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Carnevale di Ivrea · Storia e origini

Il primo documento scritto del Carnevale di Ivrea: il protocollo del 1808

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il primo documento scritto del Carnevale di Ivrea è del 1808: i Libri dei Processi Verbali, il cui primo volume porta sul frontespizio in pergamena la scritta «Livre commencé l'an 1808. Ivrée, Chef lieu du Département de la Doire». I verbali sono in francese.

Prima di quella data la festa si tramandava a voce.

Perché in francese

La lingua non è una scelta di stile: il francese era la lingua ufficiale del Dipartimento della Dora, e Ivrea ne era il capoluogo.

Il primo volume porta l'intestazione completa: «Ivrée Chef Lieu du Département de la Doire — Livre du Carnaval commencé l'an 1808».

Che cosa c'è dentro

I volumi raccolgono i verbali dal 1808 al 1908, e registrano gli atti formali della festa:

Nel 1808 le parrocchie che nominano gli Abbà sono cinque: San Maurizio, San Pietro e San Donato, Sant'Ulderico, San Salvatore e San Grato. Sono i parrocchiani dei rioni a nominarli per l'anno successivo, e le famiglie degli Abbà devono preparare il necessario «secondo l'uso del Carnevale già praticato in città».

Chi custodisce i libri

I volumi non stanno in un archivio pubblico: li custodisce il Gran Cancelliere, nella propria abitazione.

Il suo compito va oltre la conservazione. Vigila sulla stesura dei verbali, nel contenuto e nella forma, impartisce istruzioni al proprio Sostituto e risponde personalmente al Sindaco.

La prima pagina

L'estratto della prima pagina registra una nomina: «Generale in capo per il Carnevale è stato nominato il signor Pezzatti Antonio».

Antonio Pezzatti, figlio del fu Giovanni Antonio, fu nominato il 1º marzo 1808 ed era membro del Consiglio Comunale e della Guardia d'Onore della Città di Ivrea.

Una data non del tutto sicura

C'è un dubbio che merita di essere riportato: alcuni studiosi ritengono che il primo Libro dei Processi Verbali sia stato materialmente creato circa dieci anni dopo la data che porta.

Il 1808 sarebbe cioè la data incisa sulla copertina, non necessariamente quella di redazione delle prime pagine.

Che cosa succedeva prima del 1808

Le cerimonie esistevano già. La Zappata e l'abbruciamento degli Scarli, di origine medievale, erano stati tramandati oralmente fino a quell'anno: è nel 1808 che appare la prima trascrizione di una cerimonia, «a futura memoria».

Nello stesso anno il Carnevale era ancora celebrato autonomamente da ogni rione, con feste, cortei, pranzi, distribuzione di vivande e sparo di mortaretti. E si chiudeva con un'ordinanza del generale Panietti che vietava di gettare aranci o simili «con veemenza».

Fu il governo napoleonico a imporre l'unificazione dei carnevali rionali, affidandone il controllo a cittadini eporediesi. Le note storiche parlano di un Carnevale riordinato come festa popolare, a cui fu data più importanza che in passato — ed è al periodo ottocentesco che risale anche l'obbligo del berretto frigio, segno di libertà e fratellanza.

Che cosa cambia sapere questa data

Il 1808 non è l'origine del Carnevale: è la sua codificazione iniziale.

Prima di quell'anno la festa esiste, ma esiste solo nella memoria di chi la fa. Dal 1808 in avanti c'è una catena documentaria continua fino al 1908: cento anni di nomine e cerimonie, registrate una per una.

È il motivo per cui quei volumi vengono descritti come il raccordo fra l'antico e il nuovo Carnevale — che ancora oggi comincia all'Epifania e si chiude con la distribuzione di polenta e merluzzo del Mercoledì delle Ceneri.

Domande frequenti

Qual è il documento più antico del Carnevale di Ivrea?

Il primo volume dei Libri dei Processi Verbali, con la data 1808 sul frontespizio in pergamena.

Perché i verbali sono in francese?

Perché il francese era la lingua ufficiale del Dipartimento della Dora, di cui Ivrea era capoluogo.

Chi fu il primo Generale del Carnevale?

Antonio Pezzatti, nominato il 1º marzo 1808, membro del Consiglio Comunale e della Guardia d'Onore della città.

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