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Le tradizioni di Capodanno in Toscana: riti, piatti e usanze del posto
In Toscana il Capodanno si festeggia due volte: il 1° gennaio e il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, che fino alla metà del Settecento era l'inizio ufficiale dell'anno. A Firenze, Pisa e Siena la data antica si celebra ancora, con cortei e rievocazioni.
L'editto che spostò l'inizio dell'anno è del 20 novembre 1749.
Il Capodanno del 25 marzo
Il capodanno toscano medievale cadeva il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, e ricordava l'annuncio dell'Incarnazione alla Vergine Maria.
Il calendario pisano fissava lì l'inizio dell'anno e restò in vigore fino al 20 novembre 1749, quando Francesco I di Lorena lo abolì con un editto: da allora, in tutta la Toscana, l'anno comincia il 1° gennaio, e dal 1° gennaio 1750 la regione si uniformò allo stile moderno e al calendario gregoriano.
Lo stile antico era sopravvissuto al calendario gregoriano del 1582 per centosessantotto anni. A Firenze, Pisa e Siena la data si continua a celebrare con eventi, conferenze e rievocazioni storiche; il Capodanno dell'Annunciazione è stato istituito dall'Assemblea toscana nel marzo 2015.
Firenze: il corteo
Il Capodanno fiorentino è una festa ufficiale del Comune di Firenze, ricordata con un corteo storico che parte dal Palagio di Parte Guelfa, attraversa il centro e arriva alla Basilica della Santissima Annunziata, dove è venerata un'immagine miracolosa della Madonna.
Il corteo ricalca il pellegrinaggio verso quell'immagine sacra: il capodanno fiorentino, come quello pisano, è legato al culto mariano.
Pisa: il raggio di sole
A Pisa il nuovo anno viene proclamato solennemente ogni 25 marzo, con una processione per la città. Ma la data la segna il sole.
A mezzogiorno un raggio entra in Cattedrale dalla Sammarchina, il più piccolo dei quattro occhi del duomo, e va a colpire una mensolina a forma di uovo, sul pilastro accanto al pulpito di Giovanni Pisano, riassemblato nel 1926.
La liturgia del Capodanno pisano risale al X secolo; le celebrazioni moderne sono state riprese negli anni Ottanta del Novecento, e nei giorni prima e dopo si organizzano molti eventi collaterali.
Siena: il cero votivo
A Siena il rito del 25 marzo comincia con l'offerta di un cero votivo alla Madonna, alla presenza delle diciassette contrade e dei rappresentanti del comune.
La cerimonia si tiene nella Chiesa della Santissima Annunziata, che fa parte del complesso del Santa Maria della Scala.
La notte del 31
A Firenze il 31 dicembre è il Capodanno Diffuso: gli eventi invadono tutto il centro storico e ogni piazza ha la sua identità musicale. In Piazza del Duomo i cori Gospel davanti alla Cattedrale sono l'appuntamento più apprezzato dai visitatori stranieri.
Sul Monte Amiata, ad Abbadia San Salvatore, la notte di San Silvestro è quella delle Fiaccole: enormi cataste di legna che bruciano e illuminano il paese.
Molti guardano il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica e poi vanno in chiesa per una breve cerimonia di ringraziamento. A mezzanotte si sparano fuochi d'artificio e petardi, e in alcune aree perfino colpi di pistola dalla finestra. Poi si gioca a tombola e a mercante in fiera.
Il cenone
Il cenone toscano di fine anno può essere basato interamente sul pesce, oppure seguire la linea di terra.
- i crostini di fegatini, classico della tavola festiva, che ogni famiglia fa a modo suo, con la finocchiona;
- i tortellini o i cappelletti nel brodo di cappone, e le crespelle alla fiorentina;
- un misto di carni arrosto, insaporite con rosmarino, salvia e aglio;
- l'arista di maiale e il peposo all'imprunetina;
- lo sformato di cardone, e sul Monte Amiata le lumache;
- zampone o cotechino con le lenticchie, il piatto portafortuna: a Firenze si dice che ogni lenticchia mangiata corrisponda a una moneta guadagnata nell'anno nuovo.
Si chiude con cantucci e Vin Santo, e con la frutta secca, i datteri e le arance; in tavola arrivano anche panettone e pandoro. Il cacciucco, a Livorno, è invece piatto della Vigilia di Natale, non di Capodanno.
I riti
- l'intimo rosso, che dev'essere nuovo e regalato;
- i chicchi d'uva mangiati allo scoccare della mezzanotte, segno di abbondanza;
- il primo volto visto il 1° gennaio: se è di sesso opposto, l'anno sarà fortunato;
- gli oggetti gettati dalla finestra, usanza di un tempo, vietata per ragioni di sicurezza.
Resta l'idea di fondo: cominciare l'anno bruciando i problemi di quello passato.
Domande frequenti
Perché in Toscana il Capodanno si festeggia il 25 marzo
Perché fino alla metà del Settecento l'anno toscano cominciava il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione. Firenze, Pisa e Siena continuano a celebrarlo con cortei e rievocazioni.
Quando la Toscana ha adottato il 1° gennaio
Con l'editto di Francesco I di Lorena del 20 novembre 1749: dal 1° gennaio 1750 in tutta la Toscana l'anno comincia il primo di gennaio. Oggi il giorno è lo stesso dappertutto, ma la festa che l'Italia condivide ha riti diversi da una regione all'altra.
Che cos'è il raggio di sole del duomo di Pisa
Il 25 marzo un raggio entra dalla Sammarchina, il più piccolo dei quattro occhi della Cattedrale di Pisa, e colpisce una mensolina a forma di uovo accanto al pulpito di Giovanni Pisano.
Cosa si mangia a Capodanno in Toscana
Crostini di fegatini e finocchiona, tortellini in brodo di cappone, arista o peposo e zampone con le lenticchie. Si chiude con cantucci e Vin Santo.