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Chi era davvero la Mugnaia di Ivrea: la leggenda e la storia
La Mugnaia del Carnevale di Ivrea è una figura nata nel 1858: una cittadina nominata ogni anno, che si affaccia al balcone del Municipio la sera del sabato. Si ispira alla leggenda di Violetta, figlia di un mugnaio, ed è la protagonista dell'intera manifestazione.
Un documento, però, sposta la data indietro di vent'anni.
La figura della festa
La Mugnaia si afferma nel 1858, ed è il personaggio più importante dello Storico Carnevale: la guida ufficiale la descrive come nata dalla commistione fra storia e leggenda.
Non è un ruolo interpretato da un'attrice fissa: è una cittadina nominata annualmente, scelta fra le persone sposate, la cui identità resta segreta fino al sabato di Carnevale, quando viene presentata al popolo dal balcone del municipio.
Da quel momento guida la festa: apre la Battaglia delle Arance e partecipa al corteo, con l'incontro con il vescovo e il giuramento del podestà. Per tre giorni, dice la tradizione, una mugnaia diventa regina della città.
La prima Mugnaia, e una data che non torna
Il primo libro dei processi verbali cita come prima Mugnaia Giuseppina Gamacchio Fumel, che coprì la carica per due anni consecutivi.
Esiste però un documento del 1837 che suggerisce la presenza di una Mugnaia reale almeno vent'anni prima del 1858: la data tradizionale, quindi, potrebbe non essere quella d'origine.
La leggenda a cui si ispira
Il racconto parla di Violetta, giovane figlia di un mugnaio della città — in alcune versioni di un ricco mugnaio — sposata con Toniotto, trascinata nel Castellazzo da un tiranno deciso a reclamare lo ius primae noctis.
Violetta gli tagliò la testa con un pugnale nascosto fra le vesti e la mostrò al popolo dal balcone del castello. Da lì cominciarono i tumulti contro gli sgherri del tiranno, che la Battaglia delle Arance rievoca ogni anno: i carri stanno per la guardia del signore, gli aranceri per i rivoltosi.
Chi era il tiranno
La leggenda si colloca fra l'alto Medioevo e il Duecento, e le identificazioni storiche proposte sono più d'una:
- Ranieri di Biandrate, figlio del conte Guido III, il cui dominio finì sul finire del XII secolo: contro di lui gli eporediesi insorsero davvero nel 1194, distruggendo il maniero soprannominato Castellazzo;
- Guglielmo VII del Monferrato, padrone di Ivrea fra il 1266 e il 1272;
- in altre versioni un signorotto di Vercelli che avrebbe governato Ivrea ai tempi di re Arduino.
L'indizio che sta nel nome
C'è un dettaglio che colloca il personaggio più vicino all'Ottocento che al Medioevo: il nome Violetta risulta diffuso solo dal XIX secolo. La figura nasce nel 1858 e porta un nome del suo tempo.
La tassa che sta sotto la leggenda
Dietro il racconto romantico si intravede una rivendicazione economica.
La tradizione lega la rivolta a una tassa sul macinato, e i documenti del periodo testimoniano lo sconforto del popolo per le gabelle sugli alimentari e sulle farine.
Il mestiere della protagonista non è casuale: nel Canavese e nell'Eporediese i mulini erano numerosissimi, e sulla Dora Baltea erano diffusi i mulini natanti, costruiti sull'acqua per macinare il grano.
La Mugnaia, in questa lettura, è il simbolo della ribellione popolare alle tasse.
Domande frequenti
Chi è la Mugnaia del Carnevale di Ivrea?
Una cittadina eporediese, sposata, nominata ogni anno: è la protagonista della manifestazione e si ispira alla leggenda di Violetta.
Quando si scopre chi è?
La sera del sabato di Carnevale, quando viene presentata dal balcone del municipio. Fino a quel momento l'identità resta segreta.
Da quando esiste la figura?
Dal 1858 secondo la tradizione. Un documento del 1837 lascia però ipotizzare che esistesse già una ventina d'anni prima.
Perché proprio una mugnaia?
Perché la rivolta della leggenda è legata alla tassa sul macinato, e nel Canavese i mulini — compresi quelli natanti sulla Dora Baltea — erano il cuore dell'economia locale.