalà fritto e frittura di paranza, con l'insalata di rinforzo. A mezzanotte lenticchie e cotechino.
Perché a Capodanno si mangiano dodici chicchi d'uva
I dodici chicchi d'uva, uno per mese, vengono da un'usanza di origine spagnola. L'uva è considerata un frutto di protezione.
Perché a Capodanno si mangiano le lenticchie
Le lenticchie vengono dall'usanza romana della scarsella, la borsa di cuoio piena di lenticchie che si regalava con l'augurio che si trasformassero in monete.
Che cos'è l'insalata di rinforzo
L'insalata di rinforzo, detta anche burdiglione, è il contorno delle feste napoletane, presente sia alla Vigilia di Natale sia al cenone di Capodanno.