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Perché a Ivrea tutti portano il berretto rosso: non è folklore, è un salvacondotto
A Ivrea il berretto frigio rosso non è un costume: è il segno che distingue chi guarda da chi combatte. Dal pomeriggio del Giovedì Grasso al Martedì Grasso lo indossano cittadini e visitatori, e chi ne è privo entra automaticamente nel novero dei bersagli degli aranceri.
L'obbligo arriva da un'ordinanza, e ha una cerimonia sua.
La Calzata del Berretto Frigio
L'obbligo nasce da un'ordinanza del Generale e viene sancito da un rito pubblico: la Calzata del Berretto Frigio, che si tiene in Piazza di Città a partire dal Giovedì Grasso.
Da quel momento e fino alla chiusura del Carnevale, il Martedì Grasso, cittadini e visitatori sono tenuti a portarlo.
A che cosa serve davvero
Il berretto identifica gli spettatori durante la Battaglia delle Arance. È «l'unico salvacondotto», indispensabile per non finire nel mirino.
La formula della guida rapida è quella tradizionale: il berretto «consente di non essere fatti oggetto del gentile e moderato getto d'arance».
Va detto che il berretto non esclude dal gioco: rende cittadini e visitatori partecipi del moderato lancio, invece che esclusi dalla festa. Le due letture convivono, e la differenza non è da poco: nella prima il berretto protegge, nella seconda ammette.
Chi lo indossa è non affiliato a nessuna delle due fazioni. Il berretto è il segno della neutralità.
Perché rosso, e perché frigio
La forma è quella di una calza rossa, e la storia è lunga. Il berretto frigio era un copricapo persiano, in uso dal VI al II secolo a.C., e diventò simbolo di libertà nella Rivoluzione francese: è l'icona resa famosa dalla Marianne e dai sanculotti parigini.
A Ivrea porta con sé lo stesso significato — libertà e fratellanza — e vi aggiunge l'adesione ideale alla rivolta: quella del popolo a piedi contro gli uomini del tiranno a cavallo, che la leggenda di Violetta colloca alla fine del XII secolo.
Il berretto rosso compare anche nel Pich e Pala, il marchio del Carnevale, ed è associato alla spilla con lo stesso simbolo.
Non è tutto uguale
Un PDF ufficiale segnala una differenza di lunghezza fra i portatori:
- Pifferi e Tamburi e Alfieri — una variante più corta;
- Mugnaia e popolo — una versione più lunga.
Il berretto «a norma» è definito tale solo se rosso e di forma corretta.
Dove si compra, e quanto costa
Il berretto ufficiale è realizzato in cotone e confezionato da una sarta di Ivrea. Si riconosce dall'etichetta con il logo della Fondazione e costa 10 euro.
Lo si trova in città su bancarelle e negozi, al banco ufficiale in Piazza Ottinetti e all'edicola di Piazza Santa Marta. Nel 2025 il merchandising ufficiale è stato venduto anche nel Villaggio Arancio in Corso Nigra.
Insieme al berretto, le guide raccomandano abiti adeguati e scarpe comode e antiscivolo.
Il berretto non basta
Portarlo non equivale a poter stare ovunque. Chi vuole osservare la battaglia senza essere colpito deve restare dietro le protezioni, e i visitatori sono benvenuti a patto di tenersi lontani dal centro del conflitto.
L'accesso alla città è regolamentato: i varchi principali per i turisti sono sul lato nord, fra cui Porta Vercelli, mentre il varco di via Corte d'Assise serve solo per l'uscita. Nel 2026 il biglietto dava accesso a sei porte — Torino, Miniere, Garibaldi, Circonvallazione, Vercelli e Molfini — al costo di 15 euro più prevendita, con gratuità per residenti, minori di 12 anni, persone con disabilità, Aranceri con toppa valida e personaggi delle Componenti.
Nel perimetro sono vietati passeggini, carrozzine, valigie, trolley e carrelli nelle zone della battaglia, salvo prenotazione in struttura ricettiva; vietati anche oggetti pericolosi, biciclette e bevande in vetro o lattina. L'accesso al centro è esclusivamente pedonale e i parcheggi stanno fuori dal centro storico.
Domande frequenti
È obbligatorio il berretto rosso a Ivrea?
Un'ordinanza del Generale lo impone a cittadini e visitatori dal Giovedì Grasso al Martedì Grasso. È indispensabile per non essere presi di mira dagli aranceri.
Quanto costa il berretto frigio ufficiale?
Dieci euro. È in cotone, confezionato da una sarta di Ivrea, e porta l'etichetta con il logo della Fondazione.
Chi indossa il berretto è al sicuro?
Il berretto segnala chi non partecipa al lancio. Chi non vuole essere colpito deve restare dietro le protezioni.